se-le-brescion

April 10th, 2005

e mentre il grano ti stava a sentire dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi…

ci sono concerti che in teatro sono splendidi. ma durante altri un po’ ti spiace di non poterti alzare e ballare.
oh-la-la. con casqué finale.
fuori a passeggio su un prato, senza fiato lei che mi aveva avvertito, ma io, io non le ho creduto qui per sognare mi tocca dormire, o come sempre suonare suonare.
stringo tra i denti le labbra e i miei pensieri, ricordo come ero ieri.
ma perche’ poi dovrei dimenticare, quel gioco d’oltremare, no non ci sto, salgo su un’auto che, mi porta via, via, via e allora si’, torno a girare la’, dove c’e’ musica.

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ne abbiamo già parlato qui:

2 Responses to “se-le-brescion”

  1. Chettimar Says:

    Uno come me, scarpe bianche come me… (scemo io che volevo mandarti un messaggio chiedendoti se ti era piaciuto il concerto, per la serie “domande retoriche” ;))

  2. la pupa c’ha sonno » Blog Archive » uno come me, scarpe gialle come me Says:

    [...] consolati perché anche lucio si è messo per i bis la camicia pesante (allora fa davvero freddo). finiscono sti tre pezzi, loro salutano e vanno via. e noi anche. dai sergio, sù… fa freddo. andiamo alla macchina, [...]

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