simon?… sì? niente…
Friday, June 30th, 2006non mi era mai successo di rimanere così impressionata dalla presenza di una canzone all’interno della colonna sonora di un film.
Nessuna tag.ne abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
non mi era mai successo di rimanere così impressionata dalla presenza di una canzone all’interno della colonna sonora di un film.
Nessuna tag.oggi ho scritto a un’amica che domani vorrei andare (finalmente) un po’ in bici.
lei invece vorrebbe pulire un po’ casa. poi ci vedremo e faremo qualcosa.
un qualcosa che va da “andiamo a prendere un gelato” a guardare le vetrine. o dallo stare spaparanzate su una panchina al fare medagliamedagliamedaglia.
mancano più o meno 5 giorni alle ferie. più o meno.
lal-là!
sto facendo un po’ di pulizia in bloglines e ho scoperto di avere più di 800 post generalisti (cioé non di amici) in attesa di commento, link, un pensiero. inizio a spippolarli un po’.
ecco un’ennesima conferma del mio pov sulla generazione jpod:
Nessuna tag.L’enciclopedia assoluta me lo direbbe in un istante, date, carriera, successi, decadenza. Ma io preferisco non saperlo, preferisco la vaghezza della mia memoria, una coppia di amici arrivati da Parigi, un vecchio disco ascoltato in una casa di montagna mezzo secolo fa, la neve alta un metro, la bottiglia di Chablis, lo scoppiettio del caminetto, l’esile voce. Che altro mi serve? La precisione informatica spolpa i ricordi, li trasforma in ossario universale.
(carlo fruttero, citato da crosetti)
- la macedonia di melone fragole e ananas
- “torni a milano”
- una mail di fede
- un film mentale interrotto
- una maglietta sottile
due giorni da poter sfruttare, due destinazioni. scegliere fra:
torino (museo del cinema per l’ennesima volta alla ricerca di martino)
brescia (biennale di fotografia)
milano (forma, pac, il mio divano)
venezia (palazzo grassi e querinistampalia)
genova (palazzo ducale)
mare (scoglio, acqua, salsedine)
ikea (lack, grankulla, arlig)
si cercano, si ascoltano, si guardano e giocano.
si annusano e scoprono le carte, piano. prima in silenzio poi più velocemente, che è lotta aperta, caccia grossa, voglia da soddisfare, pruriti da grattare.
si vogliono e lo sanno.
girano intorno e poi si beccano.
e lui le passa la mano sulla curva del fianco e lei scorre via lungo la lunga brigata d’avorio.
e poi si guardano ancora un attimo, e te lo fanno sentire quanto si desiderano e urlano, gemono e strillano. incuranti del pubblico astante, con cui giocano alla complicità degli amanti interrotti e poi ripresi.
un nascondino, un cell’hai, un unduetrestella infinito di chi scopa di gusto e lo sa fare bene. e accetta anche la noia e la malattia, e poi torna a voler giocare ancora.
sono ai due lati opposti del tuo spettro visivo eppure sai che stanno scopando, lo senti con le orecchie e sotto la pelle. chiudi gli occhi. e il resto non c’è più.
violino e organetto. loro due, gli altri due e il pubblico astante. sotto il cielo che è stella e guardone.
solo chi c’era può capire e sussurrare piano quello che poi è nato dopo la scopata di stanotte.
la perfezione che accappona la pelle e fa strinare i nervi, la blasfemia che ti porta a pensarla bella e puttana, sottile e perversa.
il dondolare della testa e le labbra che sussurrano a bassa voce.
madre di dio e dei suoi figli, madre dei padri e delle madri
madre, oh madre, oh madre mia l’anima mia si volge a te
(stasera all’olinda, giovanni lindo ferretti alla voce e lorenzo esposito fornasari ai controcanti e allo sguardo che merita hanno guardato con noi l’amore raccontato da raffaele pinelli all’organetto e ezio bonicelli al violino)
Nessuna tag.da oggi ho la scheda wifi sul portatile perché mi serve per il convegno a cui partecipo settimana prossima.
da oggi sembra che io riesca – quindi- grazie a un solerte vicino di casa – a postare dal divano della sala.
con mio sommo giubilo. che in sala fa più fresco.
cioé meno caldo.
cioé si sta meglio, anzi, meno peggio.
da capo. con un’altra persona. senza lei che era un po’ la mia valvola di sfogo.
se riesco, in maniera propositiva, che rischia magari di essere anche una novità anche stimolante e divertente.
perché sarà il caldo, la poca voglia di faticare, i battiti veramente bassi, l’aritmia, l’ansia indotta di un infarto notturno, sto holter che adesso sogno di notte… ma qualsiasi cosa sarà, sarà.
e poi saranno loro, le ferie. ridicole, agitate, alternative, sconnesse. ma pur sempre ferie.
e poi sarà lei, una trasferta (che si preannuncia sempre più complicata) di una settimana.
e poi ancora tre settimane di brianza a mezzotempo e poi sarà lui, l’agognato riposo, e lei, la morbida nanna.
talvolta gli uomini scrivono cose che mi fanno accapponare la pelle, e riescono a sorprendermi.
e non sono solo alcuni scrittori di noir che riescono a farlo, ma persone. per un secondo fermi il tempo e pensi che allora sia possibile. tutto.
poi dici di no, e che in realtà è una bugia, che un uomo non potrà mai sorprenderti davvero, che non ci sono possibilità che possa accadere, perché la paura è proprio una brutta bestia.
Nessuna tag.non credo nei miracoli, ma solo nella forza di volontà
(mail di auro)
sul portafoglio.
Nessuna tag.