auro risponde alle domande dei suoi lettori, 31

non ti occupi più di politica. firmato, un kompagno.
iniziamo a dire che non mi sono mai occupata di politica. iniziamo a dire che c’è stato un tempo in cui avevo più tempo per pensare alle sorti del mondo. adesso quel tempo non ce l’ho perché sto pensando alle sorti della mia vita. tipo: vista su un muro grigio no, com’è che non riesco a risparmiare manco un euro al mese, esiste un sistema per eliminare automaticamente i puntini di sospensione, meglio un’esposizione con uno stop oppure scatto in raw e vediamo dopo, perché mi guarda male tutte le mattine, come si sabotano dei lavori in un condominio, che fine ha fatto la ragazzina che viveva dentro me, esiste un posto dove posso piangere senza paura di essere presa per pazza, quanto del mio spazio sono disposta a condividere? (più tutta un’altra serie di domande, che no, non ho voglia di condividere con voi).
poi, possiamo dire che sì, da quando non ho più un rappresentante in parlamento non ne ho molta voglia. il conto alla rovescia di questo blog langue per tanti motivi, fra cui il fatto che non amo molto contare ancora quanti giorni di gogna mi toccano. possiamo anche dire che talvolta fini mi pare più comunista di molti esponenti del pd, e che non c’è cosa che mi turbi più intimamente che sta merda di limbo in cui viviamo tutti, a metà fra l’oscurantismo, la dittatura, il disfacimento morale e etico, la tv generalista e il delirio onnipotente dei personaggi di un circo.
poi, poi, io da ignorante in materia, da pedina di un sistema in cui ormai vige l’indifferenza, io credo intimamente che – dopo il 20 di gennaiofebbraio – nessuno mai potrà mai più avvallare chicchessia al potere se non sarà qualcuno che quel potere l’avrà ottenuto tramite la speranza, la promessa, il sogno regalato di un miracolo. lo dobbiamo a obama, tutto questo. al suo “yes, we can”, al fatto che siamo stati tutti lì come bambocci(oni) a fissare un uomo consegnare al popolo delle promesse e dei sogni, consegnarli per poi dire “mi occuperò io dei vostri sogni”, ve li consegno perché poi possiate crederci davvero. che ci riesca o no.
è questo il passaggio che manca secondo me nell’attuale sistema, nel panorama, nelle opportunità, nelle scarse e stitiche proposte: ciò intorno a cui la politica di centro sinistra (figuriamoci poi quella di centro destra) mi muove non sono i sogni, le speranze, i desideri della gente, ma piccoli atolli di perbenismo, di banalità e di piaggeria, che per quanto scontati non reggono nessun grammo di sabbia in più. tanto è vero che non trovano consenso intorno all’opposizione nemmeno quelli più evidenti.
la fanga, qui, non sogna granché, non sogna un mondo in cui i ricchi non dovranno più pagare più tasse perché saremo tutti ricchi, la fanga qui sogna di arrivare a sera.
la fanga lika debora serracchiani. non ne ha molta ragione? beh, tranquilli, se la fanga likasse qualcun altro sarebbe molto peggio.
date alla fanga il suo quarto d’ora di sogno: che vi costa? molto meno di una finanziaria.

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