della morte del blog: brainstorming
March 19th, 2009io non lo davvero se il blog è morto o meno: so che la gente continua ad aprirne, a chiuderne, a leggerne. magari facendo anche altre mille cose, come gestire un twitter, un facebook, un friendfeed, un flickr, un plurk, un blip, un coso e un cosaltro. so che la gente ha bisogno di incontrarsi, di conoscersi, di confrontarsi e di avere spazi aperti per parlare. il social è ancora “in”, vivo e vegeto. forse adesso più che mai.
ma so anche che per diversi motivi sono finita a leggere su blog “storici” post molto vecchi e i relativi commenti, e mi sono parecchio divertita. molto più che leggendo i blog “di adesso”, che rileggendo i miei post, che leggendo un qualsiasi twitter. i commenti erano tanti, elaborati, piccati, ma divertiti, arguti, interessanti, spesso trolleggianti, ma in modo sapiente.
facendo la tara di quanto io possa essere cambiata, del tempo passato, dell’evoluzione delle persone, del distacco, facendo tutta questa tara, resta il fatto che mi sono accorta che io almeno un post di sergio, o uno di luca, o uno di carlo, o uno del confuso lo ricordo. e molto bene. un loro twitter, no.
segno che non è possibile quantificare quanta distrazione mia mettere nel conto della tara: adesso va tutto così veloce che anche io leggo veloce, e mi dimentico veloce. ma forse è anche segno che noi scriviamo veloci, pensiamo veloci, e per quanto fra di noi molto spesso si celino sapienti sarti di parole, poco resta impigliato alla rete della nostra attenzione.
quanto è importante che ci sia informazione, quanto è importante regalare informazione, se poi ne “conserviamo” così poca? servono 7 tonnellate di fiori di melissa per farne poche gocce di olio essenziale: sapienti mani e una buona tecnologia si occupano del processo di trasformazione. se prima le sapienti mani eravamo noi, che gestivamo i contenuti, li sapevamo produrre, li sapevamo leggere, e la buona tecnologia ci veniva in aiuto, adesso ci serve una diversa tecnologia o mani più esperte?
ne abbiamo già parlato qui:
March 19th, 2009 at 10:49 [AM]
Approvo incondizionatamente, per quel che possa valere.
Anche a me capita di andar a rileggere post vecchissimi, di blog magari defunti (o quasi), senza un motivo particolare, se non quello di andare appunto a rileggere quei post, quei blog e quei commenti.
All’epoca, per dire, non mi passava manco per la testa di aprire un blog: mi bastava commentare :)
March 19th, 2009 at 15:15 [PM]
troppo di tutto.
come un pasto intero riassunto in rutto.
(e la nostra attenzione sparpagliata in atomi. o attimi, fai tu.)
March 20th, 2009 at 07:04 [AM]
[...] qualcuna e qualcun’altro in questi giorni parla della morte dei blog. Io ancora non ho ben capito se [...]
March 21st, 2009 at 20:50 [PM]
manca un SO alla fine … ma il quesito che poni è cruciale … io direi che in questo mare di informazioni servono senz’altro mani più esperte per ottenerne qualcosa di sensato …
March 22nd, 2009 at 12:23 [PM]
qualche volta mi sembra di essere come nel traffico in città, con macchine e macchinoni che inquinano. scrivendo e mettendo produco inquinamento, che è contro il silenzo. e poi me lo scordo. mi dimentico delle bottiglie, dei vuoti a rendere. sento le stesse parole da tre parti diverse. e un po’ mi avvicinano, ma un po’ fanno confusione e si mischiano al rumore di fondo.