ma io come ho fatto?

October 4th, 2007

al di là che il contributo per l’affitto è un’inezia, al di là del termine poco felice, però io mi chiedo: io sono veramente l’unica persona (a sto punto, l’unica stronza) a questo mondo che è uscita di casa giovane e che a nemmeno 25 anni si pagava interamente casa, università e sigarette? e non portava le cose da lavare a mamma?
cioè per dire, a chi rimane a casa da mamma dà più fastidio sentirsi dire bamboccione perché la verità fa male lo so oppure fa più fatica alzare le maniche e servire a un tavolo di un pub irlandese per 6 euro all’ora, 8 se lavori la notte di natale?
(nb. una volta mi hanno rimborsato una parte dell’affitto grazie al contributo regionale: trovarsi di botta 500 euro sul conto fa un gran piacere, forse non incentiva a uscire di casa, ma è un gran bel regalo)

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ne abbiamo già parlato qui:

10 Responses to “ma io come ho fatto?”

  1. giorgia Says:

    non lo so come abbia fatto tu, ma sto ancora tentando di capire come ho fatto e faccio tuttora io a pagare la rata del mutuo ogni mese… :)

  2. lapupachasonno Says:

    beh, io sono ancora in affitto, per dire.

  3. alessio Says:

    Credo che il tema sia uno dei grandi tabù della società italiana, è difficile parlarne e le poche volte che accade ci si concentra sul colore o sui dettagli (i “bamboccioni”) invece che sul modello di Italia che si vorrebbe. La famiglia asfissiante è e resta il cuore dell’immaginario nazionale. Chiunque abbia passato un po’ di tempo all’estero tanto sa perfettamente di cosa si parla, e chi non l’ha fatto trova difficile anche capire.

    Io comunque me ne sono andato all’Università lontano da casa a 19 anni e non sono più tornato indietro…

  4. pm10 Says:

    se i miei non avessero divorziato sarei fuori casa da un pezzo.

  5. lapupachasonno Says:

    @pm10, in che senso?

  6. pm10 Says:

    auro, ne parliamo dal vivo, che e’ meglio :)

  7. giorgia Says:

    Auro, a me l’affitto non conveniva, a parità di condizioni logistiche mi sarebbe costato comunque quanto mi costa la rata del mutuo, e allora ho pensato (bene ? boh, lo scopriremo solo vivendo…) di comprare ’sti 60 metriquadri in zonabenservitadaimezzipubblici, che qui a Roma equivale a dire abitare al centro – in effetti, col tram ci arrivo in 20 minuti, al centro, e tutto ciò per me è bello assai. Non è esattamente dove avrei voluto che fosse (ovvero a Trastevere. O in zona portico di Ottavia, nel “ghetto”, coi negozietti di prelibatezze kosher sotto casa… *sigh*), ma è quanto di più vicino mi potevo e mi posso permettere al momento.

    Ah, mutuo a tasso fisso (mica sono scema!), casomai qualcuno si stesse preoccupando. :)

  8. innovatel Says:

    Complimenti! Io son sincero … vivo ancora coi miei ma mi rimbocco le maniche in casa e contribuisco alla grande! Ad inizio anno avevo la possibilità di acquistare una casa ma non me la sono sentita nonostante abbia un buon lavoro.

    Complimenti ancora!

  9. Daniele Muscetta Says:

    No, no, l’unica no. Ma non siamo neppure tantissimi. Oppure siccome siamo quelli che sono occupati, indaffaratissimi per tirare la carretta facciamo meno notizia dei piagnucoloni… :-)

    Pero’ per dare a Cesare quel che e’ di Cesare (oppure un colpo al cerchio e uno alla botte, come vuoi…), il contributo proposto e’ piuttosto ridicolo, quello e’ vero.

  10. nontelodico Says:

    perché avete il vizio di mettere nella stessa barca quelli che non fanno un cazzo e quelli che (ognuno per i propri motivi) rimangono un po’ di più con i genitori pur facendosi il culo, lavorando e studiando insieme, aiutando le proprie famiglie e pagandosi tutto (certo, affitto escluso) da soli?
    che ti devo dire, sei brava, continua così, ma guardati bene da offendere persone oneste e che lavorano tanto quanto voi

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