Archive for March, 2005

dove fermano i treni

Thursday, March 31st, 2005

oggi mi sa che ho visto l’unica metropolitana che sia arrivata (per ora) alla nuova fiera di rho. la più grande fiera d’europa.
(la domanda sorge capziosa e fedifraga: embé? e noi che ce ne facciamo della fiera più grande d’europa quando avevamo già la fiera campionaria?)
già perché oggi c’è stato il bagno di folla (con televisione di stato convitata di pietra) del silvio banana in odore di elezioni.
e così la metropolitana rossa direzione rho-fiera per magia oggi ha funzionato.
solo che da domani non funziona più.
cioé diciamocelo, hanno pagato qualcuno per mettersi su un vagone del treno e poi tutti a pregare che non crollasse nulla. perché la metropolitana non è conclusa, anzi è ben lontana dal farlo.
così come non è conclusa la fiera. è così poco conclusa che manco il progettista e architetto si è fidato a metterci piede. e l’arrivederci alla prima fiera non è per dopodomani, ma per metà settembre alla fiera del cibo.
beh, insomma. sul vagone che ho visto io c’era scritto “rho-fiera”. sui cartelloni luminosi c’era ancora indicato “molino dorino”.
credete che sia uno scherzo? cioè credete che sia una una tantum? errore: un mese fa formigoni ha inaugurato il nuovo capolinea della verde “abbiategrasso”. anche lì i treni ci sono arrivati. solo nel giorno della sua inaugurazione. un cartello appeso agli appositi sostegni avverte che verrà tempestivamente comunicata ai passeggeri la data di effettiva apertura della stazione.
e il bello è che gli italiani porca merda ci credono pure. e allora che si li tengano, ma non li impongano a me.

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Ne abbiamo già parlato qui:

oh vedete di ricordarvelo…

Thursday, March 31st, 2005

domenica e lunedì si vota.
eccheccazzo.

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blasfeming

Wednesday, March 30th, 2005

sto leggendo “gli ultimi giorni” di andrew masterson.
al tato è piaciuto moltissimo. a me prende così così. o meglio, sono quasi a metà e continuo a chiedermi perché usare 200 pagine per scrivere una cosa che molti (anche menti non eccelse, intendo) riescono a sintetizzare in una bestemmia.

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settimana di incroci

Wednesday, March 30th, 2005

ieri sera sono andata a sentire enzo jannacci all’auditorium. era una
scommessa con il destino: chissà se questa volta ce l’avremmo fatta.
ce l’abbiamo fatta.
tralasciando il concerto (che comunque è stato bello e lui è
bravissimo e il soilito blablabla che si scrive quando si va a un
concerto…), era un sacco che non andavo in radio: ho rivisto facce
che sono anni che non vedevo e che hanno anche fatto fatica a
riconoscermi. lo studio dell’auditorioum è sempre lo stesso. il giallo
delle porte pure.
abbiamo incrociato d. e sì, ok, lo ammetto, è stato imbarazzante.
ridicolo, divertente, quasi inutile, ma imbarazzante.

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ho fatto delle ricerche

Wednesday, March 30th, 2005

cioè non che io vada in giro a chiedere i cazzi degli altri, ma chiacchierando con amici e leggendo post di gente che stimo ho scoperto che siamo tantissimi a credere che sia giusto.
e quindi mi domando: perché quando un tot di persone la vedono in un modo non gli si può dare minimamente retta e pensare che anche le loro scelte dovrebbero essere rispettate?
(no, non preoccupatevi la risposta me la dò da sola. e non è una risposta a caso)

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a week of passion - idee future

Tuesday, March 29th, 2005

comuni:
- andare a monaco
- andare in vacanza portandosi dietro i pattini in linea
- andare in bici il prossimo weekend
- incominciare seriamente una dieta
- chiedere il condono per il 5 livello sotterraneo che stiamo realizzando in giardino: piscinazza personale. e comunque, a prescindere, l’erba in giardino pare essere rigogliosa. sotto la neve pane, sotto il telo erba.
personalissimi:
- prendere la Decisione
- prendere la Posizione
- smetterla di guardarsi indietro e di cercare di ricordare quali piani avevo fatto o quali cose mi sarei aspettata dai miei 30 anni. è una figata così com’è.

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a week of passion - toccare il limite

Tuesday, March 29th, 2005

ho toccato il limite. sono stata un pacchetto spostato da una macchina (ka, rossa, 1400 di cilindrata) dopo 3 giorni di trasferta (compresa gita turistica al porto di ravenna, che consiglio a tutti soprattutto quando scaricano farina di pesce…) a una station wagon 1800 di cilindrata in partenza per un viaggio di 10 ore.
io in macchina non dormo, mi appisolo per pochi periodi non superiori a un’ora.
sono curiosa e chiacchierona. un’ottima navigatrice e una perfetta tientisvegliomentreguidi, ma che due coglioni.
e così poi per un giorno e mezzo sembro odiosa, noiosa e gnegné. non è che lo sembro lo sono.
quello è il mio limite. dopo l’aggressività. divento invivibile.
e se qualcuno mi dice “sono stanco” giuro che lo mando prima a cagare, poi a intervistare esperti di moda della riviera adriatica per 8 ore filate.

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a week of passion - a guardarla dalla macchina…

Tuesday, March 29th, 2005

la germania sembra proprio un bel posto.
mentre c., s. e f. dormivano io e m. (che guidava) chiacchieravamo di economia, welfare e politica.
a vederla dal finestrino della innominata a 180 km. all’ora (quando i divieti lo permettevano) la germania è proprio caruccia.
quasi quasi, dovesse veramente passare la riforma elettorale al referendum dell’anno prossimo, ci si potrebbe pure fare un pensiero.

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a week of passion - architettura

Tuesday, March 29th, 2005

berlino è uno strano posto. anacronistica talvolta. cioè, non so se mi spiego… però forse due sovrintendenti ai beni pubblici berlinesi potrebbero dirsi ste cose:
- “abbiamo un palazzone simbolo del potere sovietico in mezzo a una piazza…”
- “bene… smantelliamo tutto… rendiamolo moderno. tutto vetro e cemento…”
- “un po’ come il sony center?”
- “ecco sì… una specie di polo moderno fra l’antennazza, il sony center e il nuovo parlamento… e intorno devastazione…”
- “aspetta un attimo… ma questo palazzone è pieno di amianto, che facciamo?”
- “e sticazzi allora lasciamolo lì a marcire. ristrutturiamo il palazzo affianco… una bella colata di cemento e un intonaco anonimo, che ne so… color trasù-de-ciuc”
- ” e non lo ripuliamo il duomo?”
- “nah… però potremmo mettere una bella illuminazione blu elettrico sulla facciata del museo hamburger bahnhof. sì, insomma, quella roba lì, quell’anticaglia liberty…”

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a week of passion - nudi alla meta

Tuesday, March 29th, 2005

se ce lo avessero detto non ci avremmo creduto: a leggere la descrizione sulla guida lo avevamo immaginato tipo hammam (e avevamo pure scherzato sull’eventualità delle zone separate e delle avances che avrebbero ricevuto f. e m.), o una cosa simile, e invece ci è
apparso davanti come una visione mistica: una piscinazza enorme. e così ci siamo tuffati in questo delirio di benessere acquatico senza pudore e senza ritegno, non dovendo solo affrontare l’incognita di non sapere da che parte voltarci - cioè da che parte iniziare a gustarci
tutto sto bendiddio, ma anche il latente senso di privacy che nei paesi del nord cozza con il nostro bieco perbenismo di merda.
ad esempio esistono gli spogliatoi, certo, ma di separato hanno solo la porta: così noi 4 ci salutiamo e ci diciamo “ci vediamo dentro” e il dentro è solo due passi più in là.
ad esempio, m. e f. hanno dimostrato (almeno ci hanno provato…) grande savoirfaire davanti alla crucca con uno stacco di coscia di tipo due metri, completamente nuda e depilata che li ha incrociati mentre andava nella sauna.
ad esempio abbiamo riconosciuto tutti e 4 come essere nudi in mezzo ai nudi è anche un po’ un chissenefrega. e così le menate mie e di s. per l’acquisto del costume da bagno da h&m (anche a berlino esiste trocastrasse, ovviamente) sono risultate nulle, ma almeno abbiamo
fatto risate per un esercito.
e così abbiamo conosciuto la figata della piscina con la musicoterapia, quella con la cromoterapia, la sauna, il bagno turco, le docce ghiacciate, la piscina all’esterno.
abbiamo solo assaggiato l’idea dei massaggi bloccati dal prezzo e dal tempo.
abbiamo capito l’importanza di avere sempre degli asciugamani di scorta.
e così abbiamo avuto una visione mistica di questo posto in centro a milano con i ragazzini che fanno a gara per chi regge di più nella sauna con le donne nude o per chi (inevitabilmenter) soffre meno il freddo nelle parti basse, con le ragazzine che fanno a gara per chi ha il piercing più bello o il tatuaggio più grande. magari poi con le
manifestazioni clericali fuori dalla porta perché è immorale.
mi piace l’idea che quel paradiso stia a berlino, dove è giusto che stia, dove ci sta bene e dove i berlinesi sono contenti di godersi quello che sanno vivere e vivere bene.
poi del resto sono solo 12 ore di macchina (se non ci sono code…), che cé vo’?
Liquidrom.com

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