io, quando hanno detto che “avrebbero fatto tutto loro” compreso l’imballaggio e l’inscatolaggio (tutto compreso nella cifra che comunque non avrei pagato io), ho detto: figo. ho immaginato di stare sulla poltrona e dire “questo qui, quello là”.
peccato che io non abbia una poltrona (a parte quella indebitamente okkupata dalla cana, e che tanto non verrà con noi), e che poi le cose siano andate in modo un po’ diverso. perché io a un certo punto sono dovuta tornare coi piedi per terra e mi sono dovuta rendere conto che mi sarei dovuta liberare almeno della metà delle cose in casa (e lo sto facendo) ben prima che “loro” ci mettessero mano, e poi per una questione amministrativa io mi dovrò accollare il costo degli scatoloni. e in più “loro” le mani fra le mia biancheria non ce la metteranno mai.
quindi ho cominciato a dire: “ok, le valigie coi vestiti le faccio io”, poi “ok, i cavi elettrici li cumulo io in una scatola apposta”, poi “le cose importanti le inscatolo io e le porto da mammà, che non si sa mai”. giusto per sentirmi meno una merda ho fatto piccole scatole in modo che inscatolino almeno quelle (su tutte c’è scritto cosa c’è dentro e la stanza di destinazione), e mi sono data un tono lasciando fogli in tutta casa con scritto la stanza di destinazione (cucina, camera, soggiorno, studio, bagno).
mercoledì “loro” arriveranno, metteranno 800 libri nelle scatole (che sto recuperando io tramite amici e spulciando le presse dei supermercati, poi dici che sono una con la puzza sotto il naso) e avranno bello che finito. mi guarderanno un po’ straniti, fra il lusco e il brusco, ma soprattutto al buio, visto ceh nel frattempo saranno venuti a togliere la corrente.
giovedì poi “loro” verranno a smontare quei pochi mobili che restano (gli altri li abbiamo già smontati e portati – quasi – tutti in ricicleria io e luca con il prezioso aiuto di radollovich e del sir, e di mio padre, che non è un nick, ma un bravo guaglione). “loro” li porteranno in una casa linda linda dove adesso risiede solo una bici (bellissima) e allora poi sarà solo questione di togliere le cose dagli scatoloni e di godersi il resto, tutto il resto.
(amarcor: quando sono andata via da via primaticcio, gabi mi ha buttato via tutto. e continuava a dire, è impossibile che tu abbia ancora tutta sta roba. adesso è in svizzera con la ragazzina, che non ce l’ha mica il coraggio di vedere quanta roba ho buttato via, e quanta roba ho ancora.)
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