milioni di progetti.
Tuesday, March 30th, 2010ho tutto in testa ma non riesco a dirlo.
Tags: afterhours, ho tutto in testa ma non riesco a dirlo, progettine abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
ho tutto in testa ma non riesco a dirlo.
Tags: afterhours, ho tutto in testa ma non riesco a dirlo, progettiche prima di uscire avevo pensato di mettere quelle gialle, ma poi ho scelto quelle blu.
e con l’anziano siamo andati a paderno dugnano, al parco nord, sul lago. romantico, no?
ci siamo fermati al super, io ho voluto fare un giretto fra detersivi, le collant e il latte in offerta, e poi abbiamo mangiato la pizza alta: un trancio di margherita a testa, teniamo d’occhio il colesterolo. io ho preso la fanta e lui la birra. ho controllato che non la bevesse troppo velocemente, che poi tanto era una di quelle alla spina di quelle specie di fast food: insomma doveva proprio fare schifo.
poi c’era il baracchino degli scout e lui ha preso un panino al salame, io uno a salame. ce ne fottiamo del colesterolo. lui ha preso un’altra birra (oh, ma quanto beve questo?). io un cornetto tradizionale. talvolta mi dimentico non ho più l’età per mangiare i cuori di panna.
poi è iniziato il concerto: loro sono davvero anzyani. per dire franz dy cyoccyo cercava pure di saltare qua e là, ma si capiva che aveva la schiena coperta di cerotti lasonyl. mussyda poi assomiglia tanto a gandalf, il vecchio. appunto. per dire, loro nel 1978 facevano già i concerti con de andré. io nel 1978 avevo 5 anni, mia nonna non era ancora morta, anche se io me la ricordo praticamente solo morta, mia mamma aveva la permanente e mia sorella non giocava (ancora) a chi ce l’aveva più lungo. lo capiscono tutti che fra bambine non è che sia proprio una sfida di quelle entusiasmanti. poi si cresce e quella sensazione di consapevolezza passa.
però il concerto è stato bello e un po’ mi ci voleva. e mentre c’era il concerto e tutti cantavano nananannananananananannananana (che è chiaramente – l’avete riconosciuta tutti – il pescatore di quello che, incredibile a dirsi, è l’unico morto di tutti quelli del concerto del 1978), io sculettavo cantavo e battevo le mani (più che altro è che iniziava a far freddo). e ho pensato quella cosa lì, così, come una piccola idea stupida e liturgica.
e poi hanno fatto i bis: un’ora di bis, visto che non sono granché specialisti in canzoni bonsai, di pezzi ne hanno cantati tre. noi nel frattempo ci siam messi magliette a maniche lunghe e sciarpa (io) e giacchetta (lui), ci siamo pure un po’ consolati perché anche lucio si è messo per i bis la camicia pesante (allora fa davvero freddo).
finiscono sti tre pezzi, loro salutano e vanno via.
e noi anche.
dai sergio, sù… fa freddo. andiamo alla macchina, che fra poco ci lasciano fuori dall’ospyzio.
pedalo contromano e controvoglia. passo la fiumana di gente in piazza del duomo per festeggiare lo scudetto. poco prima sono passata per corso venezia ed ero da sola, l’unica: io e gli spazzini che rimettevano i puntini sulle i dopo che è passato il giro.
mentre nelle mie orecchie urlano i bassi dei subsonica. vado contromano rispetto alla folla. guardo ma non registro nulla, sento suoni in lontananza ma mi concentro sui bassi.
e ho finalmente chiaro il momento in cui la mia vita ha preso un binario diverso da quello degli altri, da quello previsto, da quelle segnato nelle stelle: credo sia stato quando ho smesso di ascoltare vasco.
dondolo la testa a ritmo e canticchio distratta mentre iTunes mi propina tutta la discografia anni 80 di whitney houston.
Tags: discografia, itunes, la neuro, musica, withney houstonl’ultima volta che ho ascoltato francesco guccini tanto quanto sto facendo ora, ero innamorata (o almeno mi dicevo che). la penultima ero in viaggio verso siena e, al rientro a milano, sarei tornata a casa. per sempre.
Tags: farewell, francesco guccini, passatonon fu facile volersi bene, restare assieme o pensare d’avere un domani e stare lontani [...]
ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, e il peccato fu creder speciale una storia normale [...]
farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’estate con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me…
(farewell, francesco guccini)
lui mi è sempre piaciuto, anche quando canta con loro. mi sempre sempre piaciuto, anche ai tempi di 123casino al rolling. mi è sempre piaciuto sempre tanto (tanto tanto), adesso mi piace anche un po’ di più.
Tags: jovanotti, lorenzo, lorenzo cherubini, musica, vimeo, youtubeil copywriter dell’esercito israeliano è quello che scrive i titoli delle canzoni dei subsonica.
Tags: canzoni, piombo, piombo fuso, stagno, subsonicafabrizio de andré. ci sono sicuramente persone che sanno spiegare meglio, dire meglio, e ne hanno motivo, e conoscenza. io, come molte altre, ho solo da stare zitta.
Tags: 10 anni, 11 gennaio 1999, altri, anniversario, fabrizio de andré, megliodato che sono una blogger confusa e con un sacco di domande, guardo dei film a caso, cosicché io passi il mio tempo con poche un po’ meno seghe mentali e non debba star lì a crocettare tutto il tempo, che paio nonna belarda elevata alla quarta. cioè – per inciso – crocette è bello, ma visto che qua si hanno sere intere da far passare, meglio variare il menu. ecco.
essendo io una donna mainstream, pur detestando tutto ciò che è stato scritto prima della seconda guerra mondiale (son figlia di una generazione sbagliata, che ci volete fare, non tutte le ciambelle riescono con il buco come andrea), ho deciso che la cosa migliore è affrontare i classici della letteratura: dopo aver riletto shakespeare (solo la neve ha fatto sì che oggi non indossassi calzini bianchi), mi sono data alla letteratura libertina francese.
io e la sali lo avevamo aspettato incuriosite per un motivo particolare (abbiate pietà, era il 1996), questa volta mi è scivolato un po’ via tutto. tranne lui, ovvio, e la città, che per la prima volta ho pensato “cavolo, lì ci sono stata davvero. e la park era la mia avenue preferita…”.
detto questo, adesso posso tornare in tutta tranquillità a crocettare.
all alone in space and time. there’s nothing here but what here’s here’s mine. something borrowed, something blue. every me and every you. placebo.
che io sia vagamente impedita a fare recensioni di musica si sa. del resto ascolto i negramaro e tiziano ferro, non potete pretendere.
ma mi hanno regalato monsieur gainsbourg e non è male. vabbé io ve lo dico, poi voi fate un po’ come volete.
nel disco coi franz ferdinand canticchia (o meglio sussurra lasciva) anche Nostra Signora della Borsa. come quale borsa? per info: citofonare serena.