come sapete io non parto molto avantaggiata: io capisco poco, sono poco attenta, sempre inopportuna, poco diplomatica, molto ciarliera e fottutamente cialtrona. sono una inutile perdigiorno, perditempo, noiosa. o le occhiaie, non mi trucco, non mi vesto bene, ho le crocs, il culo che fa provincia e i capelli che non hanno una forma. mi mangio le unghie, ho la cellulite, la glicazione è la mia migliore amica e mi lamento sempre.
come sapete non fotografo più da un po’, o almeno lo faccio di rado, con una grande soddisfazione concentrata in poche occasioni.
come sapete non ho una lira, eppure dicono che non è che guadagni poco. ma solitamente lo dice sempre chi guadagna più di me. e in alcuni casi, lavora molto meno di me e in un modo molto meno caotico. che – come sapete – è un momento di grandi cambiamenti, per cui bisogna avere fiducia, stringere i denti, non battere la fiacca e avere una buona visione sul futuro delle cose. e vi assicuro, ce l’ho. anche se faccio fatica a dirlo. e ancora meno a dimostrarlo.
come sapete io sono umorale, acida, mi innervosisco facile e non sopporto nessuno. sono fondamentale insopportabile. ma come sapete divido la casa con un santo che ha quarantasei magliette nere (di cui accetto l’esistenza solo perché ho dodici paia di stivali). il santo in questo momento sta sistemando le stoviglie, mi ha messo la crema anti infiammatoria su un bozzo che non sappiamo perché è apparso sul mio polpaccio e adora i lemuri.
come sapete a riva del garda c’era strelnik. a riva del garda ho persino pianto. in pubblico, così senza dir niente, senza dar segno di anticipazione, proprio mentre sopraggiungevano ilaria, laura e silvia. e luca mi stava abbracciando. piangevo, e visto che – come sapete – io non capisco mai nulla, non so neanche perché.
oppure io lo so, e voi invece – come suppongo io – non sapete proprio nulla.
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ne abbiamo già parlato qui: