Archive for the 'partecipazione' Category

forza che è giunta l’ora

Friday, April 24th, 2009

da mezz’ora per me è festa d’aprile. diversa da quelle degli ultimi anni, purtroppo, ma io quest’anno di più non riuscivo a fare.
domani mi sveglierò la mattina e vorrei la colazione a letto. poi andremo in manifestazione e dicono che non pioverà. non so bene quanta gente aspettarmi, chi vedrò, quali sorrisi: non sono a milano per la festa d’aprile da anni. chissà che succede. ci sarà formigoni, non ci sarà la moratti: insomma sarà tutto a sorpresa.
per me il 25 aprile è così: amici, manifestazione, liberazione, memoria.
che volete farci: sono una della razza rossa reggiana. scendendo giù dai monti a colpi di fucile, evviva i partigiani, è festa d’aprile.

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la mia terza regione

Tuesday, April 14th, 2009

molti miei amici stanno in emilia, l’emilia per tanti motivi è la mia seconda casa in italia. ho passato giorni interi fra carpi e cavezzo, sopra i monti di busana, fra i portici di bologna e le mie più belle pasque a rimini. l’emilia è la mia seconda casa italiana anche per altri motivi, uno di questi si chiama campi rossi.
poi, poi c’è l’abruzzo: serena abita a pescara ed è stata lei per la prima volta – dopo molto tempo – a dirmi, che aspetti a venire qui? ed è stata famiglia, subito. a francavilla è andata a vivere valentina un anno fa. federica si è sposata lì, i suoi stanno anche loro a pescara.
e c’è maura, e maura non è che la conosca proprio bene bene, ma porcamerda, maura è la persone che in questi giorni mi ha dato più cose da imparare di chiunque altro. maura che è aquilana anche se a distanza e mi ha ricordato che c’è un diritto alla dignità e all’orgoglio, a tenere la testa alta, sempre, a non cedere mai.
(maura è – stranamente – l’unica al mondo che so essere un anello di congiunzione e non mi pesa. mai.)

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la peggiore punizione

Tuesday, January 27th, 2009

in italia tutti i tar dicono che sì, è possibile aiutare eluana ad esercitare il suo diritto a morire. poi arrivano o il papa o sacconi e dicono di no. e così poi nessuno l’aiuta più, quella ragazza, a morire.
quando morrà di morte naturale, spero che di notte quei due lascino la finestra aperta, così che lei possa andare nella loro camera e, come il fantasma di cui mi raccontava mia nonna da piccola, mordere loro i piedi mentre stanno dormendo.

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bisogna piangere i sogni per capire

Wednesday, December 10th, 2008

se per caso venerdì durante lo sciopero nazionale indetto solo dalla cgil (non capisco bene com’è che uno sciopero indetto da solo una firma sindacale possa essere generale, se qualcuno può me lo spieghi…) a qualcuno venisse in mente che saranno 39 anni dalla strage di piazza fontana… boh, così. per dire. non che me lo aspetti. è una specie di speranza. o una vaga illusione.

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arriverderci direttore

Saturday, November 22nd, 2008

è morto sandro curzi.

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209/1826, il giorno della sentenza

Friday, November 14th, 2008

“aspettiamo la sentenza?” “sì”. poi la sentenza non arrivava mai e siamo usciti a cena che non era ancora arrivata.
margherita poi mi ha mandato un sms per dirmi come era andata e noi abbiamo continuato a mangiare.
non mi aspettavo niente di diverso. per me la sentenza di genova c’è già stata, ed è una sentenza personale, intima, di stomaco e di sangue. di cui non mi pare il caso di parlare (oltre tutto ciò che ho già fatto, e ho già detto).
qualsiasi fosse stata la sentenza sarebbe stata una sentenza di forma e non di sostanza. anche se avessero condannato tutti a tutti i 108 anni, a gennaio li avrebbero mandati in prescrizione, come accadrà per gli operativi (che termine di merda).
qualsiasi fosse stata la sentenza sarebbe stata un vergogna averla attesa 7 lunghi anni.
qualsiasi fosse stata la sentenza, niente potrà restituire dignità e rispetto a coloro che hanno avuto rispetto e dignità calpestati, niente potrà restituire a me la consapevolezza di essere degna di rispetto, e di non poterlo chiedere.
ho la mia sentenza, già tatuata sotto pelle. mi è sufficiente.

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oh! my! god!

Wednesday, November 5th, 2008

yes, he did.

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200/1826, tutti i giorni del presidente

Wednesday, November 5th, 2008

la cena pronta, gelato, limoncello, proprio come diceva la prescrizione medica, un po’ di solita ansia mia su mille cose che in quella casa stonano e che sto imparando a lasciare sullo zerbino, la certezza di svegliarsi domani in un mondo senza bush, la voglia di andare a new york e poter comprare milioni di gadget stupidi con la faccia del nuovo presidente. con la faccia di un tipo di colore, ecco.
io non so se ce la faccio. non lo so. stasera ho visto al tv dopo mesi, un tg dopo mesi, vespa, mentana, veltroni, rutelli, de michelis. ma porcocazzo, de michelis?!! de michelis?!! ma vaffanculo, va’. poi abbiamo visto la s01e01 di west wing, e passa la paura.
io non so se ce la faccio. tornando a casa non riuscivo a smettere di pensare che il casellante quando mi ha visto stanotte mi ha detto: “se non la vedo prima dell’ultimo convoglio un po’ mi preoccupo” e io non sapevo se ridere o se piangere. gli ho sorriso, imbarazzata.
io non so se ce la faccio.

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tutto in una notte, 1

Wednesday, October 29th, 2008

passo da via tommaso grossi che in via mercanti c’è una fiaccolata per la scuola.
bambini con la faccia di scolari, mamme con la faccia da mamme, maestre con la faccia da maestre.
polizia in assetto antisommossa.

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dove sei uno di loro, oppure non esisti

Thursday, October 23rd, 2008

proviamo a spiegarci. a me le dichiarazioni di kossiga fanno paura, ma non mi stupiscono: è kossiga, non è madre teresa di calcutta. se vi aspettavate una dichiarazione non belligerante, cazzi vostri. le aspettative – se sono aspettative – sono un problema di chi se le fa, non di chi le disattende.
dovremmo tutti svegliarci dal torpore generato dalla televisione, dai kebab iperproteici che ci fanno sentire tanto sazi e tanto multietnici, dalla sconfitta della sinistra che ci permette di sentirci martiri di un sistema che abbiamo corrotto noi, dovremmo tutti svegliarci e riprenderci il nostro ruolo: quelli di cittadini.
dovremmo riprenderci le strade e le piazze, dovremmo dare la fiducia a chi se la merita, a chi ha proposte concrete, degli slogan che urlino da soli senza bisogno che ci siano gli amplificatori, che ha delle speranze e dei sogni e delle verità palesi da raccontare. che ha delle posizioni da tenere, su cui scommettere e delle trasparenti cosa da fare.
ovviamente scuotete la testa: lo farei anche io. nelle piazze manganellano e probabilmente spareranno, i vostri figli vanno al liceo e da oggi cercherete su ebay qualcuno che vende giubbotti anti proiettili, i figli dei vostri fratelli vanno all’università e sono più interessati a capire come guadagnare crediti che a cosa succede a 5 centimetri da loro (e indovinate chi gliele ha insegnate le priorità della loro vita, nel bene e nel male).
nessuno ci sa proporre un’alternativa che non sia mandarli a fanculo o addirittura urlare nell’opulente centro di milano “basta” (questa è stata un’idea di larghe basi concrete e propositive di quel genio del mio ex fidanzato, che sperava pure che io l’ascoltassi) o scendere in piazza il 25 ottobre non si sa nemmeno bene per quale motivo.
scuotete la testa e dite “e allora proponi tu qualcosa”. e no, mi spiace. io modero commenti, scrivo messaggi di aiuto, sterili mail in cui riassumo fatti dati e storici, edito testi, contratto stupidi trafiletti per riviste fashion: questo è il mio lavoro. io non ho mai chiesto di stare seduta sui seggi del governo o del parlamento, io posso dare la mia fiducia, il mio voto, la mia faccia, la mia partecipazione a chi se li merita.
scuotete pure la testa e dite pure che non si può andare avanti così, che qualcuno prima o poi li fermerà, che stanno superando il limite. fatelo pure, ma tanto lo sapete come me: non li fermerà nessuno, se non li fermiamo noi, in qualche fottutissimo modo.

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