su questa spiaggia ma seduto a fianco a te (del silenzio)

Monday, August 2nd, 2010

Federico scrive questa cosa ispirandosi a un post di Sergio.
Federico e Sergio sono due persone che io stimo moltissimo e che, per motivi diversi, apprezzo e talvolta invidio.
Io non credo alle cavallette, ma credo che talvolta raccontando e raccontadosi, soprattutto come facevo io tempo fa su questo blog, si fanno dei danni, o si ha paura di farli.
Ad esempio, due anni fa io e Luca abbiamo iniziato una nuova avventura insieme, che in una certa misura abbiamo condiviso in Rete, ma – per quanto riguarda me – con la paura costante di scrivere cose che non per il timore di ritorsioni, ma per un sano senso di protezione del nostro privato, ho preferito tenere per noi, e per le persone con cui desidero davvero parlarne (e vi assicuro, da una dozzina che erano, ultimamente le conto e alcune dita della mano avanzano).
L’anno scorso ho fatto un trasloco e viviamo in modo un po’ confuso e divertente insieme in una casa che ci piace molto. Pure Isotta è molto felice, nonostante gli anni che avanzano, e si è pure innamorata di Luca, lasciandomi scornata e gelosa.
Per inciso, questa (e le sue conseguenze) è stata l’unica cosa davvero bella che sia successa l’anno scorso, che è stato per me un anno difficile, a tratti noioso, molto violento, probabilmente pieno zeppo di errori e di picchi di miopia (altrui, e mia).
Le impunture di tutto questo sono state alcune sere con le amiche e amici, gli amici nuovi, le amiche nuove!!!!, i viaggi, le piccole scoperte che a 35 e passa anni non pensavi più di fare, le scelte, le brutture che però se le fai insieme a persone che stimi sono anche meglio, i sorrisi, le riunioni a cui non pensavi avresti mai potuto partecipare. Che il lavoro è una brutta bestia, porco cane. E la si fa semplice a dire, alle sei chiudi il portatile e vai a casa… io invidio chi lo fa, chi lo dice e poi lo fa, chi ci riesce. Perché chi lo dice e poi non lo fa, beh… ecco… ci siamo capiti.
E poi dietro al lavoro ci sono mille ingarbugli, mille cose che dici e mille altre che non sai dire. Ma anche mille insegnamenti, che valgono in quell’ambito, ma soprattutto fuori. Impari che adesso come allora la trasparenza ripaga, ma lo fa solo emotivamente, mai nel conto corrente. Impari anche che hai risorse interne che ti fanno paura per quanto ti sostengano e che probabilmente sono solo una piccolissima parte di quelle che ti dicono una donna sappia tirare fuori quando partorisce. Impari a guardare avanti e a guardarti indietro, e a filtrare il tutto. Impari che ci sono cose che ti si confanno e cose che invece no, e a ottenere forse non tutto, ma il più possibile. Impari a dire “Secondo me no, però…” e non è che lo fai perché ti vuoi parare il culo, ma lo fai perché sai quello che stai dicendo. Impari che ci sono altri punti di vista, che le alleanze sono importanti, ma anche che non te ne importa nulla di allearti con il diavolo. E quindi continui a fare il tuo, testa bassa, avanti tutta, il meglio che puoi. E poi si vedrà. Impari a disimparare e che molti errori che hai fatto li hai fatti perché ti fidavi, altri perché non avevi capito nulla, altri ancora perché hai dei limiti.
E tutto il resto? Il resto sono gli amici trovati, gli amici persi, le abitudini che non mi riconosco più, quelle che mi mancano e quelle che “per fortuna ho smesso”. Le nuove paure, anche quella di andare in bicicletta, quelle superate, quelle che arriveranno. Le foto che non faccio più, un arto in più a cui ho rinunciato, o che non so più utilizzare. Perché? Non lo so, ma se ve lo chiedete voi, figuratevi quanto me lo chiedo io. Del resto mi mancano i visi delle persone che ho incontrato, di quelle che mi sono scivolate via dalle mani, quelle che sono partite, quelle che sono tornate, dei sorrisi strinati, di quelli che non bastano mai, delle notti, delle serate, delle mattine, di pranzi veloci, di quelli infiniti. E poi ci sono mio padre e mia madre che invecchiano a vista d’occhio, ma che cercano di tenere tutto stretto, il più stretto possibile, il più possibile. E io, anche se non lo do troppo a vedere, cerco di tenermeli il più stretti possibile.
E adesso che questo post è finito, di tutto questo, se ne poteva fare a meno? Sì, probabilmente, ma era molto tempo che volevo scriverlo, non so se questo c’entra con quello che hanno scritto loro, ma visto che ci sono, ciao Fede, ciao Sergio.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    [...] E adesso che questo post è finito, di tutto questo, se ne poteva fare a meno? Sì, probabilmente, ma era molto tempo che volevo scriverlo, non so se questo c’entra con quello che hanno scritto loro, ma visto che ci sono, ciao Fede, ciao Sergio.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Elena (Elesole)
    hai fatto bene a scriverlo, in certe cose mi sono rivista. Forse il senso sta proprio in questo: parlare di sè parlando anche di altri. Grazie.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] [ ]
    Ecco, porcocazzo, non lo so se c'entra o meno, ma in fondo chissenefrega, che questa è la mia SistAuro e va bene così.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    non dica così, che se no si spaventa e non scrive più.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] La Rejna
    (grazie)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Federico Bolsoman
    Le cavallette sono una mia specialità... ma il suo post era da applausi (e baci).
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] marcella
    molto bello. Grazie.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "non si dimentica niente. assolutamente niente."
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "ero nella sala d'aspetto di seconda classe il 2 agosto del 1980. da trent'anni nessuno è ancora riuscito a darmi una risposta".
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    "questa sera, alle 21.10, rai tre"

forza che è giunta l’ora

Friday, April 24th, 2009

da mezz’ora per me è festa d’aprile. diversa da quelle degli ultimi anni, purtroppo, ma io quest’anno di più non riuscivo a fare.
domani mi sveglierò la mattina e vorrei la colazione a letto. poi andremo in manifestazione e dicono che non pioverà. non so bene quanta gente aspettarmi, chi vedrò, quali sorrisi: non sono a milano per la festa d’aprile da anni. chissà che succede. ci sarà formigoni, non ci sarà la moratti: insomma sarà tutto a sorpresa.
per me il 25 aprile è così: amici, manifestazione, liberazione, memoria.
che volete farci: sono una della razza rossa reggiana. scendendo giù dai monti a colpi di fucile, evviva i partigiani, è festa d’aprile.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] La Rejna
    siamo i ribelli delle montagne :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    Domani mattina, un fiore rosso e due passi al Martinetto, nel mio quartiere, dove i nazifascisti hanno fucilato tutti: dissidenti, preti, bambini, militari, anziani, donne, politici, operai, nobili. E ogni volta mi obbligo a leggere tutto l'elenco delle vittime e dei loro mestieri, dei loro ruoli. Perché il male assoluto non dà garanzie per nessuno, neanche a chi crede di salvarsi perché è ricco o perché è potente.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sba
    Suz, mi ricordo qualcosa dei tempi delle elementari, si intitolava "Fiori rossi al Martinetto".
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    sì, era un libro scritto da Valdo Fusi, partigiano bianco, poi politico democristiano torinese (di quelli animati da spirito costituente: una persona e una penna straordinaria).
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sba
    Avevamo fatto il recital in piazza della liberazione, io avevo impersonato il generale Perotti. Peccato che a quell'età non capivamo bene di cosa si trattasse.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] FedericaB.iecailluminista
    ci troviamo alle 14.30 dalla parte del planetario
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    (ovviamente vi penserò, con solidarietà "resistente". Mai. Come. Ora.)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Daniele Muscetta
    sto per postare qualche foto della manifestazione di Roma...

356/1826, il giorno della pasqua in famiglia

Monday, April 13th, 2009

nessun doppio senso, nessun messaggio nascosto, niente di niente: chi conosce questo blog da molto tempo sa di cosa parlo, gli altri, beh… sorridendo, mi spiace.
passare la pasqua in famiglia è una tradizione che ormai rispetto da diversi anni. e la famiglia si stringe, si allarga, prende diverse derive, si accoppia, si lascia, si litiga, si piange pure un po’ (addosso e no). qualcuno passa il turno e non presenzia, e manca un po’.
da qualche anno la famiglia (part of) si trasferisce al mare, faccia freddo o ci sia il sole (quando mai), a guardare i dischi volare, sulla stessa spiaggia, sullo stesso lungomare.
la mia famiglia quest’anno merita un grazie enorme, un abbraccio globale, un sorriso che dura il tempo (infinito) di una partita a dance nella sala giochi di piazza kennedy a rimini, mentre il vanz gioca a calcio balilla.
(e auguri lui).

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ne abbiamo già parlato qui:

realtà dei fatti, 2

Thursday, April 9th, 2009

da lunedì incontro per caso gente che conosco.
ma tipo una dozzina di persone senza ragione premeditata alcuna.
sarà la primavera.

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ne abbiamo già parlato qui:

322/1826, il giorno della disillusione della domenica

Sunday, March 8th, 2009

ogni tanto mi chiedo se ci rendiamo conto del male che facciamo ai nostri amici quando disattendiamo le aspettative che loro costruiscono su di noi. ogni tanto mi chiedo se ci rendiamo conto del male che ci fa sapere che le aspettative che loro hanno risposto in noi sono diverse da quelle che noi speravamo costruissero.
ogni tanto mi vorrei trasferire in un’isola deserta.

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in a 1.0 staila

Thursday, January 15th, 2009

ieri è stata una giornata così: arrivavo da una notte quasi insonne, lavoro alle terme (dove la specialità è la crioterapia), riunioni, sensazioni, un po’ di noia di routine e il mio nuovo flirt, stumbleupon. e poi serata con amici, siamo finiti tutti – o quasi – stesi sotto il tavolo del locale tutt’ora preferito dalla scuola milanese (quella che “la prima volta che ci siamo visti, siamo venuti qui e luca sofri ha portato i dischi”).
io ogni tanto mi appoggiavo a chiunque passasse e un po’ dormicchiavo. il sir sotto gli occhi (nuovi di pacca) aveva una muse di yves saint laurent, la spiff ha passato due ore con suzuki (che non aveva mai visto prima, per fortuna c’era il suo vicino di casa, che voi lo sapete quant’è ermetico suz). lui (l’ospite d’onore), grazie a dio (e a lei), ha dormito in un letto e non su un parquet. da testimonianze fotografiche sembra che io abbia passato la serata a baciare chicchessia.
con luca poi ci siamo detti che non abbiamo più l’età, che non siamo più abituati, che.
però bello, una volta tanto, mandare a quel paese il pensiero (unico e) ricorrente di queste prime settimane di questo 2009 che non si capisce.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] stered
    la pupa c'ha tanto sonno! ;)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    troppo sonno! ;-)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Chettimar
    Next step: "la pupa è narcolettica". :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] miic
    ma che è una staila?
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    mmm è difficile da spiegare, diciamo che è la trasposizione letterale di come la gente che ascolta il reggae ha storpiato la parola "style". per i più milanesi, e per di più fissati con radiopop o con i centri sociali della zona, ma anche per chi ha solo voglia di curiosare: vito war docet http://www.vitowar.it/home/
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] vic
    stailita: asceta che vive in cima a una colonna. Elegantissimo, però.

246/1826, il giorno del cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare

Monday, December 22nd, 2008

(in ordine sprso) leggere almeno (e dico almeno) 40 libri degni di questo nome (che non significa sicuramente bei libri, ma almeno non delle cagate pazzesche che lo sai ancora prima di aprirli), sistemare casa, godersi gli amici, tornare in palestra, scegliere una nuova casa, risparmiare un po’ (non pretendo molto, un po’), ritrovare ritmi lavorativi più umani, dormire meglio, perdere per sempre sti tre chili (e poi accontentarmi), cambiare conto corrente, andare a parigi.

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243/1826, il giorno dell’auropportunità

Friday, December 19th, 2008


cioè, per davvero. son commossa.

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il bello di tornare

Monday, December 1st, 2008

organizzare pranzi e cene con le amiche e gli amici per poter raccontare tutto fa sentire a casa più di dormire nel proprio letto.

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198/1826, il giorno della maestra di cerimonie

Monday, November 3rd, 2008

mi dicono (ma non è una novità) che sono cerimoniosa. ad alcune cose ci tengo: ad esempio, ai buon appetito e ai grazie. non richiedo in cambio cerimonie. io sono cerimoniosa. la gente può fare come vuole. non mi offendo, ma mi arrabbio con me stessa ogni volta che non ringrazio per una cosa bella, o che non auguro buon appetito (certo, è chiaro… ognuno ha le sue fisime).
quindi, for all you that are concerned: grazie. questo è stato uno dei weekend milanesi 100% più intensi, divertenti, complicati, soddisfacenti, tranquilli, lenti, arzilli, a misura di auro che io ricordi negli ultimi… 10 anni.
i can’t express anger. that’s one of the problems i have. i grow a tumor instead. (manhattan)

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