153/1826, il giorno della campanella

September 17th, 2008

alle elementari andavo in piazza sicilia, una scuola enorme con la pianta pentagonale e con un enorme giardino all’interno dove noi scolari del tempo pieno passavamo la ricreazione del pomeriggio.
di piazza sicilia e del suo giardino ricordo le foglie degli ippocastani che ci facevano incollare sui quaderni, i ricci con cui ci dicevano di non giocare, quando giocavano a mago libero e ai 4 cantoni. giocavamo anche alla corda (arancialimonemandarinofragola) e all’elastico.
le maestre stavano sedute in un angolo e avevano sempre qualcosa da dirse. la maestra mema portava sempre dei tacchi vertiginosi, altissimi e a spillo. io ero la più piccola della classe (non che crescendo, invece…) e in fila ero la prima: ho imparato da lei a salire le scale con i tacchi, quel passo certo, mai tremante, che sono riuscita a fare mio anche con un tacco 12.
poi ho fatto le medie, ma io le medie non me le ricordo. poi ho fatto il liceo e delle ricreazioni del liceo mi ricordo solo quelle della quinta, che uscivo per fumare.
erano anni che non sentivo squillare la campanella della ricreazione. ogni tanto l’ho sentito quello stesso suono ma stava urlando “seggi chiusi!” “seggi aperti!”… oggi mi hanno ricordato com’è quel suono, quello che ne segna l’inizio.
quello che ne segna la fine, non mi interessa.

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ne abbiamo già parlato qui:

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