46/1826, il giorno del mare che nemmeno lui pensa di avere grandezza uguale
June 1st, 2008la cosa più nitida che riporto a casa dall’ennesimo concerto da quindicenne che ho visto, è che - appunto - non sono più una quindicenne.
mentre io mi sgolavo a cantare “tre minuti” e battevo le mani a ritmo, cercavo di non confondere refrain e strofa e dimenavo il culo, la ragazzina e il ragazzino affianco a me hanno pomiciato di gusto e ininterrottamente per tutta la durata della canzone. ripeto: tutta la durata della canzone senza mai fermarsi, senza mai aprire gli occhi, senza mai staccarsi le mani di dosso.
io non mi ricordo nemmeno più l’ultima volta che mi è accaduto di pomiciare di gusto. e ho il vago sentore che non mi ricapiterà più. e tanto meno andrò mai più a un cazzo di concerto di quindicenni.
Ne abbiamo già parlato qui:
June 1st, 2008 at 11:35 [AM]
ti faccio visita in questa tua casa nuova e ammiro le pareti di bianco dipinte
June 9th, 2008 at 11:35 [AM]
Mah…è che dovrebbero esserci dei concerti da quindicenni per trentaquarantenni, in cui si vede la gente ripomiciare senza che ti venga quell’ansia e quel fastidio come se vedessi le lumachine riprodursi. E’ che alla fine li odiamo perchè sappiamo che non ci capiterà più, e perchè ci sentiamo in colpa quando ci annoiamo dopo un solo minuto di limonata…
June 10th, 2008 at 10:35 [AM]
Ti invidio, da morire, Auro.
July 3rd, 2008 at 19:51 [PM]
c’andrai, c’andrai.. e scalda la lingua, mi raccomando!