Archive for the 'casa auro' Category

ottozampe, 4

Tuesday, November 11th, 2008

qualche tempo fa ho comprato un vaso da fiori. un po’ cheap.
in questo momento di austerity, ne ho comprato un altro concedendomi un lusso perché l’altro era davvero cheap.
stasera il gatto grasso ha fatto filotto abbattendo sia un vaso, sia l’altro vaso.
così, per spregio.

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ottozampe, 3

Monday, November 10th, 2008

stamattina nella gara di salto acrobatico, il gatto grasso ha effettuato un doppio carpiato con avvitamento per scollinare la pila di scatole da scarpe (vuote) che sono rimaste in corridoio.
al termine della prova, si è fermato un secondo per lasciare modo ai giudici di valutare anche l’uscita dal salto.
10 per lo stile, 8 il coefficiente di difficoltà.

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ottozampe, 2

Monday, November 10th, 2008

dio salvi i tagliatori di unghie dei gatti.
soprattutto di quelli che alle 4 di notte si buttano giù dal soppalco e si incastrano fra le ruote sottili parcheggiate lì’ sotto. che poi sei tu - fra un meow, un cristo e una madonna - che li devi sbrogliare.

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ottozampe

Monday, November 10th, 2008

oggi passeggiavo il cane che ormai è arreso all’evidenza.
“dai, iso, siamo al giro di boa” le dicevo. “giovedì il gatto grasso schioda le tolle”.
l’ho sentita nettamente tirare un sospiro di sollievo.

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stoviglie color nostalgia

Saturday, October 25th, 2008

quelle tazze lì le ho comprate quando abitavo in alzaia naviglio pavese.
allineo vecchi ricordi in corridoio.
cerco su internet come si fa a differenziare la ceramica.
quella tazza a bolli l’ho comprata a amsterdam.
quella tazza me l’ha regalata alessio.

la ceramica va con il resto del rusco. non c’è differenziata per la ceramica.
chissà se c’è per i ricordi.
quelle tazzine blu me le hanno regalate gabri e vero quando sono andata in primaticcio.
le tazze di alessandra con i disegni di ona le tengo.

ho deciso che è inutile che io tenga tazze brutte e di cui non me ne faccio nulla.
le tazze di winnie the pooh ovviamente hanno un posto d’onore nella credenza.
le tazze del servizio dell’ikea con i fiori, quello comprato con luca, le darò a laura, che ha lo stesso servizio, magari le servono. questo è facile, basta suonare il campanello.

le allineo in corridoio, poi ci penso e mi dico che potrei regalarle, ma a chi? ai miei amici? bell’eredità. inutile.
a chi? a qualcuno che sta aprendo un b+b? forse, ma chi sta aprendo un b+b?
insomma per qualche giorno, se avete bisogno di tazze, ce n’è una trentina nel mio corridoio, sarebbe bello che i miei ricordi servissero ancora a qualcosa.

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dopo la terza bolletta da non pagare

Saturday, October 4th, 2008

ho cucinato.
l’ho fatto solo per rassicurare l’aem che consumo ancora un po’ di gas e che non sono morta.

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160/1826, il giorno del tempismo

Wednesday, September 24th, 2008

mi segno sull’agenda di chiedere a federica quando mi può accompagnare all’ikea per prendere le scaffalature per il solaio, torno a casa traballante e con un’autocritica lunga 8 ore di lavoro, trovo nella casella della posta l’avviso che rifanno il sottotetto e che quindi i solai sono da sgomberare. non ci avevo ancora spostato un ago.
brezsny tiene la sua mano benevola sulla mia testa, in questo periodo.

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(de)nesting priscilla

Saturday, September 20th, 2008

[premessa] questo post parla di Auro come era 10 anni fa, non che sia cambiata molto. ma forse sì.
dieci anni fa stavo per fare una scelta molto importante. la mia vita stava per prendere una certa direzione, dove mi avrebbe portato non lo posso nemmeno immaginare. ma il fatto di aver fatto una scelta diversa ha significato diventare quello che sono ora, coi miei difetti e i miei pregi. ha significato essere auro, e quindi nonostante le domande, i dubbi, i se e i ma, questo è quello che sono. quella scelta non l’ho fatta, ne ho fatte altre.
nove anni e 364 giorni (più o meno) fa sono andata all’ikea. quando non fai una scelta e ne fai un’altra solitamente noi donne andiamo sempre all’ikea, spostiamo mobili, portiamo i vestiti che non mettiamo più alla caritas, compriamo una borsa nuova e iniziamo a leggere in modo seriale tutti i libri di uno stesso autore.
sono andata all’ikea e da uno dei cestoni all’entrata ho preso priscilla, un’alce (donna) di peluche grande come me. me la sono presa in braccio e ho girato con lei fra cucine, camera da letto, salotti, divano letto, guardaroba, bagni e librerie. le ho parlato, le ho raccontato cose che faccio fatica a ricordare, ma sicuramente le ho raccontato di quando luca mi ha abbandonato all’ikea perché stavamo litigando sulle tende per la sala.
poi dopo ore sono arrivata alla cassa con le mani vuote, ma con priscilla in braccio. e l’ho pagata e me la sono portata a casa. poi da via primaticcio a casa dei miei, poi da casa dei miei, a casa. in questa casa che ho fatto e rifatto per diverse volte, che ho avvolto più volte nel mio velo protettivo, che per mille e mille volte mi ha accolto, mi ha fatto da nido, da corazza, da coltre calda e da ventilatore. priscilla è sempre stata lì inossidabile al tempo, in bilico, con la testa penzoloni e gli occhi bamboloni a dirmi che sarebbe andato tutto bene.
in questo periodo sto facendo scelte: dovunque mi vengono richieste prese di posizione, risposte, autorevolezza, vaticcini vaticinii sul mio futuro, sul futuro del mondo, e io pesco pezzi, faccio liste di pro e di contro, dico di sì, dico di no, chiedo di aiutarmi, tendo la mano, faccio foglio excel, pranzo con amici che mi supportano, lavo vestiti, accetto inviti, disdico appuntamenti, dico faccio bacio.
oggi, mettendo a posto, ho preso priscilla, l’ho messa in un sacchetto, ho chiuso il sacchetto e ho aspirato l’aria: è diventata un piccolo fagotto di peluche che ho messo nell’armadio delle sorprese. qualsiasi cosa significhi, è una scelta. l’unica che non mi sarei mai aspettata di fare.

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145/1826, il giorno del filo della frontiera

Tuesday, September 9th, 2008

a casa hanno cambiato il ragazzo che fa le pulizie sui ballatoi.
da mister muscolo, sorridente ma un po’ bolso, proveniente da… mmm, vediamo… potrebbe essere stato, boh… qualche parte in oriente, siamo passati a un ragazzino albanese sempre incazzato ma dai lineamenti bellissimi.

nina ci vogliono scarpe buone e gambe belle lucia
nina ci vogliono scarpe buone, pane e fortuna e così sia
ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia ad un’altra che non ci vuole.
(ivano fossati, pane e coraggio)

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139/1826, il giorno dell’assicuratore

Wednesday, September 3rd, 2008

sto per cambiare assicurazione per la casa. da 10 anni pago quasi 200 euro per un’assicurazione che non so cosa copre e adesso me ne offrono una alla metà e mi chiedono tutto, ma proprio tutto.
ad esempio: valori in casa? boh, il computer. quanto vale? boh, non glielo dico che non è “veramente” mio, ma vabbé: diciamo 2000 euro (non è vero, ma così ci metto pure la canon e via).
altri valori?, in che senso altri valori? e lui mi snocciola le cose che vengono più facilmente portate via dai ladri e che più facilmente prendono fuoco.
tv al plasma? non ho la tv.
consolle da videogioco? non ho la tv, non ho nemmeno le consolle.
masterizzatori o lettori di supporti ottici per la tv? non ho la tv.
elettrodomestici di lusso? ho un 4 fuochi con forno senza termostato e un forno a micronde che nel 2001 ho pagato 90 euro.
tappeti? ho un cane, non ho tappeti.
mobili antichi? ikea è la mia religione.
borse? scarpe? abiti? h+m è la mia religione.
pellicce? sono animalista.
gioielli e valori? ho una cassetta di sicurezza in banca. ho mentito. ero stanca di fare la pezzente.

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