cercandomi, festeggio anniversari
Friday, March 31st, 2006ne abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
e poi li ritrovo.
Nessuna tag.“chi si suicida fugge, chi rimane – in qualsiasi situazione rimanga – lotta per la sua idea”
(giuseppe pinelli a proposito del suicidio di palach, citato da camilla cederna nel libro “pinelli”)
apprendo ora che man-lò è stata eliminata dalla casa.
il rischio che gli italiani la vedessero mettere fabiano [*] nella vaporiera ha fatto sì che così si esprimesse il 45%. dei votanti. non degli aventi diritto al voto.
[*] chi si ricorda dello sgarruppé? ecco, fabiamno mi ricorda lo sgarruppé. non so chi sia meglio. anceh se temo che sia fabiano… (cribbio)
non ho figli e visto l’andazzo non ne avrò. i miei nipoti stanno in francia.
non sono una dei privilegiati.
rispetto al 2001 pago circa 1000 euro in più di tasse all’anno che per un’impiegata con uno stipendio medio (mediobasso per il costo della vita a milano) non sono pochi.
pago circa 100 euro in più di affitto al mese per l’aumento delle tasse e delle spese sui consumi.
due giorni fa mi hanno mandato la modifica delle condizioni del mio conto corrente (la terza comunicazione da inizio anno): pur non capendoci un cazzo, ho capito che il tasso è sceso.
la mia pensione integrativa non sarà mai sufficiente per mantenermi. ma neanche a darmi un po’ di respiro.
non mi offrirebbero mai un altro lavoro con un contratto a tempo indeterminato e nel frattempo – nonostante la mia idiosincrasia ad ammetterlo – invecchio e quindi sono meno “appetibile” sul mercato. senza prendere in considerazione il fatto che faccio un lavoro così di nicchia che sono già una carampana.
forse, quindi, luca capirà se egoisticamente non riesco a convincermi del tutto che sia un bene pensare al futuro. non immediato, ma un po’ più futurofuturo.
anche se tempo fa sono stata proprio io a dire a matteo, quindi in tempi non sospetti, che l’ideale sarebbe una vittoria della destra, 5 anni di morte civile in italia, la sinistra che si suicidia per poter poi rinascere dalle sue ceneri finalmente sinistra. e poi un quinquennio di rosso sole dell’avvenire.
però no, non ce la faccio. proprio. mi spiace, è più forte di me. e non che ci creda in una vittoria del centrosinistra, non ci spero nemmeno.
ma porco cane, come si fa? in ogni caso, da una parte o dall’altra.
come si fa?
e mi perdoni la tatangelo se non ricordo con precisione le parole della sua meravigliosa canzone (e chissà se l’ha cantata pure al concerto in onore di fabrizio quattrocchi duettando con fausto leali), ma ieri – gonnacorta stivali e un caldo porco – mi hanno fischiato dietro per strada.
non succedeva dal 1993 quando – in perfetta divisa scout estiva: gonna corta di velluto millerighe marrone [*], camicia verde e il foulard al collo – venni molestata su un autobus pubblico di roma.
la primavera busserà pure sicura (citando fabrizio de andré…[**]), ma che me frega, ha tanto una tendenza amarcord…
[*] – che nessuno osi commentare, vi prego. prima o poi supererò il trauma di aver portato per una dozzina di anni la divisa estiva scout descrivendo su questo blog indumenti e cose che nessuno stilista ha mai osato solo immaginare. manco cavalli, per dire.
[**] – mancavo solo io. no?
dopo quasi 3 anni oggi mi sono incastrata una bic nei capelli in modo da farli stare chiusi in un microchignon.
il fatto che la bic abbia trafitto il bobtail che mi porto in testa da quando non li taglio, è un altro paio di maniche.
esistono al mondo due persone che hanno la capacità incredibile di saper dire cose giuste al momento giusto.
il fatto che queste persone abitino al momento a più di 100 kilometri da dove abito io, ecco, mi tranquillizza. e un po’ mi spiace.
sono pochi gli autori che mentre li leggo mi fanno ridere di gusto.
oggi mentre ascoltavo gli ebtg, nella calca metropolitana dell’ora di punta, sono scoppiata in una goduriosa risata.
sto leggendo “una città o l’altra” di bill bryson.
se qualcuno mi chiede ancora perché penso che i francesi siano in grado di fare cose che gli italiani se le sognano, ecco… si fotta.
oggi ho fatto una cosa che non avrei mai detto che avrei fatto, prima o poi. i conti, quelli veri, quelli reali. oh!… StupitAuro
secondo me gli amici sanno quando è ora di smetterla.
perché te lo leggono negli occhi e perché c’è un limite.
il limite è stato superato.
grazie è stato bello. e anche molto spiacevole.
spero che almeno voi vi siate divertiti.