dove per magia, tu respiri dalla stessa pancia mia
Monday, May 24th, 2010in questo ultimo periodo vivo un po’ sotto traccia. tengo un limite (anche se non si direbbe) alla mia aggressività per tanti motivi (la maggior parte dei quali non sono cazzi vostri). lavoro bene, ci provo, francesca mi sta simpatica (il che intendo dire, non è proprio scontatissimo, mea culpa), la redazione ogni tanto mi regala momenti di ilarità unica, mangiamo, dormiamo, guardiamo un sacco di puntate di er, vedo le amiche, vedo gli amici, faccio il pane, cucino torte, poltrisco un weekend intero, sbrino il freezer e pulisco le piastrelle. coltivo un sogno che sta proprio terraterra, sono piuttosto sorpresa da alcune cose e da alcune mie reazioni.
e comunque oggi ho preso la bicicletta per venire in ufficio. su corso buenos aires c’era una stronza in atala blu, con casco e mascherina, che era convinta che la strada (e il marciapiede) fosse sua e soltanto sua, con un’arroganza che mi ha ricordato me tempo fa. e in corso venezia mi son stranita e mi son detta che forse questa sotto traccia non è casuale, è solo un ritmo un po’ più basso, una cadenza più ritmata per suonare intonata la resa della competizione isterica di chi passa per primo un semaforo (comunque sempre e solo arancione) e per iniziare davvero a respirare, con la pancia. e non con il naso.
ne abbiamo già parlato qui:
- federica aka elisondo,
- Haukr,
- SimplyGiulia,
- z... zzz... Zoe,
- tatiana,
- Elena (Elesole),
- Lawrence Oluyede
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c'è chi lo impara prima, chi lo impara poi, e chi mai. :)
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già. che poi non è come andare... appunto... in bicicletta. si impara ma si disimpara, anche.
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si prova e si riprova, se una strada non va bene se ne prova un'altra...