Archive for January, 2009

stanchezza di inizio anno

Friday, January 30th, 2009

sono stremata dalla burocrazia, dall’incertezza e dalla fatica. niente come questo gennaio mi è pesato negli ultimi tempi. niente.
e non che sia successo nulla di eccezionale, anzi, l’inizio dell’anno è stato scoppiettante, divertente, il suo proseguire è stato più rantoloso e difficile. cose nuove, persone nuove, facce nuove.
l’impossibilità di prendere una sosta, un passo diverso, le stesse cose, gli stessi discorsi, un file di excel che mano a mano compilo e poi cancello.
delle domande che ricevono tre domande diverse, un dubbio buttato lì che a me cambia tutta la prospettiva,
il piacere di avere un divano nuovo che sbatte violentemente contro la battigia del dolore – per quanto smussato da un bel po’ di ironia e da un’altra bel po’ di solitudine nel farlo – di eliminare cose del mio passato, che ovviamente non ricordavo più, ma che appena le vedi ripartono ricordi.
anni fa a ogni spostamento in casa, facevo uscire tutto dalla stanza e poi rimettevo dentro tutto senza mai una briciola in meno, quest’anno sto buttando via tutto, liberandomi di vecchi fantasmi, ma anche da innocui compagnucci di viaggio, per fare spazio a qualcosa che non so ancora cosa sia, ma qualcosa sarà pure.
e quindi continuo a scavare, da qualche parte si andrà pure.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sir Squonk
    In spregio ad ogni regola, ho commentato di là.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    la ringrazio.

per tranquillizzare tutti

Friday, January 30th, 2009

l’attesa è stata sfiancante, ma sul divano nuovo si fan delle penniche di tutto rispetto.

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la mia croce

Thursday, January 29th, 2009

premessa: san valentino ammorba la mia vita da tre anni tutti i giorni a partire dal 10 di gennaio. se già per i primi 30 anni di vita non me n’è mai fregato nulla, figuriamoci se io ora voglio festeggiare san valentino.
siete ridicoli. non è vero.
siete davvero ridicoli. non è vero.
siete snob. sì, ma non stavolta.
mi stai dicendo che non festeggi san valentino? che per una volta che uno ti si piglia, non festeggi san valentino? non ne posso più di san valentino.
ma dai, ma fatti portare via, andate da qualche parte! ma noi andiamo già da qualche parte, partiamo il weekend prima!
e vedi che quindi festeggi??! (sono senza speranze)

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coinquilini

Thursday, January 29th, 2009

nel mio letto vive un tarlo, che non sta consumendo il legno del soppalco, ma il mio cervello.

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[post secret] ti basta?

Wednesday, January 28th, 2009

no, non mi basta.

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il singolo più venduto degli anni 90

Tuesday, January 27th, 2009

lui mi è sempre piaciuto, anche quando canta con loro. mi sempre sempre piaciuto, anche ai tempi di 123casino al rolling. mi è sempre piaciuto sempre tanto (tanto tanto), adesso mi piace anche un po’ di più.

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la peggiore punizione

Tuesday, January 27th, 2009

in italia tutti i tar dicono che sì, è possibile aiutare eluana ad esercitare il suo diritto a morire. poi arrivano o il papa o sacconi e dicono di no. e così poi nessuno l’aiuta più, quella ragazza, a morire.
quando morrà di morte naturale, spero che di notte quei due lascino la finestra aperta, così che lei possa andare nella loro camera e, come il fantasma di cui mi raccontava mia nonna da piccola, mordere loro i piedi mentre stanno dormendo.

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281/1826, il giorno delle 20 ore ginniche

Monday, January 26th, 2009

[ci andrò un po' lunga]
vado in sta cavolo di palestra da un anno e poco più.
cosa mi piace? 1. è vicina a casa, non proprio sotto casa, ma diciamo che si fa a piedi anche con la pioggia (caratteristica fondamentale che già devo andare a faticare se poi devo pure spostarmi coi mezzi…) 2. è basica, non è da strapponi, cioè c’è l’angolo strapponi, l’angolo delle fighe di legno e quello dei palestrati che sembrano vittime degli anabolizzanti, ma in linea di massima se vuoi farti i cazzi tuoi, te li puoi fare. 3. puoi faticare perché è un posto dove vai a fare fatica, non a fare salotto. 4. c’è giacomo.
cosa non mi piace? tutto il resto. e da oggi qualcosa di più.
il primo contratto l’ho fatto per 14 mesi a 600 euro. il rinnovo l’ho fatto a metà novembre per 350 per 10 mesi. io non sono una che tratta e contratta. in un suq non ci sarebbe storia con me, vincerebbero sempre loro. le cose hanno un prezzo, se me le posso permettere le compro, se non me le posso permettere fa niente. è un mio limite o una mia virtù, fatto sta che è così. l’unica volta che ho contrattato, poi ci ho smenato in altre forme. sono una persona onesta, che è meglio che non faccia i prezzi, ecco.
in questi mesi ho portato 5 nuovi iscritte, e incredibilmente tutte loro hanno pagato meno di me. ma in definitiva non mi sono indignata più di tanto. è una palestra, vive di promozioni, io arrivo (sempre) nel momento sbagliato. le mie amiche sanno contrattare, buon per loro. la mia è sincera invidia.
quest’estate mi si rompe la tracolla della mia borsa da palestra, chiedo se è possibile avere una borsa brandizzata, ne hanno di pratiche per chi – come me – non porta le cose per fare la doccia. la tipa della reception mi dice: se rinnovi… e inizia a snocciolare numeri e proposte. le dico che no, che io non rinnovo in quel momento (il primo contratto mi scadeva in novembre), volevo solo una borsa, visto che avevo portato nuovi iscritti… no, la borsa è solo per chi rinnova. conto le borse brandizzate che ci sono nello spogliatoio e mi dico che di rinnovi ne devono fare un sacco, ma ok. va bene. continuo a provare una sincera invidia e tramuto una messanger in borsa per la palestra.
al momento del rinnovo stavo per partire per new york, ho chiesto un preventivo, mi hanno detto la cifra, con 150 euro in più avrei potuto godere dell’offerta scontatissima per andare in una sacrosanta palestra (un altro circuito) con piscina e area benessere con spa, tutto incluso, ma più distante da casa, quindi praticamente una sòla, per me che sono un po’ pigra e un po’ sfaticata. ho detto al commerciale che avevo questa possibilità, lui ci ha messo 50 euro di sconto e va bene così. con altri 50 euro potevo avere accesso a tutte le palestre del circuito, ma visto che era l’unica vicina a casa perché spendere 50 euro in più? giusto. firmo, finanziamento e via. poi parto per new york.
dopo natale (diciamo, dopo un mese) scopro che a 200 metri hanno aperto un’altra palestra (stesso circuito), che a me è preclusa perché non ho messo quei 50 euro in più. ok, ci sta. non importa, sono affezionata alla mia palestra non saranno 200 metri a farmi tornare sui miei passi.
venerdì mi arriva un sms che mi dice che se rinnovo (entro sabato) per un anno pago 250 euro con accesso anche alla (fantomatica) piscina. al momento non dico nulla, presa dalle cose del weekend me ne dimentico pure. poi ci penso e visto che oggi sarei andata in palestra, mi dico che forse almeno farlo notare potrei.
perché a me non dà fastidio aver pagato 350 euro per 10 mesi e adesso belli belli mi dicono che potrei pagare 250 per 12. è una palestra, è una promozione, sono sfigata? sì. oppure me lo merito, ma non tutti nascono con la capacità di trattare. quindi mi dà un pochetto di fastidio, ma non più di tanto. mi dà un po’ più fastidio il fatto che porto 5 nuove iscritte e questi non mi offrono manco un caffè. ma assolutamente mi dà un sacco di fastidio che mi mandino un sms per dirmi “hai visto? hai appena rinnovato e adesso noi ti proponiamo un’offerta migliore! coglionazza!”.
e così stasera gliel’ho detto che era una porcata, che ci hanno fatto brutta figura, che hanno fatto fare una pessima figura a me con le persone con cui io ci ho messo la faccia. e che sono dei pessimi commerciali, che io finisco i 10 mesi e non ci provino nemmeno a fare una controproposta a settembre. alla fine sono tornata a casa a piedi e mi sono detta che alla fine non importa e va bene così, che i coglionazzi sono loro, mica io. ecco, perché poi a me le cose passano, anche le incazzature. ma se dovete scegliere una palestra, ecco, magari evitate il circuito che inizia con un numero e ha una parola plurale in inglese nel nome, quello con il sito sempre poco aggiornato, e con gli spoglatoi sporchi, ma gli istruttori tanto carini. eh, quel circuito lì. così, per dire.

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impossibilità di sentirsi soddisfatti

Sunday, January 25th, 2009

ho provato a far finta che ciò che avevo scelto mi bastasse e invece non basta. ma mi devo arrendere perché non basta, non basta, non basta.
porcamerda, mi serve un’altra billy.

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280/1826, il giorno dello studio

Sunday, January 25th, 2009

non sto fotografando, non che la cosa penso vi preoccupi, ma preoccupa me. non sto fotografando per tanti motivi, alcuni meccanici, altri fisici, altri ancora ispirazionali (leggi alla voce: mancanza di).
ma sto studiando, anche se non me ne accorgo, sto studiando perché dopo anni ho capito che non mi interessa andare a casaccio, ma voglio vedere come vedono gli altri per capire come vedo io.
ieri ho guardato per ore intere facce sconosciute e se mi chiedessero cosa ricordi di fabio o di roberta, sarei in difficoltà: ne conosco i particolari, ma non saprei riconoscerli nella sala d’aspetto della stazione di torino porta susa. ne conosco i particolari e so come li ho visti in bianco e nero, su sfondo nero. chissà se è sufficiente per voi, per me lo è. li ho studiati inconsapevolmente, senza malizia, o inganno, è l’unico modo che ho per vedere, per guardare.
sto studiando magari per poi un giorno, decidermi a riprendere la machina fotografica in mano e raccimolare un sei politico oppure un quattro meno, ma magari no. non lo so. ma questo è quello che faccio perché questo è quello che so fare. guardare, ricordare, memorizzare, scattare.

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