what a feeling
September 24th, 2008se hai sogni da adolescente, non leggere.
stasera abbiamo rivisto flashdance, almeno per spezzare l’incantesimo (e poi perché luca è gentile e, visto che aveva capito che a me avrebbe fatto piacere vederlo, ha finto di non volerlo rivedere anche lui e di farlo solo per me). io flashdance non lo rivedevo da quando è uscito, 1983. io e mia mamma, al gloria, corso vercelli. io le avevo fatto una testa così e lei mi ci ha portato. quando siamo uscite, lei aveva capito tutto, e io non avevo capito un cazzo. visto che il mio sogno si era appena concluso, sono caduta in depressione.
io di flashdance, prima di stasera, ricordavo perfettamente 5 cose:
- la scritta flashdance enorme bianca su sfondo rosso che scorre da destra a sinsitra sullo schermo nella sigla iniziale. fino ad allora, i titoli erano sempre state tutti dal basso verso l’alto, in alcuni casi scorrevano (sempre dall’alto al basso) sparendo nello spazio.
- lei che si toglie il reggiseno senza levarsi la felpa. per anni ho indossato le stesse felpe convinta che poi sarebbe arrivato uno ricco, che mi avrebbe regalato i fiori.
- tutta la colonna sonora. io la so tutta, inutile negarlo. ho il vinile, l’ho ballata per anni, per secoli. nei miei sogni, ma anche nella realtà.
- la scena finale del provino. sognata e risognata milioni di volte.
- il fatto che lei è una proletaria, abita in una casa stranissima, si veste in maniera chic ma raffazzonata, si fa un culo così e ha 18 anni. era il mio sogno. si poteva fare, mi potevo sdoganare dai marmi di casa, dai vestiti sempre perfetti, dalle trecce, potevo essere comunque qualcuno.
le 5 cose (+ 1) che ho capito adesso:
- la danza, tutta la danza, in questo film è un cliché. tutto. sia nel club che nella mega scuola. sono tutti cliché. peccato perché l’occasione c’era e invece è diventata una specie di lotta fra il bene e il male, dove vince il glitter sulla faccia, il gluteo oleoso e lo spandex. e il provino su cui noi tutte abbiamo ricamato sogni di gloria, dura poco più di due minuti. davvero.
- lui è francamente inguardabile, sia come uomo (indossa chiaramente un tupé), sia come attore.
- lei non può avere 18 anni. impossibile. nessun personaggio diciotenne femminile (a parte lolita e jodie foster in taxi driver) è mai stato così sfacciatamente erotico e desiderabile, anche per una donna. la scena dell’aragosta è una porcata pazzesca.
- la bici, la vera forza del suo personaggio è - certo, son di parte - la bicicletta: è l’unica cosa che non manca mai ed è l’unica certezza che ha, anche sotto la pioggia. corollario: a pittsburg piove un casino.
- gli anni 80 sono francamente da un punto di vista estetico da dimenticare. in fretta.
il più uno è che lei sta con il suo capo.
Ne abbiamo già parlato qui:
September 24th, 2008 at 10:03 [AM]
il (+1) vince!
;)
September 24th, 2008 at 10:07 [AM]
Pensa che io invece il film non l’ho mai visto e ho scoperto solo un paio di anni fa che per “Flashdance” i Deep Dish hanno campionato “He’s a dream” di Shandi.
http://songza.com/z/i2j086
September 24th, 2008 at 11:36 [AM]
ode al più uno e a tutto il resto :D
September 24th, 2008 at 14:51 [PM]
E’uno di quei film che potrei rivedere 2000 volte. Come dirty dancing, o chorus line.
Son fatta così.