Archive for May, 2009

pausa.

Friday, May 29th, 2009

sono, anzi siamo, in ferie.
poi si torna. ma per ora, pausa.
baci. bici. soprattutto bici.

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narcolessi a caldo

Thursday, May 28th, 2009

che io abbia bisogno di ferie si capisce da una cosa: mi sono addormentata mentre sara mi faceva la pedicure.
non mi sono svegliata nemmeno quando ha iniziato a farmi la ceretta.

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buzz anyone?

Thursday, May 28th, 2009

ho fatto una frittella del mio cellulare, no che non vi dico come perché mi vergogno.
sono stata pure sgridata.
non è che per caso quelcuno di lor signori delle agenzie di comunicazione ha voglia di coinvolgermi in un bel buzz in cui devo testare, che ne so, l’ultimo modello di blackberry (o simili)? no, eh. peccato.

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nomomcamp

Wednesday, May 27th, 2009

oggi ho capito che non posso permettere al mio sistema nervoso di passare un’intera giornata con uno squadrone di mamme.
è il motivo per cui forse al momcamp ci andrò e farò anche un intervento: “consigli per le mamme: come non appestare le non mamme”.

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perdità d’attenzione

Wednesday, May 27th, 2009

con marcelo oggi abbiamo visto i verbi riflessivi. è stata un po’ dura per lui (che da brasiliano del sud li coniuga come cazzo vuole) e per me. cercate di capire: marcelo è un modello.

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tempo fa ero ricca

Tuesday, May 26th, 2009

ma adesso quei 50 dollari che erano rimasti in un vecchio portafoglio non li trovo più.

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il diritto alla casa (lungo)

Monday, May 25th, 2009

su questo blog in passato ho scritto davvero qualsiasi cosa mi accadesse, o mi passasse per la testa. fino all’anno scorso le sole cose che evitavo di scrivere riguardavano una persona, e non è mai stata una scelta mia. su questo blog ho scritto di cose che mi sono successe, parecchio brutte peraltro. ad esempio qui ho raccontato tutte le crisi di panico che ho vissuto e mi sono altamente lamentata, di qualsiasi cosa. se rileggete l’ultimo anno però – per inciso: ben prima di agosto, eh – invece no. e non so se sia perchè ho smesso di condividere con tutti le mie lamentazioni, o se le mie lamentazioni hanno solo la durata di 5 minuti (5 minuti alla volta per un numero infinito di volte) e quindi fatico a raccontarle, o se è vero che mi lamento, ma ho anche imparato a chiedere, a dire, a ringraziare, a riconoscere e a distinguere. in ogni caso, stasera mi lamento.
a casa mia a febbraio sono cominciati i lavori, li chiamano lavori straordinari. e quindi li possono fare, fino a fine giugno 2010. tutta la casa è di un unico proprietario, siamo tutti affittuari e da qualche tempo non hanno più rinnovato i contratti. in pratica prima dei lavori alcuni appartamenti erano rimasti sfitti. a me il contratto scade in ottobre, ottobre 2010. alcuni contratti che erano in scadenza sono stati prorogati, anche perché – come dire – adesso un trasloco è impossibile: abbiamo i ponteggi sulla facciata, i ponteggi sul retro (in cortile) e allegramente gli operai fanno un po’ quel cazzo che pare a loro sulla nostra pelle. far passare un armadio è impossibile. e la situazione è un vero delirio: tipo che un giorno chiudono le scale, l’altro giorno non si sa. iniziano a trapanare alle 7 e mezza, talvolta alle 9, talvolta non iniziano nemmeno.
da fine aprile, io sarei anche mezza giornata a casa a lavorare. sarei. per ché poi mica ci sono sempre: le tapparelle sono giù – perennemente, se non trapanano da qualche parte, martellano, se non approfitto delle ore d’aria col cazzo che riesco a scendere con la bici, insomma un delirio. e quindi o sopporto, o vado in bovisa.
settimana scorsa le voci di ballatoio, poi, hanno avuto concreta manifestazione: nella casella della posta c’era una busta con dentro una proposta di acquisto dell’appartamento. tutto molto nuovo, un piano in più, i pannelli solari, la coibentazione, i nuovi serramenti (forse non sapete che a casa mia fra stipiti delle finestre e muro ci passa una mano), nuove porte, videocitofoni, rinnovo delle scale e degli ascensori. insomma una figata. fuori. dentro poi la solita merda che non che io abiti in un porcile, ma è comunque una casa del dopo guerra, con i pavimenti uno diverso dall’altro (ma il parquet più figo del mondo), il bagno stretto, la cucina non abitabile nemmeno da una persona e così via.
ma resta il fatto che.
quindi vediamo sta proposta e viene fuori che per casa mia vogliono (senza ristrutturazione interna) circa 200mila euro. che mica poi tanto, in effetti, ma neanche bruscolini, perché a rifare tutto, anche facendo lavorare in nero due albanesi, qui per la ristrutturazione almeno 20mila euro se ne vanno. e quindi, e quindi metti pure caso che mi dessero un mutuo (e già questo è impossibile), perché dovrei spendere 220mila euro (almeno, senza contare gli interessi, è chiaro) per 45/50 metri quadri di questa casa? sono le quote di mercato, certo. mica ho detto di no. ma perché?
e quindi, e quindi è tempo di cambiare. e questo è assodato. e quindi adesso mi lamento ancora un po’ perché io con il normale contratto 4+4 ho 6 mesi di preavviso. solitamente questa parte qui la si evita (o almeno la si riduce) entrando in un’altra casa prima e liberando la casa per il successivo affittuario. io avevo fatto così. il problema è che qui non ci entra nessuno perché la casa è in vendita (almeno fino a dopo la ristrutturazione a sto punto a carico dell’attuale proprietario) e loro non hanno molta convenienza a perdere sei mesi di affitto, visto che la casa appunto deve essere ristrutturata e quindi anche se vendono, possono rogitare a lavori conclusi (spero di essermi spiegata perché mi faccio confusione da sola).
quindi, come faccio a mollare il tutto pagando il giusto (questo sì) e non il troppo? e soprattutto come faccio a evitare che mi sfruttino come le cavallette (ad esempio, se devono cambiare gli infissi, mi entrano in casa mentre io ci vivo ancora? anche per le tubature? è loro diritto farlo?), per la serie oltre il danno la beffa? perché mi devono sempre prendere per sfinimento che poi alla fine ci smeno sempre io?
esistono delle norme, delle leggi, dei regolamenti? suggerimenti?
(fine. che tanto fra un po’ si va in ferie.)

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post riservati (ai fedeli)

Monday, May 25th, 2009

talvolta usare i mezzi pubblici e non la bici rende la tua giornata più bella: stasera in metropolitana c’erano tre persone (che non parevano conoscersi fra loro) che stavano recitando versetti del corano.

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in quel posto che non c’è ci hai mandato solo me

Monday, May 25th, 2009

che poi io spero di non spoilerare, ma ci tengo a dirlo: è chiaro che sia jjabrams.
e non perché c’è la tartaruga gigante, ma per l’inseguimento nella neve (resto generica), che non lo avete visto in lost ma in fringe, più volte.
e poi è chiaro che sia jjabrams: se fosse durata 20 puntata la tensione erotica si sarebbe mantenuta tale, visto che son solo due ore, abbiamo da limona’ e da farlo in fretta (il pubblico mormora e sbuffa).
e poi vabbé, questo non è colpa di jjabrams, ma eric bana truccato così è identico a giuliano sangiorgi.

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dire fare baciare

Friday, May 22nd, 2009

stasera c’erano sulla metropolitana che mi portava a casa due coppie.
una di queste era una coppia mista, come nella pubblicità. lui somigliava tanto al mio vicino di casa, lei era come quelle di “the milionaire” ma più brutta. mica tanto, un po’. lei aveva le mani truccate e i sonagli argentati ai polsi e alle dita. lui la baciava con gli occhi e lei con il kajal gli rimandava la rima. da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum. si baciavano appoggiati al candore, al pudore, al sudore delle loro mani abbracciate.
l’altra coppia era di due ricci ricci ricci, lei aveva un maglione giallo limone, lui una polo a righe da rugby. e si baciavano sotto lo sguardo invidioso e sdegnato di tutti gli altri passeggeri. si baciavano scambiandosi endecasillabi e giambi. aut ne quis malus inuidere possit, cum tantum sciat esse basiorum. si baciavano appoggiati all’apposito sostegno.

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