Archive for the 'colonna sonora' Category

uno come me, scarpe gialle come me

Friday, July 10th, 2009

che prima di uscire avevo pensato di mettere quelle gialle, ma poi ho scelto quelle blu.
e con l’anziano siamo andati a paderno dugnano, al parco nord, sul lago. romantico, no?
ci siamo fermati al super, io ho voluto fare un giretto fra detersivi, le collant e il latte in offerta, e poi abbiamo mangiato la pizza alta: un trancio di margherita a testa, teniamo d’occhio il colesterolo. io ho preso la fanta e lui la birra. ho controllato che non la bevesse troppo velocemente, che poi tanto era una di quelle alla spina di quelle specie di fast food: insomma doveva proprio fare schifo.
poi c’era il baracchino degli scout e lui ha preso un panino al salame, io uno a salame. ce ne fottiamo del colesterolo. lui ha preso un’altra birra (oh, ma quanto beve questo?). io un cornetto tradizionale. talvolta mi dimentico non ho più l’età per mangiare i cuori di panna.
poi è iniziato il concerto: loro sono davvero anzyani. per dire franz dy cyoccyo cercava pure di saltare qua e là, ma si capiva che aveva la schiena coperta di cerotti lasonyl. mussyda poi assomiglia tanto a gandalf, il vecchio. appunto. per dire, loro nel 1978 facevano già i concerti con de andré. io nel 1978 avevo 5 anni, mia nonna non era ancora morta, anche se io me la ricordo praticamente solo morta, mia mamma aveva la permanente e mia sorella non giocava (ancora) a chi ce l’aveva più lungo. lo capiscono tutti che fra bambine non è che sia proprio una sfida di quelle entusiasmanti. poi si cresce e quella sensazione di consapevolezza passa.
però il concerto è stato bello e un po’ mi ci voleva. e mentre c’era il concerto e tutti cantavano nananannananananananannananana (che è chiaramente – l’avete riconosciuta tutti – il pescatore di quello che, incredibile a dirsi, è l’unico morto di tutti quelli del concerto del 1978), io sculettavo cantavo e battevo le mani (più che altro è che iniziava a far freddo). e ho pensato quella cosa lì, così, come una piccola idea stupida e liturgica.
e poi hanno fatto i bis: un’ora di bis, visto che non sono granché specialisti in canzoni bonsai, di pezzi ne hanno cantati tre. noi nel frattempo ci siam messi magliette a maniche lunghe e sciarpa (io) e giacchetta (lui), ci siamo pure un po’ consolati perché anche lucio si è messo per i bis la camicia pesante (allora fa davvero freddo).
finiscono sti tre pezzi, loro salutano e vanno via.
e noi anche.
dai sergio, sù… fa freddo. andiamo alla macchina, che fra poco ci lasciano fuori dall’ospyzio.

Tags: , ,

ne abbiamo già parlato qui:

milano di notte nel giorno del giro e dello scudetto

Monday, May 18th, 2009

pedalo contromano e controvoglia. passo la fiumana di gente in piazza del duomo per festeggiare lo scudetto. poco prima sono passata per corso venezia ed ero da sola, l’unica: io e gli spazzini che rimettevano i puntini sulle i dopo che è passato il giro.
mentre nelle mie orecchie urlano i bassi dei subsonica. vado contromano rispetto alla folla. guardo ma non registro nulla, sento suoni in lontananza ma mi concentro sui bassi.
e ho finalmente chiaro il momento in cui la mia vita ha preso un binario diverso da quello degli altri, da quello previsto, da quelle segnato nelle stelle: credo sia stato quando ho smesso di ascoltare vasco.

Tags: , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

come sto messa

Wednesday, April 22nd, 2009

dondolo la testa a ritmo e canticchio distratta mentre iTunes mi propina tutta la discografia anni 80 di whitney houston.

Tags: , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

overdose

Friday, April 10th, 2009

l’ultima volta che ho ascoltato francesco guccini tanto quanto sto facendo ora, ero innamorata (o almeno mi dicevo che). la penultima ero in viaggio verso siena e, al rientro a milano, sarei tornata a casa. per sempre.

non fu facile volersi bene, restare assieme o pensare d’avere un domani e stare lontani [...]
ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, e il peccato fu creder speciale una storia normale [...]
farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’estate con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me…
(farewell, francesco guccini)

Tags: , ,

ne abbiamo già parlato qui:

il singolo più venduto degli anni 90

Tuesday, January 27th, 2009

lui mi è sempre piaciuto, anche quando canta con loro. mi sempre sempre piaciuto, anche ai tempi di 123casino al rolling. mi è sempre piaciuto sempre tanto (tanto tanto), adesso mi piace anche un po’ di più.

Tags: , , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

le parole sono (in)finite

Wednesday, January 14th, 2009

il copywriter dell’esercito israeliano è quello che scrive i titoli delle canzoni dei subsonica.

Tags: , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

266/1826, il giorno dei 10 anni

Sunday, January 11th, 2009

fabrizio de andré. ci sono sicuramente persone che sanno spiegare meglio, dire meglio, e ne hanno motivo, e conoscenza. io, come molte altre, ho solo da stare zitta.

Tags: , , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

in the shape of things to come

Wednesday, January 7th, 2009

dato che sono una blogger confusa e con un sacco di domande, guardo dei film a caso, cosicché io passi il mio tempo con poche un po’ meno seghe mentali e non debba star lì a crocettare tutto il tempo, che paio nonna belarda elevata alla quarta. cioè – per inciso – crocette è bello, ma visto che qua si hanno sere intere da far passare, meglio variare il menu. ecco.
essendo io una donna mainstream, pur detestando tutto ciò che è stato scritto prima della seconda guerra mondiale (son figlia di una generazione sbagliata, che ci volete fare, non tutte le ciambelle riescono con il buco come andrea), ho deciso che la cosa migliore è affrontare i classici della letteratura: dopo aver riletto shakespeare (solo la neve ha fatto sì che oggi non indossassi calzini bianchi), mi sono data alla letteratura libertina francese.
io e la sali lo avevamo aspettato incuriosite per un motivo particolare (abbiate pietà, era il 1996), questa volta mi è scivolato un po’ via tutto. tranne lui, ovvio, e la città, che per la prima volta ho pensato “cavolo, lì ci sono stata davvero. e la park era la mia avenue preferita…”.
detto questo, adesso posso tornare in tutta tranquillità a crocettare.
all alone in space and time. there’s nothing here but what here’s here’s mine. something borrowed, something blue. every me and every you. placebo.

Tags: , , , , , , , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

quel vecchio porco

Saturday, December 20th, 2008

che io sia vagamente impedita a fare recensioni di musica si sa. del resto ascolto i negramaro e tiziano ferro, non potete pretendere.
ma mi hanno regalato monsieur gainsbourg e non è male. vabbé io ve lo dico, poi voi fate un po’ come volete.
nel disco coi franz ferdinand canticchia (o meglio sussurra lasciva) anche Nostra Signora della Borsa. come quale borsa? per info: citofonare serena.

Tags: , , , , , ,

ne abbiamo già parlato qui:

a milano da stasera farà un po’ più freddo

Friday, December 5th, 2008

musica. rincorro le strade della tua mano. se le tue labbra non bruciano più quell’attimo atteso sei tu. delle mie lusinghe dette per stupire che ne sai? e allora ha un senso anche milano, accarezzarti non è strano. e voglio avere di più di quello che ho perduto. io non lo so se la tua pelle abbraccia spazi così grandi da farmi alzare in volo via da qui con le ali incerte che ora ho. via, via, non perderti per niente al mondo lo spettacolo d’arte varia di uno innamorato di te. non porto tasche perché tutto mi appartiene e niente è mio. ma quando io ti guardo tutto quanto cambia. senza usare frasi troppo complicate. mentre le ombre si allungano cosa resta di me? sei il respiro dentro ai miei perché. se chiudo gli occhi il tuo sangue si gela all’istante. nell’attesa della grazia sto aspettando qui nel fango. a volte spengo anche la radio. strappare l’anima ai rimpianti. e ho un riccio dentro al cuore che non si fa strappare via. come pesci nella rete chiusi dentro vecchi muri. voglio un’altra bugia, voglio un lieto fine qualunque sia. perché tutto ritorna anche se non vuoi. spera, mira, spera. sipario.
con loro si chiude un pezzo della mia vita lungo 13 anni. intrecciato, annodato, inchiodato, deliziato, addolcito, strutto e corrotto dalle loro canzoni, da quella testa rossa appoggiata sul cuore, dalla musica, da quadri, poster, tatuaggi, dalle lacrime che non riesco mai a trattenere, dalla voglia che ho di mordere quando ascolto quella canzone lì, soprattutto dal vivo.
oggi hanno cercato di convincere che dire che tagliarsi capelli come segno di cambiamento sia una cosa originale. voi – ragazzini – tagliatevi pure i capelli, io ho un gruppo che si scioglie apposta per segnare con me la linea bianca tratteggiata lungo la curva. quella del cuore.

Tags: , , , , , , , , ,

ne abbiamo già parlato qui: