Archive for the 'colonna sonora' Category

fortunella

Thursday, November 13th, 2008

il viaggio verso new york dura 8 ore e mezza: devo aggiornare la mia playlist dello shuffle.
meno male che è uscito l’ultimo di tiziano ferro.

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musica moderna

Saturday, October 11th, 2008

ho ascoltato il nuovo fossati e mi è parso un po’ una cosa “alla conte“.

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bambina a ore, 2

Monday, October 6th, 2008

forse tutto questo è dato anche dal fatto che stasera la parte di stretching l’abbiamo fatta su “on my own” e io ero sull’orlo delle lacrime e sono due ore che non me la tolgo dalla testa.

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ci sono cose per cui vale la pena aspettare

Sunday, September 21st, 2008

ad esempio jimi thing fatta dalla dave metthews band nel live di central park.
dura 15 lunghissimi minuti, ma la parte conclusiva è così bella che non ti pare mai di aver aspettato invano.

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[draft] imparando anche a sanguinare

Tuesday, September 16th, 2008

mi volto e tu mi dici quella frase con una tale naturalezza che io non so davvero che fare.
torno a casa, appoggio le borse, saluto il cane che tanto ormai non sa nemmeno più come mi chiamo e non scodinzola nemmeno più quando torno, mi tolgo i jeans, cambio la t-shirt, infilo le infradito da casa, lego i capelli in una treccia che so fare a memoria. mi siedo sul bordo della vasca da bagno, appoggio i piedi contro le piastrelle e inizio a molestarmi. forte, forte, forte, più forte.
mi molesto interrogandomi su cose che mi riguardano, le stesse cose da sempre, visualizzo tutto nel minimo particolare, mi chiedo cose sulla geografia delle persone, sul diritto delle relazioni, sulla matematica dell’improbabile, sulla storia delle mie date.
mi molesto costringendomi a scrivere con il polpastrello sulle piastrelle azzurro sporco le lettere di un alfabeto che ho smesso di usare per paura di essere fraintesa.
mi molesto come solo io so fare, arrovellandomi nella contabilità di un conto dare avere, solfeggiando la tensione dello stomaco teso, disegnando gli occhi che ho visto e che so perfettamente cosa significano, misurando con il calibro, parole e sensazioni.
mi molesto chiedendo perdono per avere infranto le regole della logica e della dialettica. per conoscere a memoria la topografia delle tue mani, la fisica delle tue braccia, la ritmica del tuo respiro di notte.
mi molesto perché so. conosco, approdo, cucio, smerletto, smangiucchio. tiro su con il naso, gioco con l’elastico degli slip, giro rigiro trigiro i capelli intorno all’indice e al medio, accarezzo il pizzo del reggiseno e l’orlo liso della magliettina azzurra. ritaglio e incollo ogni minimo scrupolo nel chiedere, nel gestire ogni imbarazzo, nell’equilibrare ogni sguardo basso, nell’esplodere ogni risata, nel limitare la mia strana e estranea arroganza. nel rallentare e nell’accelerare.
mi molesto. mi corrodo e mi riconosco: fondo nomi, visi, date, luoghi, dettagli, sbagli. tutti i miei sbagli.
io sono tutti i miei sbagli. li conosco tutti. li ho già fatti tutti.

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canoa, 8

Thursday, July 24th, 2008

andare in palestra con una nuova playlist (un po’ meno incazzosa), pedalare fino a casa mentre il pod sputa la canzone che deve essere camminata su tacco 12 per eccellenza, mangiare la cosa estiva più buona che c’è (un chilo di yogurt bianco), sognare una doccia calda infinita, e finalmente trovare tempo per frignare un po’.

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playlist per momenti no

Wednesday, July 23rd, 2008

corri mezz’ora? sei un po’ sottosopra per diversi motivi e vuoi andare a correre per stancarti anche fisicamente? eccoti la mia playlist di ieri sera (mezz’ora più defaticamento).
non ha aiutato molto l’umore, ma mentre correvo ho avuto dei momenti di grande gratificazione, non che grandi allucinazioni pari solo a quelle date dai migliori peyote in circolazione.
gimme more, britney spears
hung up, madonna
dirty, christina aguilera
4 minutes, madonna
candyman, christina aguilera
give it 2 me, madonna
toxic, britney spears

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93/1826, il giorno del diverso possibile

Saturday, July 19th, 2008

ieri sera la discoteca labirinto pulsava. e noi abbiamo ballato come delle sedicenni.
adesso, dopo 7 ore di sonno, con i polpacci duri e gonfi, la schiena dolorante, la testa piena di ovatta, mi metto in sella e vado a sesto calende. probabile che mi fermerò verso turbigo e ordinerò un bicchiere di giovinezza con menta.
(grazie per “preso blu”, era necessario)

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67/1826, il giorno del morire di dolor

Sunday, June 22nd, 2008

come dice marina, è iniziata l’estate. sono felice.

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64/1826, il giorno dei bassi bassotti

Friday, June 20th, 2008

dici vai a un concerto. dici che è il concerto di un gruppo che ti piace molto. dici che dopo 5 falliti tentativi, finalmente ci riesci ad andare e scopri che è uno dei concerti più assurdi della tua vita: la banda bassotti.
i bassotti fanno ska comunista, palesemente anacronistico, ma divertente.
i bassotti dicono figli di puttana, pezzo di merda, vaffanculo. dicono tutto questo probabilmente in ogni loro canzone e se ce la fanno in un solo verso, ma del ritornello così lo dicono più volte in un solo pezzo.
i bassotti hanno una certa esperienza in concerti finiti in rissa. e anche stavolta ci siamo andati vicini. ma non è che stavolta c’erano i nazi, no stavolta c’erano le “guardie”. una di loro ha preso dalle mani di uno degli spettatori un fumogeno rosso acceso e glielo ha portato via così poi tutti si sono spostati a discutere con le guardie, perché “minchia mica resterete qui a guardare il concerto, addosso alle guardie”. ho visto un’orda di gente (dai 16 ai 60 anni) aggredire uno che aveva tolto dalle mani di un altro (palesemente sbronzo) un fumogeno acceso facendolo roteare davanti alle facce dei presenti (palesemente sovreccitati da alcool, fumo e musica). nel frattempo concerto fermato e sgorgava incredulità sul palco.
i bassotti sono stati bassi, non tanto di qualità, quanto di volume, perché - me lo sono fatta spiegare per bene - l’anno scorso la cascina monluè si è presa una denuncia per disturbo e visto che a milano c’è un regolamento che dice che il suono non deve superare i 68 decibel (con varie deroghe si arriva a 75): arpa allertata e misurazione del rumore per un concerto bello, bellissimo, godutissimo, ma in sordina.
se l’arpa volesse pure venire a casa mia a controllare quanti decibel fanno i signori della nettezza urbana la mattina alle 6 a ritirare il vero e quanto inquinamento luminoso fa l’insegna della farmacia davanti a casa, io offro il balconcino e caffé brodo in quantità. tutti invitati.

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