Archive for May, 2007

la vie en rose e frank sinatra

Thursday, May 31st, 2007

erano tre giorni che cantavo fra e me e me la vie en rose.
due minuti fa ci ho pensato e il motivetto che avevo in testa, invece, una volta tanto era fly me to the moon.
c’è della giustizia a questo mondo.

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Ne abbiamo già parlato qui:

la sottile differenza

Thursday, May 31st, 2007

in modo molto empatico ho trovato sull’aggregatore un post di un amico che parla di una parola stronza di 6 lettere che stasera - mentre aspettavo valentina - ho rivoltato in tutti i suoi spigoli.
ero lì, vestita con il vestito da scema, quello da signorina per bene, un vestito nero, senza spalline, con il corpetto stretto, con la gonna ampia con le sottogonne in tulle per farlo sembrare gonfio, però il tulle si vede in fondo, spunta appena, così sembri gonfia, sotto, ma non (solo) di cellulite.
ero lì, seduta su un panettone di cemento, al centro della via più vetrina di milano. mi sfioravano ragazze altissime, con gambe sottilissime e shorts cortissimi. mi guardavano incuriositi ragazzi un po’ bolsi, appena scesi da una macchina che io volentieri righerei con un cacciavite a stella.
e poi ti ho visto, o meglio, non so se c’eri, ma era come se tu fossi lì: io ero vestita per bene, con un trucco quasi perfetto, le scarpe alte, la piega e il taglio appena sfornati e qualche chilo in meno. e mi sono vista mentre ti raggiungevo, mentre ti urlavo in faccia “io non sono mai stata chi tu credi e hai creduto che io sia”. ed era un urlo muto, una manciata di frame di un film trasmesso senza volume. e poi mi sono vista prendere il primo bolso con il macchinone, mettergli la mano sul pacco e gli avrei detto, io e te adesso andiamo a scopare. e lui avrebbe messo la sua mano sulla mia coscia e avrebbe iniziato a masticare bigbabol, manducando vistosamente.
adesso che sono a casa, adesso che ho tolto le scarpe alte, mi sono struccata e ho solo una vecchia t-shirt lisa addosso, io non lo so adesso se sia stato meglio che tu non ci fossi. e che io non abbia avuto nessuno contro il quale urlare, contro il quale inveire e con il quale scopare senza una vera ragione.
un giorno forse smetterò di provare il senso di colpa per non essere ancora adesso quella che tu ti immagini che io sia: il capro espiatorio perfetto.

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Ne abbiamo già parlato qui:

in the toilet

Wednesday, May 30th, 2007

in fase nostalgica, oggi ho scoperto che essere passata da un ufficio in cui ero l’unica donna a un ufficio in cui sono parte della (stragrande) maggioranza, genera un insieme di problemi legati alla toilette.
ad esempio, il cesso spesso è occupato.
ad esempio, il cesso spesso è occupato per molto tempo.
ad esempio, il cesso talvolta è occupato e si sono dimenticate di chiudere a chiave.

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Ne abbiamo già parlato qui:

problem solving

Wednesday, May 30th, 2007

nel mio ex ufficio se dicevi “non mi va outlook” (che era mailer aziendale, l’unico ammesso), l’IT partiva subito con una bella formattazione del pc.
nell’ufficio attuale, se dici “da casa mi si riavvia il pc dopo un errore sul process win32″, l’IT piuttosto che formattarti il portatile cerca asilo all’estero.

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Ne abbiamo già parlato qui:

i furbetti del paesino

Wednesday, May 30th, 2007

a sambuco, provincia di cuneo, pare che la lista pensionati fosse presente sia dalla parte di chi ha perso che nella coalizione che vinto e che tutte e due le liste siano state presentate l’ultimo giorno buono prima della chiusura delle procedure legislative.
i 126 votanti (di cui un terzo residenti all’estero) intendevano - con tacito accordo - andare al momentaneo commissariamento dell’attuale sindaco, per poi decidere insieme come attuare una politica locale e non di palazzo.

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Ne abbiamo già parlato qui:

darwin

Tuesday, May 29th, 2007

noi settentrionali di sinistra siamo così abituati alla lotta per la sopravvivenza in un mondo di destra decisamente bigotto e intollerante che alla fine saremo la specie italica che non si estinguerà.
un po’ come le farfalle bianche e le farfalle nere.

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Ne abbiamo già parlato qui:

parliamo della mia dieta

Tuesday, May 29th, 2007

come tutti sanno nell’ultimo anno sono diventata un piccolo botolo dotato di maniglia del non amore e così via… e così - per la gioia di amici, parenti e colleghi - sono a dieta da lunedì scorso.
la mia dieta (medico dietologo, con analisi e pure intolleranze, che mi segue via mail ogni settimana) è una specie di battaglia navale che ogni giorno combina due diverse combinazioni di cibi. e non tiene minimamente conto delle quantità.
come una prestante bridget jones, quindi non conto le sigarette o i martini, ma ho lo stesso un bigino su cui ho riportato le mie 14 combinazioni (A - pasta + verdura + olio; B - pasta + carne + verdura + olio + frutta; C - carne/pesce + verdura + olio; ecc…) e come combinarle in base ai giorni della settimana. devo inoltre tener traccia di quello che mangio ogni giorno.
devo poi segnare ogni lunedì quanto peso e quanto calo.
insomma, mi sono trasformata in una piccola manuense.
sarà come sarà, sarà che pedalo, che corro, che sono un po’ stressata, che bevo come una disperata, che grazie secondo i dettami della dieta posso bere un sacco di caffè e mangiare un sacco di verdura (per giunta ho riscoperto la gioia di cucinare), sarà che dovrei perdere 2,5 chili al mese e ne ho persi nella prima settimana 3,2.
tutti liquidi, i primi sono facili, sei in fase di lancio e di entusiasmo… tutto vero. ma io pesoi 3,2 chili in meno di lunedì scorso. eccheccazzo.

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ghost in traslation

Tuesday, May 29th, 2007

quando dici a un uomo “basta” non è che lo capisca sempre.

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Ne abbiamo già parlato qui:

il secondo avvento

Monday, May 28th, 2007

la pantera caccia ancora, e ancora spaccia. non solo droga, anche cristo e passione, per esempio.

il secondo libro forse è anche più bello del primo.
il terzo non si sa che fine ha fatto. per dire, non lo sa nemmeno il suo editore in italia.
qui si aspetta, perché se ne ha bisogno.
fisicamente.

il secondo avvento, andrew masterson
edizioni marsilio black

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la domenica perfetta

Monday, May 28th, 2007

talvolta per scaricare qualcosa basta provare la nuova bicicletta, pedalare 50 chilometri di cui metà sotto la pioggia.
sentire il freddo addosso, il sudore che surgela, fissare il copertoncino azzurro davanti al manubrio, guardare da sotto gli occhiali la strada dritta.
superare un amico facendogli il pelo e poi sorridergli.
augurare una buona pedalata a chi ti è stato a ruota per 12 chilometri, poi ti affianca e gli senti il fiatone.
alzare le mani da manubrio e pedalare, battendo la mani a tempo di pedalata.
passare a fulmine sotto il ponte della ferrovia mentre passa un intercity e farsi doppia doccia.
sentirsi i battiti e contarne solo 40.
tornare a casa stremata, ma sapendo che quella lì sei tu.
solo tu.

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