non si può più dormire

July 19th, 2010

questo è il testo coi refusi del caso che ho mandato al Sir (sempre sia lodato!). lo riporto in modo che anche voi ve lo possiate godere nella sua versione grunge, oltre che in quella rivista e corretta.

rileggilo, se fa schifo non pubblicarlo. se siamo a rischio
diffamazione, non pubblicarlo. se ci sono dei refusi perdonami, ma un
parte l’ho scritta sul cellulare stanotte mentre luca dormiva.

il lungagnone pedala dientro di me divertito, incuriosito, con il suo
intercalare toscano a sottolineare tutto il pavé. la mia vecchia bici
arrugginita sotto il suo peso un po’ cigola e un po’ tentenna. i
io sfilo lungo il fianco della mia città accarezzandole la pancia con
le mie più leggere ruote sottili, le facciamo il solletico stanotte.
di qua, lungagnone, di qua. drin, svoltiamo a destra, inciampando un
marciapiedi irriiverenti e in macchine parcheggiate come pustole sul
viso.
guardala qui, lungagnone, guarda la mia città. bella e puttana,
masochista e bulimica. guarda questa piazza, immaginati l’interno di
quel palazzo sventrato, immaginati l’urlo di impotnza di chi credeva
in un mondo diverso e possibile. e poi, poi qui, lungagnone sono
iniziati i primi passi di quei funerali.
dio, lungagnone, questa città é sangue e lacrime, lo sai, vero? è come
un vestito bellissimo su una donna che fino al giorno prima vendeva
sigarette nei bar luridi di porta romana, sono gli occhi di una donna
convinta di ptersi prendere delle libertà, e non sa che 30 anni le
pagherà tutte, quelle libertà, al festino di un vecchio porco
qualsiasi, che regala fiori e appalti. sono gli occhi di ragazza, sono
le mani sotto la gonna, sono le gonne sempre più corte, i culi sempre
più sodi. e dietro l’angolo solo invidiosa indignazione.
guarda questa piazza, guarda l’orologio: sono la quattro di notte e
non hai ancora visto niente: non ti ho ancora portato ai vicoli delle
lavandaie, a vedere la casa dov’è nata mia nonna, non conosci ancora i
vicoli scuri di via fiori chiari. ci sono fenicotteri rosa fra queste
colate di cemento, lo sai?
rimettiti in sella, ragazzino, che tutto comincia da qui, il suo punto
d’origine é questo, è quata piazza, è questa città.
fallo per me: se proprio non riesci a innamorarti di me stanotte,
almeno innamorati di lei. per sempre.

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ne abbiamo già parlato qui:

One Response to “non si può più dormire”

  1. Sir Squonk Says:

    Poteva mettere la risposta, eh. [Grazie, sistah]

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