è uno sporco mestiere

August 17th, 2008

regola numero 1 del community manager: non sottovalutare mai i tuoi utenti.
regola numero 2 del community manager: se fornisci un servizio ad altissimo rischio di critiche, modera i commenti in modalità ex-ante.
regola numero 3 del community manager: non tutti nascono community manager. non tutti lo diventano.
regola numero 4 del community manager: non parlare del community management con chi pensa di aver già capito tutto e di aver già tutte le risposte. è tempo sprecato.
giuro che la prossima volta che qualcuno mi dice che faccio un lavoro che chiunque può fare lo prendo e lo scartavetro contro un muro.
(ne parlavo ieri con luca a cena, ma cristiano è stato più veloce di me)
(ne parla anche alfredo)
(ne parla anche mante)

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ne abbiamo già parlato qui:

10 Responses to “è uno sporco mestiere”

  1. makkox Says:

    cazzo, quanto hai ragione! (non faccio il tuo mestiere, ma ti capisco)

  2. Smeerch Says:

    Io lo faccio e ti capisco il doppio. :)

  3. Sir Drake Says:

    Io faccio un altro mestiere (esattamente quello della persona incaricata di gestire il blog olimpico della Rai) ma ti capisco lo stesso e condivido quello che dici.
    Ma resto dell’idea che si deve apprezzare lo sforzo della Rai di aver iniziato a investire su questo strumento (il blog) come mezzo di informazione.
    Meglio tardi che mai.
    Ora bisogna far capire alla Rai quali sono le figure professionali necessarie a farlo funzionare (oltre ai giornalisti).

  4. lapupachasonno Says:

    Il problema Alfredo è proprio lì. Conosco giornalisti non solo in RAI che sono degli ottimi blogger, pure meglio dei blogger “veri”. Ma un blog come quello lì, con quella visibilità, con quell’opportunità incredibile e megnifica per fare informazione non viene aperto il 5 di agosto con una frase “Presto i commenti dei nostri inviati a Beijing2008″ e poi il successivo intervento è del 10, quando viene aggiornato con le spieghe delle lamentazioni.
    Non so se mi spiego.
    L’occasione era perfetta, davvero. Potrei raccontarti di cose molto più piccole che sono state gestite da dio, o anche con errori madornali, ma che sono state provate, non solo come una vetrina, ma come un vero tentativo di informare in un modo diverso, meno burocratizzato, meno impettito, più comunicativo, meno da veline (in tutti i sensi).
    Per dire, uno chiunque di noi poteva scrivere decine di post direttamente qui dall’Italia. Decine all’ora, avendo semplicemente a disposizione un collegamento satellitare. Io per prima avrei fatto al fila per avere questa occasione (del resto ho scritto su un blog di lavoro un post al giorno per spiegare in modo “easy” tutti gli sport presenti alla Olimpiadi, figurati se non avrei amato poterle vedere tutte…).
    Quindi il discorso non è la competenza (e la professionalità) di Giampiero, che ci mancherebbe non sto qui a discutere perché non conosco le sue esperienze. Il discorso è che – conosco l’ambientino direttamente – un conto è dire, un conto è fare. E chiedere a chi se ne occupa normalmente di gestire la cosa non è – come l’ambiente potrebbe pensare, e pensa – una complicazione e una spesa, ma un passo avanti per fare un servizio di qualità. Un passo avanti, non la Soluzione (con la S maiuscola) perché poi ci si scontra sempre con il vetro della vetrina.
    A capocciate.
    Vado a mettermi il Lasonil, che ne ho appena data una allo stipite ;-P

  5. WEBrief » Blog Archive » Le Olimpiadi sul blog della RAI Says:

    [...] il primo post di benvenuto del blog conta oltre trecento commenti. Via SirDrake e il blog di Auro Tags: blog, [...]

  6. Sir Drake Says:

    Auro’ figurati come lo conosco io l’ambientino e condivido quello che dici.
    Spero solo che finisca questo modo di ragionare, secondo il quale tutto quello che fanno gli “abitanti della rete” (qualcuno li chiama “cittadini digitali”) è straordinario e tutto quello che fanno i giornalisti, o altri professionisti, che si avvicinano alla rete sia tutto da buttare.
    Se leggi i commenti al blog olimpico della Rai, vedrai che ci sono commenti deliranti che vanno da “perchè non fate mai vedere il badmington” a “perchè fate vedere poco calcio”, oppure insulti ai telecronisti per un errore fatto in un momento concitato.
    Dai, non scherziamo.
    Tutto si può migliorare e nel blog olimpico della Rai c’è molto da migliorare.
    Ma credo che certi utenti della rete farebbero meglio a scendere dal loro piedistallo e provare a ragionare – in questo mi trovo molto d’accordo con Federico Fasce – per rendere sempre più utile lo strumento-blog che, per me, rimane un mezzo di comunicazione e non una religione.

  7. SirDrake » Rimonta olimpica? Says:

    [...] in questi giorni nei blog che si sono occupati della vicenda (Massimo Mantellini, Dario Salvelli, Aurora, Cristiano, Marina). Ci sono parecchi spunti interessanti e ragionamenti – dalla "parte [...]

  8. massimo cavazzini Says:

    Riporto qui un pezzo del mio post di ieri su Telcoeye:
    Nulla di personale, ma un blog ufficiale di una tv nazionale (anzi, dell’unica tv nazionale che segue le olimpiadi) va seguito da una persona competente nello strumento. E invece:
    - 5 post (cinque!!!!) e nessuno (nessuno!!!) sulle Olimpiadi
    - la totale incompetenza sull’uso dello strumento (in neretto nel post del 18 agosto a firma di De Luise la spiegazione di cos’è un blog, cosa lo differenzia da un forum e amenità varie)
    - la totale assenza di programmazione ex ante, per la serie dilettanti allo sbaraglio (non nel giornalismo, ovviamente, ma nella differenza tra scrivere un articolo e tenere il blog ‘ufficiale’ Rai delle Olimpiadi)
    - la buona volontà, se è vero che il blog Rai è gestito nei ‘ritagli di tempo dal lavoro’ come scritto in uno dei 5 post.

  9. federica Says:

    mattuguarda, negli stessi giorni ci avevo in canna un post simile… sara’ l’esprit du temp. Quando poi mi si coagula ti linko

  10. lapupachasonno Says:

    fede, non vedo l’ora ;-) (tutto bene? rientrata? quando ci vediamo?)

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