ti telefonano mentre esci dalla metropolitana, e per un attimo hai un ricordo lungo due anni.
“non è cambiato nulla”.
ti vengono a prendere dal dentista.
“grazie per la carineria”.
ti dicono alcune cose.
“non è cambiato nulla”.
ti ascoltano mentre tu spieghi delle cose. ad esempio, che si tratta di condivisione di spazi anche da questa parte della barricata, non solo da quella parte della barricata.
“qualcosa è cambiato”.
poi ti portano a casa, aspettando con pazienza che tu vada a ritirare le scarpe dal ciabattino e i vestiti dalla tintoria. mentre succede questo, scattano le 4 frecce e un altro mazzo di fiori viene comprato.
“grazie per la carineria”.
mentre guidano ti dicono che si vede che stai facendo ginnastica, che il culo è più su.
“qualcosa è cambiato”.
sotto casa ti dicono che non sanno quando, ma che ti chiameranno: sesta malattia, orari festivi del nido, corso di spinning e suocere permettendo.
“non è cambiato nulla”.
anzi sì, se qualcuno ha bisogno di un costosissimo mazzo di fiori incartato in carta crespa arancione ne trova uno nel cestino alla fermata dell’autobus sotto casa mia.
sono passati due anni dall’ultima volta. e molta aurora sotto i ponti.
stato civile: libera, molto indecisa sul da farsi.
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ne abbiamo già parlato qui: