parole sante
Wednesday, August 31st, 2005less is more.
Nessuna tag.ne abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
less is more.
Nessuna tag.ieri ho spiegato alla mia Iso che deve essere orgogliosa di chiamarsi Iso.
Nessuna tag.chiudere questo blog.
Nessuna tag.stasera ha riaperto i battenti.
è venuta s. a trovarmi dopo tanto tempo che non ci vedevamo. in settimana verranno altre persone.
io amo avere gente in casa, le amiche, gli amici, avere tempo e occasione per fare quel cazzo di puzzle di haring che poi andrà al macero, avere tempo e occasione per decidere che musica ascoltare.
sono logorroica di parole e di pensieri e tenuto conto che ne esprimo la metà di quelli che penso, la gente dovrebbe cominciare a preoccuparsi.
parlo. parlo di me – io adoro parlarmi addosso, ma anche no. parlo di progetti che ho, che ho riniziato a fare e di quelli che ho messo in piedi in 5 minuti, parlo di calci in culo che mi hanno dato e che [in]consapevolmente mi sono data.
penso. penso a tutti i numeri di sopportazione e di umiliazione che devo mettere in colonna e guardo la cifra totale, che so che non cambierà cambiando l’ordine degli addendi. penso che ho un passato remoto con cui ho fatto i conti e con cui mi sono rappacificata, un passato recente che mi ha messo a dura prova. un futuro da costruire senza voltarmi mai indietro se non per trovare stimoli e mattoni, ma non per trovare rimorsi, questioni (pratiche) non risolte e sensi di colpa.
penso. penso a tutti i pensieri che ho fatto, alle aspettative che mi sono posta, agli obiettivi mal condivisi. penso che la gente richieda alla gente di essere come il domopak: pronta a essere malleabile alla loro forma, resistente al freddo o al caldo, capace di mantenere il gusto e l’aroma, che se c’è un crepa tanto basta accartocciarsi un po’ di più, basta adeguarsi un po’ di più per tappare il buco e continuare a trattenere liquidi, aromi, sapore. non mi piace. non mi è piaciuto farlo, non mi è piaciuto essere costretta e costringermi a farlo.
ma parliamo, siamo due fiumi in piena. non ci vediamo da mesi. parliamo del suo fidanzato, della casa nuova, di sguardi, dello spettacolo di domani, chiamo un’amica, prima c. mi ha detto che verrà alla mia festa di compleanno, oggi ho sentito f. ci sarà anche lui. sorrido. compio 32 anni fra poco e non so ancora come festeggerò, ma so che i festeggiamenti dureranno 3 giorni interi, che ci sarà un sacco di gente e che non mancherà nessuno. strano a dirsi, quest’anno non ho paura di invecchiare. non me ne frega nulla.
fra una ciacola e l’altra beviamo il caffé, mangiamo i baci di dama equi e solidali che ho comprato ieri alla festa dell’unità aspettando che f. arrivasse.
casAuro ha riaperto i battenti. diciamocelo: amo avere gente per casa che mi tenga compagnia, che non se la meni se i piatti sono da lavare, se è piccola, poco accogliente forse, se in cucina non ci si può sedere da nessuna parte mentre io preparo una tazzona di caffé filtrato, se la biancheria è ancora stesa, se c’è la polvere che viene da fuori. se isotta si sdraia a pancia all’aria per farsi fare le coccole.
stasera s. è rimasta 5 minuti a fissare la parete gialla con i poster nuovi, gli ingrandimenti e gli accostamenti delle foto, le cartoline di corto maltese. “è bellissima, è Auro”. altro sorriso.
ecco, sì. avanti c’è posto. sempre avanti, prego, in fondo al corridoio, oltre la porta rossa fino alla parete gialla.
qualcuno desidera un bacio di dama?
(dio quanto mi sono mancata)
il problema lo ho risolto io.
cribbio, io.
che li pago, pure.
manco mi pagassero loro.
e se racconto come, prendo il modem a pugni.
potentemente.
- la borsa porta pc di patagonia
- una casa vista mare per l’ultima settimana di settembre
- la ricetta della serenità, che mi sa che anche se dovessi trovarla non saprei riconoscerla (paradossale, no?)
le cane in liguria corrono e si divertono. a prescindere da quale sia il comune che le ospita. questo mi fa ben sperare per il futuro.
per il mio futuro.
e per il futuro di isotta.
e mi piace molto che isotta vada d’accordo con la gente e con i cani… no, con i gatti (che non siano palle di pelo che rotolano tipo Fusillo), no.
le rubo il titolo e pure il il post.
Nessuna tag.torno a casa e internet non funziona.
“proprio ora, che avrei mille cose da dire, mille pensieri, mille post che ho scritto sulla moleskine e invece non posso fare nulla”.
non posso fare nulla se non aspettare che la telecom mi grazi.
nel frattempo l’altra speranza è ricominciare da capo e non avere per un po’ nessuna di quelle parole e nessuno di quei pensieri.
e allora approfitto di una passeggiata idiota e vengo in mondadori a sfruttare la rete fastweb per guardare la posta e scoprire che una mail che ho chiesto di mandarmi non c’è. e forse meglio abituarsi all’idea.
razionale e emotivo: scindere
ieri sera ho scoperto di non avere più al collo la collana che ho portato negli ultimi tre anni, uno snake sottile di argento comprato in un posto sfigato vicino al Rolling Stone.
dove l’ho persa? quando l’ho persa?
stamattina ho guardato le foto fatte a senigallia, perché mi piacerebbe proprio capire se là avevo la collana. nelle foto che ho fatto non c’è modo di capire se c’era ancora. faremo sviluppare le foto fatte sott’acqua. e vedremo se era ancora intorno al mio collo in francia.
“forse se ne voleva andare via…” ho detto ad alta voce già in preda alla sbronza. lui mi ha guardato con aria perplessa. e invece lo credo fortemente, credo nei segni, nelle coincidenze e nel fatto che niente succede per caso.