Archive for October, 2006

something of important

Tuesday, October 31st, 2006

- togliere la tinta dalla testa
- vestirmi da mercoledi’ e andare alla festa di emmevu
- portare il passaporto (se no mi ammazza…)
- finire il report mensile
- mettere le nota spese mensile online
- metter l’out-of-office
- mettere in borsa il passaporto (se no mi ammazza…)
- fare la valigia
- spostare la macchina
- non scordare il passaporto (se no mi ammazza…)
- trascrivere codice prenotazione treno
- caricare cellulari e batterie
- non lasciare a casa il passaporto (se no mi ammazza…)
- prendere l’ombrello
- mettere in borsa guida di madrid
- ricordarmi il passaporto (se no mi ammazza…)
- fare forward delle mail
- mettere in borsa materiale per lavoro lunedì
e il passaporto? ah, già. il passaporto.

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Ne abbiamo già parlato qui:

la torre di guardia (nella taiga)

Monday, October 30th, 2006

se per caso siete abbonati a upstream, god bless you.
beh, sappiate che pavel mi ha scritto per chiedermi l’autorizzazione a mettere una mia foto in copertina. autorizzazione che poteva anche non chiedermi visto che la mie foto sono rilasciate in CC, attr-no comm-no derivs.
sarà pure un mezzo mormone che vive nella taiga, ma almeno è uno simpatico.

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Ne abbiamo già parlato qui:

parabola

Monday, October 30th, 2006

la macchina fotografica ce l’ho. mi manca solo la pistola.

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Ne abbiamo già parlato qui:

anni azzurri

Monday, October 30th, 2006

i miei amichetti hanno portato il reparto geriatrico (cioè la sottoscritta) in gita premio della casa di riposo anni azzurri.
non avrei mai immaginato di ritrovarmi ancora una volta a ballare: quando hanno messo la canzone della mia adolescenza, le ho mandato un sms, perché anche se adesso è mamma, deve saltare. anche lei.
note to self: fare la tinta

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Ne abbiamo già parlato qui:

desire

Monday, October 30th, 2006

un concerto dei subsonica.
adesso. ora.
oggi mi sarei voluta fermare lungo i tornanti e iniziare a saltare.

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in macchina, occhi chiusi

Sunday, October 29th, 2006

per un’ora ho chiuso gli occhi e ci ho creduto. creduto sul serio.
creduto che potrebbe succedere.
che potrei chiudere gli occhi non solo quando sono protetta, ma sempre.
e sono quasi stata bene, poi dopo un’oretta… l’allarme. lampeggiante giallo.
ed è un buon motivo per non fare nulla. per sparire. per rinunciare.
per proteggermi, pur sapendo che mi farebbe bene non farlo.
mi sono sentita bambina capricciosa che vuole avere senza dare, senza investire. ma non è possibile, non è permesso.
e allora rinuncio. agisco già con la protezione da tutto. nessuno può entrare nel mio cerchio. nel mio mondo. non ho nulla da condividere con nessuno.
non la mia pelle, non le mie urla.
le mie idee, le mie parole.
i miei sorrisi, le mie lacrime.
a meno che non ci sia un matto che se le venga a prendere.

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auro risponde alle domande dei suoi lettori, 18

Saturday, October 28th, 2006

Buongiorno,
avrei bisogno di un Suo consiglio: come faccio a sistemare i miei documenti?
Lei ha una particolarità modalità di classificazione?
Confidando in un Suo sicuro riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.
Grazie, rag. Filini

guardi, Le dico solo che nel corso delle ultime mesate ho trovato 4 blocchetti di ticket (l’ultimo oggi) scaduti nell’aprile 2006 che non sono più rimborsabili, per un totale di 480 euro.
nella mia dichiarazione dei redditi, solitamente non raggiungo mai la franchigia di rimborso mediche e quando potrei, perdo sempre bollette e fatture.
oggi ho perso 2 ore a cercare il libretto sanitario del cane, senza venirne a capo, fino a quando non ho trovato uno dei 5 duplicati che ho. era nella scatola delle cose del cucito (non del ricamo, del cucito).
il mio consiglio è di usare dei classificatori (che non saprei dettagliare meglio, visto che non li uso).
non segua il mio sistema di “imbustare tutto”, perché si rivela un delirio.
in compenso non so se può farle piacere sapere che ho trovato una nuova modalità di suddivisione “cose importanti” da “cazzate”, le cose importanti nelle buste A4, le cazzate in sacchetti di carta. da tenere ovviamente OVUNQUE in casa (ottima la soluzione dispensa e sotto la tv). oggi ne ho riempiti circa una dozzina. e ho riempito tre ulteriori sacchetti di carta da riciclare. e ho scovato altri 12 libri da leggere spersi in casa. e ho trovato l’estratto conto dell’inps che devo verificare da aprile 2004. faccia Lei.
se per caso trova una soluzione me la comunichi, La prego.
Sua, Fantozzi.

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comunicazione

Saturday, October 28th, 2006

verso le 19e30
sms di mao: che fai?
sms di auro: aspetto che laura torni, nel frattempo guardo un film e ricamo
sms di mao: seratona, eh…
verso le 22in punto
sms di mao: va meglio?
sms di auro: va da dio
sms di mao: certo, come stanno i folletti di babbo natale?
verso le 22e07
sms di auro: ho finito di ricamare due barchette, ho attaccato un altro dvd e ho aperto la confezione delle gallette di riso
sms di mao: cristo!
verso le 23e45
sms di mao: sei già implosa o posso passare a prendere un thé da te?
verso le 23e45e30secondi
squilla il citofono.
verso le 23e55
mao intinge biscotti nella tisana e io sgranocchio gallette di riso e mi ingollo di breezer al lime.
lui: ma che vita di merda facciamo?
io: parla per te - scronch scronch - stronzetto…

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Ne abbiamo già parlato qui:

una giornata particolare

Friday, October 27th, 2006

sono rapita dall’arredamento, dalla ricostruzione degli ambienti e degli abbigliamenti.
dai colori, spenti, ma dannatamente vividi.
dal rosso del rossetto che poi antonietta non si mette. forse…
dal profilo di lui e dai suoi piedi mentre balla la rumba.
e dalle sue mani mentre beve il caffè.
dalle biciclette appoggiate al muro, dalla frittata sul fuoco. e mentre lui la prepara l’inquadratura è perfettamente calibrata. porta - lui chinato sul tavolo che cucina faccia alla camera - muro - porta - lei in piedi di schiena appoggiata allo stipite, di una casa bianchissima. in mezzo il cappotto appeso a un chiodo. due persone nella stessa stanza e diametralmente distanti, mentre regna il silenzio.

con uno sguardo lanciato al galoppo

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oasi nel deserto

Thursday, October 26th, 2006

elena mi chiede “ma ti manca matteo?”
se lo fa è perché sa che sono successe delle cose e che la mia sopportazione è ai minimi storici, e sa anche che quando ha toccato questi livelli solitamente ho fatto qualche cazzata.
“no, mi mancano la sua casa al mare, il suo giardino a milano, il suo lavoro grasso e ricco, e le sue gambe lunghe. del resto posso fare tranquillamente a meno”.
sa che scherzo, perchè non sono una donna venale, anche se vorrei essere una donna comoda.
sa che non scherzo, perché lei ha fatto le mie stesse scelte.
sa che scherzo e non scherzo, perchè sa che so di avere investito troppo su un cavallo per me sbagliato, su un finto varenne senza essere aceto.
sa che non mi manca.
e mentre entriamo in un ennesimo outlet della profonda brianza (ma la carta di credito l’abbiamo lasciata in ufficio), sa che a quest’ora potrei avere un figlio, pasciuto e sazio. potrei passare tutti i miei weekend all’ombra di un rampicante su una terrazza a levante. potrei avere un’ortensia pallona azzurra all’ombra di un angolo sempre all’ombra.
e sa - a differenza di altre persone - che invece sono felice di andare sulle montagne dei partigiani questo weekend, sono felice di poter decidere senza menate e senza ansia di andare a madrid e di investire in amici, cene fuori, passeggiate con la iso, un po’ di gnagnera e molto zen. di non dover litigare per l’asse del cesso, per mangiare cosa, per chi cucina, perché lui mangia la pizza di spizzico e solo pesce, perché io boicotto macdonald, perché io cammino come una camionista, perchè voglio andare a correre, perché lui vuole andare in vela. insomma le classiche minchiate da fidanzati. e sa che finché lo potrò fare, lo farò.
anche se mi manca qualcuno.
e che chiunque sia quel qualcuno non si chiama matteo. o meglio non è quel matteo.
“ci son donne che hanno il cuore come un’oasi nel deserto” (alessio lega)

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