Archive for June, 2009

domicilio sconosciuto

Wednesday, June 24th, 2009

è chiaro che casa auro ha una data di scadenza, che è il 30 settembre.
sono giorni che lo so, quasi un mese. e faccio ancora fatica a crederci.
ho in mente un sacco di cose belle che spero che saranno più grosse, importanti e coinvolgenti delle cose brutte.
fra le cose belle metto il fatto di liberarmi di una cinquantina di libri, di cambiare finalmente letto e di avere in frigo bottiglie sempre intonse. fra le cose brutte ci metto l’ansia, un futuro non ben preciso, dover rinunciare al parquet e alla parete rossa.
e nel frattempo torno a casa e faccio la lista delle cose da vendere: a qualcuno interessa un letto a soppalco? una lavatrice? una cucina a gas usata pochissimo (ho 7 anni di bollette del gas che lo dimostrano)?

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ne abbiamo già parlato qui:

chissà poi se

Tuesday, June 23rd, 2009

se i traumi poi a un certo punto finiscono di essere noiosi come i capelli che rimangono appiccicati fra la schiena e la maglietta, che ti vergogni un po’ dire “scusa, non è che mi togli il capello dalla schiena”, perché nel frattempo sei lì con due vassoi di tazzine in mano, i libri sottobraccio, stai camminando su un meraviglioso tacco 12, il cellulare squilla in tasca, l’im che squilleggia nel chip che nel frattempo ti hanno innestato nel cervello… ecco in quel momento a te di togliere quel dannato capello non viene proprio, eppure, dà così tanto fastidio che non puoi che chiedere.
e poi quando hai chiesto, l’altro ti chiede “quale capello”? ecco, quei traumi lì. chissà poi se a un certo punto se ne vanno da soli o tocca proprio raparsi a zero. che tanto poi ricrescono, eh quei traumi lì.

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ci sono.

Monday, June 22nd, 2009

momenti in cui mi sono goduta molto di più la vita. ne sono certa. ma anche altri in cui me la sono goduta molto di meno.
donne che scrivono quello che vorrei scrivere io. e che in generale vorrei frequentare di più. ma quante volte l’ho scritto?
(fede non ti spaventare, non mi trovi sotto casa, tranquilla. e neanche tu, ste’, tranquilla…)

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rimini che poi piove

Monday, June 22nd, 2009

ci vuole più strutto. e molto più sale.
ci vuole meno liscio, meno alberghi con la musica di casadei.
e buono tutto, soprattutto la cacca delle lumache. e che buone le linguine. e grazie, buona sera.
e giocare a prenderci in giro, che adesso metto i trampoli e sono più alta di te. anche se è solo un gioco.
e raccontare i miei sogni, senza pensarci. e poi pensarci.
e arrivare in ritardo, e partire in ritardo. e stare affianco e non parlarsi, ma solo perché nessuno può mettere baby in un angolo.
e spegni la luce, e spengo la luce. e piove, e poi c’è il sole. e leggere repubblica al bar e scoprire che è possibile vivere da un’altra parte. e faccio la spesa?
e sono due accordi semplici, da cui partire. che hanno a che fare con frigo e letti.
e vedere la partenza del gp. e discutere di politica, e di sport.
e passare con il treno e nel buio cercare di interpretare finestre, tetti e case.
e vieni qui che ti sdrumo come la pasta della piadina azzima. e lo penso, ma non lo dico.
più strutto, più sale, molto più sale.
ad libitum.

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che il tempo poi cancellerà

Thursday, June 18th, 2009

mi sorprende e mi trascina indietro di un anno, quando e facevo confusione, i trulli parlavano mille lingue, i finestrini erano abbassati, il vento caldo, l’italia infinita.
c’è stato un tempo in cui il cellulare era staccato tutto il giorno perché non avrei saputo cosa dire, perché avevo pensieri strani e confusi, e aspettavo tristemente di tornare per poi ripartire.
(perché mi mancava già e non lo sapevo)

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chili di pensieri

Wednesday, June 17th, 2009

e nessuna schiarita.

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perché era una brava persona

Thursday, June 11th, 2009

da quando ho aperto la pupa c’ha sonno (sono più di tre anni, ormai) la descrizione della location è: qui si dicono parolacce, si hanno pensieri impuri e si è comunisti, zen e basici. la maggior parte delle persone che lo legge mi prende poco sul serio, soprattutto sulla questione del “comunisti”. peccato che sia vero. cioè, vero vero. oggi in molti hanno scritto dell’anniversario della morte di berlinguer. io berlinguer lo rivorrei, adesso, qui, subito.
oggi stavo aspettando r. per il nostro solito aperitivo del giovedì, e accanto a me c’erano due persone per bene che discutevano delle politiche, seguendo svogliatamente il loro discorso è stato quasi subito chiaro che erano del pd, non solo elettori, ma in qualche modo coinvolti. uno dei due dice all’altro (vado ovviamente a memoria, ma il discorso era questo): vedi noi siamo qui, a milano, in una delle piazze più belle della nostra città e mentre parlo con te in un bar sciccoso dove pagherò la posizione e la sciccheria, ho appena visto passarmi davanti due magrebini, due ragazze vestite succinte, una donna di colore con il figlio appeso sulle spalle e una coppia mista, italiano e cinese. io non ho ancora 60 anni e sono già diventato un leghista di merda?”. non mi sono intromessa a spiegare loro il perché e il percome hanno fallito (imho) solo perché mentre stavo per farlo, hanno pagato e sono andati via. dopo due minuti è arrivata r., da pochi giorni assessora comunale della lega.
sempre a proposito di lega, sta girando sta cosa (al minuto e cinquantacinque la nostra pizzeria preferita). io preferisco sentirmi dare della veterocomunista e sentire la mancanza di una brava persona, piuttosto che decidere di vivere al giorno d’oggi in questa merda qui. poi, oh! poi fate un po’ voi.

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vestiti, libri, quadri e scarpe

Thursday, June 11th, 2009

ok, panico.

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più post secret di così

Wednesday, June 10th, 2009

per chi sta leggendo il post che non c’è più: che ti piace che a marina = che ti spiace che a marina
no, così per dire.

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my worst nightmare

Wednesday, June 10th, 2009

il mio peggior incubo prevede due parole in una stessa frase, formate da due sole parole: “cercare” e “casa”.
dopo tanti tentativi, e tante noiosità sulle vostre spalle, questa volta probabilmente è la volta buona, nel senso che dovrò davvero cercarla. la conferma arriverà nei prossimi giorni, ma diciamo che ho già riempito la borsa di free press “sul genere”, e che evidenzio in arancione e in verde gli annunci, prendendo appunti sulla moleskine sulle caratteristiche e sulla loro priorità (bagno con finestra molto più indispensabile di balcone, cucina assai abitabile meglio di cantina, tutti gli spazi abitabili separati da porte – aggiunto post publish, metro vicina molto più di qualsiasi altra cosa). domani cercherò una mappa di milano per stabilire le zone.
l’ultimo trasloco vero che ho fatto corrisponde al 2002, qualche mese prima di aprire il primo blog. quello sfigato che c’è stato nel frattempo non lo posso neanche considerare tale: è entrato tutto nel bagagliaio della 106, compresa la bicicletta.
ci sono un’infinità di cose belle che vedo nel futuro legate al concetto che prevede le due parole malefiche, davvero tantissime. altre che mi fanno davvero molta paura. altre ancora che non lo so perché ma non mi spaventano poi più di tanto (che sei diventata pazza ma io so che sei normale).
cerco da qualche giorno di focalizzarmi sulle cose belle: la festa di chiusura della casa, l’ultima notte a dormire sul parquet (si potrà portare via?), lo svuota tutto party, la prima cena, la targhetta sulla porta, la prima cosa fuori posto. uff.

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Alessandro
    ci sono anche io, se hai bisogno, Auro ;D
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] palmasco
    in bocca al lupo :-) (e conta sulla mia telecinesi per spostare gli scatoloni)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    in realtà la cosa più importante sono le porte, tante prese e le porte! forse è anche più importante della metropolitana!
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    se non vi spiace troppo prima la cerco eh, poi vi chiamo ;-) (e se tutto va come spero, avrò dei traslocatori, cioé dei seri traslocatori, ecco...)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] palmasco
    s'è liberato l'appartamento di Kaka.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] palmasco
    non ti preoccupare al Suz ci penso io: sono un leghista dimmerda e non sopporto quelli che criticano a casa d'altri. Prendo una cassa e lo seppellisco, poi ci metto sopra la cotenna di porco per farlo riposare male per sempre.