Archive for January, 2008

anche qui può arrivare l’odore del mare a prendermi

Thursday, January 31st, 2008

come una scema è tutto il giorno che ascolto la versione unplugged di “milano” di britti: la canzone con l’intro più lunga della storia.
ricordo che una notte alessio mentre io mi rintanavo sulla sponda del suo letto, aveva preso la chitarra e aveva suonato, raccontandomi di quanto fosse bravo britti a suonare.
erano i tempi in cui era uscito “la vasca” e quindi pensare che potesse essere un ottimo chitarrista blues era molto difficile.
ale stava strimpellando la bionda stratocaster che aveva appena comprato. io ero nuda e probabilmente un po’ depressa. forse avevo temporaneamente smesso di fumare. forse demo stava fra le pieghe del piumone con noi.
adesso ascoltando quell’intro infinita mi tornano in mente quegli attimi che sembravano eterni, quelle rare serate in cui ale suonava per me non accorgendosene, non accorgendomi.
e scrollo le spalle, e scrollo via tutto. incurante.

e se avrò bisogno di dimenticare prenderò per mano l’ansia e anche la rabbia
le accompagnerò per un aperitivo al bar e al punto giusto le abbandono tra la nebbia

(vale, il titolo è per te, ovvio. no?)

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irlandese all’estero

Thursday, January 31st, 2008

su gq bono dice a jovanotti che prodi è uno dei migliori uomini politici in europa.

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milano, forza 9

Thursday, January 31st, 2008

stamattina esco presto, caracollo fino a un hotel di lusso, mi infilo in una stanza e ascolto ascolto ascolto. poi mi danno un passaggio in macchina fino all’ago, e si riparte.
esco di corsa, una fermata di metro in meno, incontro i miei genitori, abbiamo una roba medica da fare, tutto va bene.
mentre siamo lì che parliamo mi ritrovo in piedi affianco a mio padre seduto e io gli metto la mano sulla spalle, un abbraccio non stretto.
gli sento il batticuore. se non fosse mio padre potrei dire di averlo fatto innamorare.
poi a piedi fino a casa, pasticceria e poi subito fuori, metropolitana, intanto leggo, ascolto musica, mi preoccupo dei conti, della metratura, delle pratiche burocratiche, delle omonimie, penso penso penso.
mentre sono lì appesa a un apposito sostegno mi dico che non ho preso il numero della prenotazione del radiobus.
scendo dalla metropolitana, citofono, salgo: prendo una gomitata contro uno spigolo, mi infervoro per una cazzata (che lo so che è una cazzata, ma io sono una cagacazzo), e poi incredibilmente c’è un istante preciso in cui mi appoggio allo stipite della porta e mi rilasso.
io mi rilasso. forse se fossi a casa potrei anche collassare sul divano, qui mi rilasso e basta. però sento la schiena cedere e potrei accoccolarmi ovunque, serena. mi rilasso come non succedeva da tempo.
poi si mangia. non ricordo altra occasione in cui io abbia mangiato a tavola con due uomini senza aver cucinato. si chiacchiera e scopro lavori impensabili, scoprono che io non bevo vino e ovviamente questo presta il fianco a numerose considerazioni, si chiacchiera. e la torta ai frutti di bosco non è per niente male.
si fa una certa, io ho il radiobus, saluto di fretta. scendo, mando un sms a franz, aspetto, è in ritardo. in fondo l’orologio di loreto segna le 00.05. ho 3 minuti per prendere l’ultima metropolitana, chiamo il radiobus e mi chiedono il numero della prenotazione, non lo so, se non lo so, non mi possono aiutare.
corro in metropolitana, la prendo al volo, a pagano per caso mi accorgo che è diretta a molino dorino e non a bisceglie. scendo. aspetto, cambio, prendo, faccio.
nel frattempo finisco un libro. ascolto fango fino a scoppiare pensando a chi è andato alla festa stasera.
torno a casa, piscio isotta, scrivo due mail di lavoro: una la mando, l’altra la rileggo domani mattina.
mi lavo i denti e mi accorgo che non ho nemmeno lavato i piatti a casa dei miei gentili ospiti. io sogno una poltrona in cucina, io lavo i piatti e qualcuno mi fa compagnia raccontandomi cose, ridendo, ascoltando musica, stando bene.
lo sogno, forse sta per diventare realtà.
stop. mi fermo. buona notte.

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sfogliando

Wednesday, January 30th, 2008

questa pazzia ha un senso. ma soprattutto ha un costo. fisico, monetario e morale.
ho un quaderno su cui appunto prezzi idee e un elenco di condizioni per accettare l’offerta.
ho in borsa sempre il catalogo ikea. zeppo di post it.
se sopravvivo, ve lo dico.

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la vita, le serie tv e i film

Tuesday, January 29th, 2008

in mad man c’è una scena in cui betts si appoggia alla lavatrice mentre questa sta centrifugando e incredibilmente l’effetto vibrazione la porta a pensare ad altro. e a un altro.
la vita non è un film, che si sappia. e tanto meno lo è il sesso: due letture consigliate da lui per lui (sperando che l’omissione della questione “calzino di spugna bianco” sia solo una svista) e per lei, perché siamo tutte cresciute con il mito delle scene azzurre di topgun e sarebbe il momento di chiamarcene fuori, e accettare che il dottor bollore non esiste. se non in una serie tv.
e accontentarci di goderci il sesso. davvero.

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peggio della telecom

Monday, January 28th, 2008

solo il servizio di prenotazione telefonica del radiobus dell’atm.
cafoni, maleducati e incompetenti.

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il pupo c’ha sonno

Monday, January 28th, 2008

io gli uomini che vedo in giro li noto poco.
rimango difficilmente (sebbene mi capiti) colpita da un uomo incontrato in metropolitana o in fila al banco gastronomia del super. solitamente noto i sandali d’estate e la giacca e cravatta di inverno. eppure sono giorni che fisso gli uomini ovunque.
ieri al bar c’era un ragazzo che parlava del milan con la barista.
poi in metropolitana c’era un 50enne piacente che giocava con il blackberry. era seduto affianco a un ragazzo visibilmente molto tatuato e bucato.
un mio collega indossa da qualche giorno un nuovo anello.
all’edicola, ieri io ho chiesto il manifesto, un altro ha chiesto il giornale. l’edicolante ha salutato me, e pure lui.
qualche tempo fa mauro mi ha offerto la cena, a casa mia. poi l’ho salutato e dopo trequarti d’ora era sul mio gtalk.
il marito di quella del quarto piano mi ha chiesto se posso dargli una mano con fastweb.
quando sono in metropolitana e leggo vecchi vogue, curati da maurizio cattelan, c’è sempre almeno un ragazzo che mi guarda stranito.
conosco medici, ragionieri, bancari, banchieri, assessori, giornalisti, art director, avvocati, copy, analisti, programmatori, autori tv, scrittori, politici, padri di famiglia, musicisti, agenti immobiliari, tecnici, pezzenti, elettricisti, attori, consulenti call center, operai, gioviali mantenuti. e mi piacciono quasi tutti. anche quelli di cui so solo il nome.
io credo che ognuno di loro abbia dei motivi. anche se non lo sa.
sono 34 anni che guardo gli uomini da lontano, in alcuni casi anche più da vicino. nelle ultime settimane sono diventati una fissazione. da oggi sono praticamente una di loro.

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suddenly

Sunday, January 27th, 2008

sto guardando una puntata di mad men e ricamo. a un certo punto sento un tack in bocca. e una pallina che naviga fra lingua, frenulo e saliva.
il piercing si è staccato, lo recupero con le mani sporche e aspetto di andare a casa di valentina per lavarmi le mani e disinfettarlo.
valentina non ha il disinfettante e io non riesco a riaprire il buco.
la mattina dopo marta mi consiglia della crema idratante per le mani e incredibilmente la sbarretta trova la via di fuga. seppur con un dolore difficilmente spiegabile.
poi ho comprato il collutorio e mi sono fatta gli sciacqui disinfettanti.
niente dura per sempre. ma c’è sempre un rimedio.

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lipstick jungle

Sunday, January 27th, 2008

se non avete mai visto mad men, rimediate: s01e06. la scena dei rossetti vi farà andare in fibrillazione.

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ho fatto in tempo a vedere fiumi di rosa

Sunday, January 27th, 2008

di rientro da pescara, il treno si ferma a bologna, gabi mi manda un sms che dice che c’è un cielo splendido, io guardo fuori dal finestrino e mi accorgo che il rosa che investiva poco fa si è trasformato in un buio pesto.
non riesco bene a mettere in ordine le idee, anche se so che probabilmente se lo facessi smetterei di passare per noiosa, indecisa, lievemente pazza e sempre giudicata come tale.

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