Archive for the 'come le lumache' Category

curva

Tuesday, August 11th, 2009

alla fine ho impacchettato tutto e me ne sono andata. ci sono voluti cinque minuti, diciamocelo. una mano sulla parete rossa, qualche lacrima e un po’ di gnagnera, poi la porta aperta, lui e lei che mi aspettavano, lui in piedi, lei seduta (grazie), la porta chiusa e tutta la città da attraversare. tutti e tre insieme.
non so bene cosa aspettassi a scriverlo, forse la consapevolezza che da qualche parte devo aver svoltato veloce e inaspettatamente, perché da quando mi addormento in un letto bianco e nero e mi ci sveglio e non sono sola, beh. io da qualche parte devo aver svoltato. perché a mente lucida, fredda e ben cosciente, io lo so che le promesse fatte 4 anni fa valgono ancora, ma è come se valessero ancora ma in un gioco più grande quindi hanno cambiato valore, ma non quello nominale. ieri una tipa della mia banca mi ha spiegato che è vero che i miei fondi di investimento valgono come un due di picche a briscola, ma che è colpa della crisi (come se non leggessi i giornali). quando la crisi passerà sarò incredibilmente ricca. mhmh…
insomma se ci penso a un anno fa, beh non avevo una casa a due piani, non avevo le travi a vista, avevo un parquet, non avevo la stanza di giochi e la lavastoviglie. non avevo 7 armadi, ma solo 2. avevo la casa molto più in disordine, ma che puzzava solo di me. adesso la casa puzza di un mischione di cose e un po’ mi ci devo abituare perché la puzza di lui è difficile da comprendere se riguarda i piatti, il divano, la biancheria. non che sia indesiderato, perché se lo fosse sarei stata scema a aver fatto tutta sta fatica (questo insegna molto su passate vicende e errori e su cose che mi dicev/an/o e a cui io non davo retta, finché non le ho fatte senza pensarci troppo), ma comunque è un po’ strano. quando mi dicevano del frigo, beh… avevano ragione…
un anno fa non avevo nemmeno lui con cui decidere il posto per le lenzuola, per le punte del trapano, per gli stracci della polvere, quindi tutto sommato un anno fa forse i miei fondi in banca valevano qualcosa in più ma il saldo era comunque passivo.
per dirla tutta, dopo 10 giorni di trasloco, ansia e stanchezza, di attacchi di panico ne ho già avuti un paio, così per non farci mancare nulla. io quelli che cambiano vita e non hanno reazioni un po’ li invidio, ecco. però fra un po’ si va al mare, magari si torna anche in un posto bello, o se ne scopre uno nuovo, e perdonatemi, ma adesso vado a fare un po’ di ordine, a pulire i pavimenti, a spostare la britannica che domani abbiamo due ospiti in casa che arrivano da molto lontano, ed ecco… prima un respiro, poi un po’ di gelatina, poi molto zen, poi un po’ di sano razionalismo costruttivo, poi magari un altro attacco di panico, un altro che non fa mai male, e poi – cribbio! – si va al mare.
e quella curva (quella di diego e di alessio), ecco io quella curva adesso la conosco (anche se mi piacerebbe che diego mi mandasse una versione mp3 o anche un txt), adesso so come è fatta: ho svoltato, non si sa per quanto, non si sa se si terrà l’equilibrio, quanto si sbanderà, dove come perché. ma insomma io senza tutto quello, io forse, questa curva qui, questa curva un po’ rutilante non l’avrei riconosciuta. e adesso non saprei ringraziare chi mi sta facendo compagnia in questo viaggio e non saprei ringraziare me. vabbé.

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] mauro
    Come dire: dietro una curva, improvvisamente, il mare. In bocca al lupo, pupa. Da queste parti reazioni ai traslochi ci sono state: ma tamponate pian piano con liti e urla, corse e bici, birra e vino, libri e fumetti, trapani e brugole. Insomma, repertorio completo nel cambio di casa, nella costruzione di un amore e di tutto il resto. Perché si scopre che terra dove andare ce n'e', nonostante tutto. E si, si parla a citazioni stasera :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    crepi.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    quella sempre, ma penso che lui stesse più che altro ascoltando fossati ;-)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    devi dirlo al cajelli, ha fatto innamorare decine di ragazze con quel pezzo ;-)

è un po’ come cambiare città

Sunday, August 2nd, 2009

anche se non ho cambiato città. ma più o meno è così. non capisco i sensi unici, non so dove attraversare, ma faccio tutto con grande nonchalance.
ho fatto la prima lavatrice e la prima lavastoviglie, ho pulito un po’ ovunque e sono un po’ cacaspilli. oggi anche prima formica. invece sono 4 giorni che litigo con velux e aria condizionata.
ci sono scatoloni ovunque (chi ha visto sa), ma oggi, dopo aver sborsato uno scontrino da far tremare le vene ai polsi, aver litigato con la cassiera, aver discusso con il tipo della security che ha voluto contare tutti i pezzi acquistati (per la cronaca, 99. ha chiaramente simulato che ci fossero tutti), ci ho messo altri 140 euro e i guardaroba, le librerie, i mobili che mancano, li portano loro su per due (e tre) piani. io nemmeno dipinta sul muro.
e poi tutto tornerà ad avere un posto, un luogo, una collocazione (e la mia pace interiore).
stasera anche prima cena ufficiale in casa, alla prima di west wing diamo ancora qualche giorno, che si devono trovare rotelle, forza, cervello e un po’ di sana inventiva. se per caso qualcuno di voi domani sera non ha da fare, noi accettiamo aiuto e maestranze.
buon compleanno tata, blonde, prestigio e colas. compleannanti nel giorno della strage.

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alzati, e cammina

Tuesday, July 28th, 2009

per essere una che nelle due ultime settimane i miei ritmi di vita sono dettati dalle medicine di isotta e da quale parte della casa smantellare non me la cavo male.
ho avuto in cambio solo un’eritema, un ginocchio completamente fuso, una serie di pieghe sotto i piedi cche non lo so, un herpes labiale, una sudorazione inspiegabile e un attacco di panico quando mi sono persa la cana.
potrebbe andare peggio, ne sono certa. come sono le previsioni del tempo?

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  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Livia
    forza auro, resisti!
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] elena chesta
    facciamo il tifo

rece

Monday, July 27th, 2009

a2a fa schifo.
ci tenevo a dirlo.

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avrebbero fatto tutto loro

Monday, July 27th, 2009

io, quando hanno detto che “avrebbero fatto tutto loro” compreso l’imballaggio e l’inscatolaggio (tutto compreso nella cifra che comunque non avrei pagato io), ho detto: figo. ho immaginato di stare sulla poltrona e dire “questo qui, quello là”.
peccato che io non abbia una poltrona (a parte quella indebitamente okkupata dalla cana, e che tanto non verrà con noi), e che poi le cose siano andate in modo un po’ diverso. perché io a un certo punto sono dovuta tornare coi piedi per terra e mi sono dovuta rendere conto che mi sarei dovuta liberare almeno della metà delle cose in casa (e lo sto facendo) ben prima che “loro” ci mettessero mano, e poi per una questione amministrativa io mi dovrò accollare il costo degli scatoloni. e in più “loro” le mani fra le mia biancheria non ce la metteranno mai.
quindi ho cominciato a dire: “ok, le valigie coi vestiti le faccio io”, poi “ok, i cavi elettrici li cumulo io in una scatola apposta”, poi “le cose importanti le inscatolo io e le porto da mammà, che non si sa mai”. giusto per sentirmi meno una merda ho fatto piccole scatole in modo che inscatolino almeno quelle (su tutte c’è scritto cosa c’è dentro e la stanza di destinazione), e mi sono data un tono lasciando fogli in tutta casa con scritto la stanza di destinazione (cucina, camera, soggiorno, studio, bagno).
mercoledì “loro” arriveranno, metteranno 800 libri nelle scatole (che sto recuperando io tramite amici e spulciando le presse dei supermercati, poi dici che sono una con la puzza sotto il naso) e avranno bello che finito. mi guarderanno un po’ straniti, fra il lusco e il brusco, ma soprattutto al buio, visto ceh nel frattempo saranno venuti a togliere la corrente.
giovedì poi “loro” verranno a smontare quei pochi mobili che restano (gli altri li abbiamo già smontati e portati – quasi – tutti in ricicleria io e luca con il prezioso aiuto di radollovich e del sir, e di mio padre, che non è un nick, ma un bravo guaglione). “loro” li porteranno in una casa linda linda dove adesso risiede solo una bici (bellissima) e allora poi sarà solo questione di togliere le cose dagli scatoloni e di godersi il resto, tutto il resto.
(amarcor: quando sono andata via da via primaticcio, gabi mi ha buttato via tutto. e continuava a dire, è impossibile che tu abbia ancora tutta sta roba. adesso è in svizzera con la ragazzina, che non ce l’ha mica il coraggio di vedere quanta roba ho buttato via, e quanta roba ho ancora.)

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postbedsecrets

Saturday, July 25th, 2009

è buffo pensare che ci sarà una linea di continuità fra l’ultima notte nel vecchio letto e la prima nel prossimo.

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fenomeni astronomici

Thursday, July 23rd, 2009

in casa mia è appena esploso un buco nero.
per dire: ho tirato giù i quadri del che. dopo questo solo l’apocalisse.

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la seconda causa di esaurimento nervoso

Tuesday, July 21st, 2009

la priam è la morte di una persona cara, la seconda è un trasloco.
chissà qual è la prima del divorzio.
forse – fra l’altro – se mi facessi io il trasloco sarebbe pure meglio.

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conti sbagliati

Tuesday, July 21st, 2009

talvolta mi distraggo e faccio casino: tipo che il 28 porterò i mobili invenduti in ricicleria, il 29 verranno a togliere gas e luce, il 30 farò il trasloco.
in quei giorni non ho nessuno che mi tenga il cane e così il 29 sera (dopo che i traslocatori avranno imballato tutto cercando di inscatolare pure isotta, che gironzolerà per casa) resterò sola a casa con la iso senza letto, alla sola luce della candela.
che vuoi che sia, di candele ne abbiamo soltanto un centinaio.

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cambio di residenza

Tuesday, July 14th, 2009

la nuova casa avrà le travi a vista, i soffitti bianchi, i muri chiari, tendenti al giallo, ma anche al grigio. a luca piacciono i toni freddi, a me non lo so, quindi ci teniamo il colore che è stato scelto. da federica, perché a un certo punto noi oggi ci abbiamo rinunciato. e le abbiamo lasciato tutta la gestione della cosa.
del resto non è che possiamo decidere tutto noi, l’abbiamo (l’ho) coinvolta apposta: per decidere le ultime cose, e ricordare al padrone di casa che deve sistemare lo scolo dell’aria condizionata e quel brutto stucco vicino al condizionatore e poi per favore il motore del velux, lo controlli, grazie.
se non ci fosse federica, saremmo tutti un po’ più tristi, un po’ meno felici, meno sorridenti, meno concreti, troppo concreti, più disfattisti. se voi non la conoscete federica, beh. siete un po’ sfigati e il colore dei vostri muri è di certo sbagliato.
la nostra casa affaccia su un noce e un fico, un gelsomino e un albicocco, che poi ci piacerebbe che la casa avesse anche dei vasi sul davanzale, dei fiori forse, ma anche delle piante aromatiche.
la cucina è enorme (vista la mia attuale cucina, qualsiasi cosa è enorme a confronto) e oggi quando luca ha acceso il neon sotto il pensile era felice come un ragazzino e io ero felice che lui fosse felice. quando avevo visto la casa sulla martesana c’era la cucina grande ma questa è molto più grande. e un po’ questa casa l’ho amata da subito per questo: luca ama cucinare, ama stare in cucina, ascoltare la radio mentre prepara la cena e commentare a voce alta (rumore indefinito… cosa hai detto? no niente. e poi invece mi racconta cosa, e io resto sempre a bocca aperta) e io volevo che assolutamente avesse uno spazio adeguato per farlo. e che la casa avesse le porte, degli spazi definiti, del verde in bagno e lo spazio per la cana. volevo una camera da letto grande, con il letto a misura d’uomo, non su per aria. volevo una stanza per i computer e per le mie scarpe. volevo un salotto e non volevo più i tram. adesso ho i treni, ma sono parecchio distanti. ma nemmeno troppo.
quando partite dopo poche centinaia di metri, guardate dal finestrino e fate ciao ciao con la manina, noi faremo lo stesso con voi. tanto sarete quelli sulla carrozza 12, vi riconosceremo al volo.
stasera ci è spiaciuto non avere già le chiavi perché ci sarebbe piaciuto dormire lì, per terra, senza letto, sdraiati sul finto cotto, senza luce, circondati dalle candele e poi essere svegliati domani mattina dal pittore che deve dipingere i muri. che io non ho ancora capito se sarà un bianco caldo, o un bianco freddo. a questo punto non so neanche se è bianco.
ma so che qualsiasi sia il suo colore, questo è il primo passo di una vita nuova. un pezzo di. e poi si vedrà.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] elena chesta
    so che libro regalarvi per scaldare la casa (e non è di cucina, pensa)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    oh, in cambio noi avremo molto spazio per ospitarvi. e ci farebbe molto piacere.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] dario
    che bello, ci ho letto tutto l'innamoramento di quando abbiamo trovato (e preso) la casa noi, comprensivo di pareti bianche, travi a vista, cucina grande e cotto e me che mi piace cucinare, eccetera eccetera.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] bak
    Uguale noi. Prima vivevamo d'amore e d'accordo in 50mq scarsi. Avere di botto 4 metri (scarsi) di cucina è stato scioccante, volevo comprarmi un paio di pattini per andare dal forno alla dispensa. Per non parlare poi del fatto che i primi mesi siedevamo in due in un solo cuscino del divano, abituati com'eravamo a stare strettisstretti :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] miic
    Ma in bocca ai lupi!
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    ma che crepino!