Archive for March, 2009

344/1826, il giorno della (porta) sfiga

Tuesday, March 31st, 2009

stasera era al movida con la fri. io e la fri abbiamo voglia di andare a roma per qualche tempo, magari scrollarci di dosso la pioggia, addormentarci e dirci “buonanotte”. che poi la fri in generale mi ha sempre portato sfiga, se posso dirlo: una sera era da me e dopo due ore io ero nel letto sbagliato. un’altra sera ero da lei, e lui era nel letto sbagliato. non va bene così, ragazzina… con il senno di poi: te l’ho detto mai che porti un po’ sfiga, ragazzina?

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lamento conciso

Monday, March 30th, 2009

domani ho una visita medica noiosa. niente di invasivo, ma ecco… preferirei non farla.

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341/1826, il giorno delle esequie

Friday, March 27th, 2009

non che io abbia molta esperienza, ma oggi sono arrivata in ritardo di un quarto d’ora a un funerale e la cassa era già stata messa sul carro (ed è tutto il giorno che canticchio in testa “pietà l’è morta”).
nel frattempo a roma festeggiano la morte di qualsiasi forma di opposizione: è prevista acclamazione di silvio come capo d’italia. pare che sul balcone di piazza venezia abbiano installato uno schermo di 100 metri quadri (ed è tutto il giorno che canticchio in testa “pietà l’è morta”).
e poi, e poi niente. voglio solo dormire. e sì, pietà l’è morta.

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auro risponde alle domande dei suoi lettori, 31

Monday, March 23rd, 2009

non ti occupi più di politica. firmato, un kompagno.
iniziamo a dire che non mi sono mai occupata di politica. iniziamo a dire che c’è stato un tempo in cui avevo più tempo per pensare alle sorti del mondo. adesso quel tempo non ce l’ho perché sto pensando alle sorti della mia vita. tipo: vista su un muro grigio no, com’è che non riesco a risparmiare manco un euro al mese, esiste un sistema per eliminare automaticamente i puntini di sospensione, meglio un’esposizione con uno stop oppure scatto in raw e vediamo dopo, perché mi guarda male tutte le mattine, come si sabotano dei lavori in un condominio, che fine ha fatto la ragazzina che viveva dentro me, esiste un posto dove posso piangere senza paura di essere presa per pazza, quanto del mio spazio sono disposta a condividere? (più tutta un’altra serie di domande, che no, non ho voglia di condividere con voi).
poi, possiamo dire che sì, da quando non ho più un rappresentante in parlamento non ne ho molta voglia. il conto alla rovescia di questo blog langue per tanti motivi, fra cui il fatto che non amo molto contare ancora quanti giorni di gogna mi toccano. possiamo anche dire che talvolta fini mi pare più comunista di molti esponenti del pd, e che non c’è cosa che mi turbi più intimamente che sta merda di limbo in cui viviamo tutti, a metà fra l’oscurantismo, la dittatura, il disfacimento morale e etico, la tv generalista e il delirio onnipotente dei personaggi di un circo.
poi, poi, io da ignorante in materia, da pedina di un sistema in cui ormai vige l’indifferenza, io credo intimamente che – dopo il 20 di gennaiofebbraio – nessuno mai potrà mai più avvallare chicchessia al potere se non sarà qualcuno che quel potere l’avrà ottenuto tramite la speranza, la promessa, il sogno regalato di un miracolo. lo dobbiamo a obama, tutto questo. al suo “yes, we can”, al fatto che siamo stati tutti lì come bambocci(oni) a fissare un uomo consegnare al popolo delle promesse e dei sogni, consegnarli per poi dire “mi occuperò io dei vostri sogni”, ve li consegno perché poi possiate crederci davvero. che ci riesca o no.
è questo il passaggio che manca secondo me nell’attuale sistema, nel panorama, nelle opportunità, nelle scarse e stitiche proposte: ciò intorno a cui la politica di centro sinistra (figuriamoci poi quella di centro destra) mi muove non sono i sogni, le speranze, i desideri della gente, ma piccoli atolli di perbenismo, di banalità e di piaggeria, che per quanto scontati non reggono nessun grammo di sabbia in più. tanto è vero che non trovano consenso intorno all’opposizione nemmeno quelli più evidenti.
la fanga, qui, non sogna granché, non sogna un mondo in cui i ricchi non dovranno più pagare più tasse perché saremo tutti ricchi, la fanga qui sogna di arrivare a sera.
la fanga lika debora serracchiani. non ne ha molta ragione? beh, tranquilli, se la fanga likasse qualcun altro sarebbe molto peggio.
date alla fanga il suo quarto d’ora di sogno: che vi costa? molto meno di una finanziaria.

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le cose che mi piace fare

Monday, March 23rd, 2009

svegliarsi la mattina, e poi rimettersi a dormire. e poi svegliarsi.
non sentirsi in colpa perché arrivi in stazione 40 minuti prima.
ascoltare il discorso di fini sulla morte di alleanza nazionale, pensare all’unisono “mò lo voto” poi ripensarci che non è ancora giunto il momento dell’alzheimer.
guardare 4 episodi di west wing, abbracciando il cuscino arancione, prevedendo cosa succederà e pensando che va tutto bene.
dopo una mezza vita passata a stare male, stare male per giorni, settimane, mesi, anni, anche pochi secondi, smetterla. e volerlo urlare, che non vuoi più stare male. smetterla. urlarlo: voglio smetterla. dire, fare, baciare, urlare.

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rieducational channel

Friday, March 20th, 2009

ho tutto in testa ma non riesco a dirlo. mi sento come una bambina che deve infilare il cubetto nello spazio quadrato e il cilindro in quello tondo e non sa da che parte cominciare. e non vuole nemmeno piangere, giusto perché piangere non sta bene.

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della morte del blog: brainstorming

Thursday, March 19th, 2009

io non lo davvero se il blog è morto o meno: so che la gente continua ad aprirne, a chiuderne, a leggerne. magari facendo anche altre mille cose, come gestire un twitter, un facebook, un friendfeed, un flickr, un plurk, un blip, un coso e un cosaltro. so che la gente ha bisogno di incontrarsi, di conoscersi, di confrontarsi e di avere spazi aperti per parlare. il social è ancora “in”, vivo e vegeto. forse adesso più che mai.
ma so anche che per diversi motivi sono finita a leggere su blog “storici” post molto vecchi e i relativi commenti, e mi sono parecchio divertita. molto più che leggendo i blog “di adesso”, che rileggendo i miei post, che leggendo un qualsiasi twitter. i commenti erano tanti, elaborati, piccati, ma divertiti, arguti, interessanti, spesso trolleggianti, ma in modo sapiente.
facendo la tara di quanto io possa essere cambiata, del tempo passato, dell’evoluzione delle persone, del distacco, facendo tutta questa tara, resta il fatto che mi sono accorta che io almeno un post di sergio, o uno di luca, o uno di carlo, o uno del confuso lo ricordo. e molto bene. un loro twitter, no.
segno che non è possibile quantificare quanta distrazione mia mettere nel conto della tara: adesso va tutto così veloce che anche io leggo veloce, e mi dimentico veloce. ma forse è anche segno che noi scriviamo veloci, pensiamo veloci, e per quanto fra di noi molto spesso si celino sapienti sarti di parole, poco resta impigliato alla rete della nostra attenzione.
quanto è importante che ci sia informazione, quanto è importante regalare informazione, se poi ne “conserviamo” così poca? servono 7 tonnellate di fiori di melissa per farne poche gocce di olio essenziale: sapienti mani e una buona tecnologia si occupano del processo di trasformazione. se prima le sapienti mani eravamo noi, che gestivamo i contenuti, li sapevamo produrre, li sapevamo leggere, e la buona tecnologia ci veniva in aiuto, adesso ci serve una diversa tecnologia o mani più esperte?

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ci vediamo a parma

Tuesday, March 17th, 2009

a parma ci sarò, ci saremo. ci saranno i maestrini, ci saranno un sacco di amici, di colleghi, di conoscenti.
con il maestrino poi vorremmo mettere insieme anche un 15 minuti vari di cabaret su come presentarsi a un’azienda se si cerca un lavoro 2.0 in questo “anno della crisi” più che mai.
con me stessa poi (senza che il comune di parma si incazzi troppo) ho fatto brain storming e porterò la macchina fotografica e il telo nero.
se voi invece volete portare la faccia e una storia da raccontarmi mentre vi faccio un po’ di scatti potrebbe essere una cosa bella. senza impegno. che è sabato.

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] nessuno
    io ci sono, pronto con la faccia
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Rossella Ninna
    Presente!
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Dema
    va bene il tema cercare un lavoro 2.0 alla soglia dei 40 ?
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Andre
    dema, ti conviene chiedere qua: http://friendfeed.com/rooms/lavoratori-del-web
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Dema
    mah in realtà io vorrei andare in pensione se possibile , era per il teatrino di Auro :)

331/1826, il giorno della notte che porta consiglio

Tuesday, March 17th, 2009

la digitale è una pianta che può servire per gettare il malocchio o per guarire. se ne mangi i fiori, il tuo cuore comincerà a battere fortissimo e il tuo sistema digestivo impazzirà. se invece hai un problema cardiaco, le foglie sono un ottimo tonico. sono sicuro che nella tua vita ci sono influenze con poteri altrettanto contraddittori. secondo le mie previsioni, è il momento ideale per capire bene le differenze e cercare di esporti il meno possibile ai loro effetti negativi. (la verità)

tutti i pezzi stanno tornando a posto nella lista d’attesa, poi li affronteremo, uno per uno. i distacchi, le tristezze, le incredibili opportunità, le risate, gli amici da incontrare in spiaggia, i traslochi, i conti da pagare, i week end speciali, le ferite, le catene che cadono, i viaggi, le cene, i brisket, i peli di cane da raccogliere, i panni sporchi da lavare, gli spazi da abbandonare, quelli da conquistare, quelli da costruire, i preventivi, gli accantonamenti, le canzoni, i deal fatti (e quelli da infrangere). dove si compra la cherrycola a milano?
uno per uno. con calma.
aggiornamento: siamo in una fase di inizio contrattazione per la casa.

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metodi di (auto)dissuasione

Monday, March 16th, 2009

- una casa esposta tutta a sud non è abbastanza fen shui.
- una casa di ringhiera non è una casa in cui poter avere della privacy.
- il bagno è in cucina.
- non ci sono i battiscopa.
- la metro è un casino, abitando a metà strada fra una e l’altra fermata.
- il super è troppo vicino.
- gli ospiti in casa non hanno una stanza loro.
- rischi di avere 4 divani, 4 scrivanie, 8 librerie.
- c’è un muro grigio davanti a casa.
- in 70 metri quadri una persona da sola non può vivere. no. no. no. è chiaramente uno spreco.

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