171/1826, il giorno dell’antifacci
October 6th, 2008talvolta non mi piace per forza l’uomo “sporco, diretto, bastardo, vanesio e arrogante” (cit.).
ad esempio, da qualche tempo mi piace un uomo che fa poco rumore: insomma uno di quelli che sai che ci sono, ma camminano leggeri, che passano e ti sfiorano i capelli, che parlano ma che non urlano mai, che camminano leggeri e ti tendono la mano, cercandola. trovandola..
mi piacciono gli uomini così, quelli che compensano la mia caciara, che non corrono, che presi fra un blu e un rosso scelgono il giallo in modo casuale. mi piacciono gli uomini indipendenti, che ascoltano e si fanno un’opinione, ma se necessario la rimettono in gioco.
quelli che ti portano a cena fuori, oppure al cinema, oppure ti invitano a un vernissage e non stan lì ridondanti, colmi di metafore e sottintesi, ma lo dicono con un “ti va di”. e quasi sempre mi va. e poi mi regalano fiori o dei palloncini. e delle caramelle.
mi piace sapere che esistono e che è possibile incontrarli, in qualche modo. mi piace leggerli, mi piace sapere di poterli contattare in qualche modo. mi piace pensare che loro pensano a me. ne conto almeno una dozzina di uomini così nella mia vita: in questo momento io sono innamorata di un uomo che io vivo così.
e non so che darei per potergli chiedere di stare zitto. perché ogni volta che scrive, mi incazzo perché scrive di me, ma non lo fa apposta (per me). e mi sento delusa, tradita, ferita, inutile.
Ne abbiamo già parlato qui: