orti, limoncelli, insalata e punti critici

June 17th, 2008

esco dalla metropolitana, mentre sta per chiudere le porte e mentre chiudo il libro. lasciando l’ultima pagina con un po’ del velato ma piacionesco spiacere che mi coglie quando finisco un libro che mi piace.
da un paio di giorni mi sono sollazzata su un albinati, uno dei miei autori preferiti, nonché uno dei meno filati in italia (fate voi le relazioni causa effetto che volete), che mi ha fatto pensare che lui ha scritto un blog fra il 1993 e il 1995 e non lo sa. o se lo sa, l’ha scoperto da poco. e tanto era un blog sì (ne avrei tumblerato un pezzo ogni tre), ma su carta, senza commenti e senza permalink.
un blog da sfigati, quindi, direte voi.
infatti, con tutto il rispetto, io ad albinati (non fosse per altro ma mi basterebbero il vecchio che pensa al coito, il servo intelligente e nereo rocco a dichiararlo ufficialmente uomo della mia vita, più il lavoro che fa dove lo fa) ci voglio pure bene e mi va bene che a volergli bene sia solo io.
voi state pure fra i molti.

l’avvoltoio osceno mangia i morti, ma non è stato lui ad ucciderli. il bell’airone inghiotte i pesci vivi, e sembra un santo asceta.
(edoardo albinati, orti di guerra)

(buona stromboli, vi aspetto)

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ne abbiamo già parlato qui:

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