domicilio sconosciuto

Wednesday, June 24th, 2009

è chiaro che casa auro ha una data di scadenza, che è il 30 settembre.
sono giorni che lo so, quasi un mese. e faccio ancora fatica a crederci.
ho in mente un sacco di cose belle che spero che saranno più grosse, importanti e coinvolgenti delle cose brutte.
fra le cose belle metto il fatto di liberarmi di una cinquantina di libri, di cambiare finalmente letto e di avere in frigo bottiglie sempre intonse. fra le cose brutte ci metto l’ansia, un futuro non ben preciso, dover rinunciare al parquet e alla parete rossa.
e nel frattempo torno a casa e faccio la lista delle cose da vendere: a qualcuno interessa un letto a soppalco? una lavatrice? una cucina a gas usata pochissimo (ho 7 anni di bollette del gas che lo dimostrano)?

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ne abbiamo già parlato qui:

il diritto alla casa (lungo)

Monday, May 25th, 2009

su questo blog in passato ho scritto davvero qualsiasi cosa mi accadesse, o mi passasse per la testa. fino all’anno scorso le sole cose che evitavo di scrivere riguardavano una persona, e non è mai stata una scelta mia. su questo blog ho scritto di cose che mi sono successe, parecchio brutte peraltro. ad esempio qui ho raccontato tutte le crisi di panico che ho vissuto e mi sono altamente lamentata, di qualsiasi cosa. se rileggete l’ultimo anno però – per inciso: ben prima di agosto, eh – invece no. e non so se sia perchè ho smesso di condividere con tutti le mie lamentazioni, o se le mie lamentazioni hanno solo la durata di 5 minuti (5 minuti alla volta per un numero infinito di volte) e quindi fatico a raccontarle, o se è vero che mi lamento, ma ho anche imparato a chiedere, a dire, a ringraziare, a riconoscere e a distinguere. in ogni caso, stasera mi lamento.
a casa mia a febbraio sono cominciati i lavori, li chiamano lavori straordinari. e quindi li possono fare, fino a fine giugno 2010. tutta la casa è di un unico proprietario, siamo tutti affittuari e da qualche tempo non hanno più rinnovato i contratti. in pratica prima dei lavori alcuni appartamenti erano rimasti sfitti. a me il contratto scade in ottobre, ottobre 2010. alcuni contratti che erano in scadenza sono stati prorogati, anche perché – come dire – adesso un trasloco è impossibile: abbiamo i ponteggi sulla facciata, i ponteggi sul retro (in cortile) e allegramente gli operai fanno un po’ quel cazzo che pare a loro sulla nostra pelle. far passare un armadio è impossibile. e la situazione è un vero delirio: tipo che un giorno chiudono le scale, l’altro giorno non si sa. iniziano a trapanare alle 7 e mezza, talvolta alle 9, talvolta non iniziano nemmeno.
da fine aprile, io sarei anche mezza giornata a casa a lavorare. sarei. per ché poi mica ci sono sempre: le tapparelle sono giù – perennemente, se non trapanano da qualche parte, martellano, se non approfitto delle ore d’aria col cazzo che riesco a scendere con la bici, insomma un delirio. e quindi o sopporto, o vado in bovisa.
settimana scorsa le voci di ballatoio, poi, hanno avuto concreta manifestazione: nella casella della posta c’era una busta con dentro una proposta di acquisto dell’appartamento. tutto molto nuovo, un piano in più, i pannelli solari, la coibentazione, i nuovi serramenti (forse non sapete che a casa mia fra stipiti delle finestre e muro ci passa una mano), nuove porte, videocitofoni, rinnovo delle scale e degli ascensori. insomma una figata. fuori. dentro poi la solita merda che non che io abiti in un porcile, ma è comunque una casa del dopo guerra, con i pavimenti uno diverso dall’altro (ma il parquet più figo del mondo), il bagno stretto, la cucina non abitabile nemmeno da una persona e così via.
ma resta il fatto che.
quindi vediamo sta proposta e viene fuori che per casa mia vogliono (senza ristrutturazione interna) circa 200mila euro. che mica poi tanto, in effetti, ma neanche bruscolini, perché a rifare tutto, anche facendo lavorare in nero due albanesi, qui per la ristrutturazione almeno 20mila euro se ne vanno. e quindi, e quindi metti pure caso che mi dessero un mutuo (e già questo è impossibile), perché dovrei spendere 220mila euro (almeno, senza contare gli interessi, è chiaro) per 45/50 metri quadri di questa casa? sono le quote di mercato, certo. mica ho detto di no. ma perché?
e quindi, e quindi è tempo di cambiare. e questo è assodato. e quindi adesso mi lamento ancora un po’ perché io con il normale contratto 4+4 ho 6 mesi di preavviso. solitamente questa parte qui la si evita (o almeno la si riduce) entrando in un’altra casa prima e liberando la casa per il successivo affittuario. io avevo fatto così. il problema è che qui non ci entra nessuno perché la casa è in vendita (almeno fino a dopo la ristrutturazione a sto punto a carico dell’attuale proprietario) e loro non hanno molta convenienza a perdere sei mesi di affitto, visto che la casa appunto deve essere ristrutturata e quindi anche se vendono, possono rogitare a lavori conclusi (spero di essermi spiegata perché mi faccio confusione da sola).
quindi, come faccio a mollare il tutto pagando il giusto (questo sì) e non il troppo? e soprattutto come faccio a evitare che mi sfruttino come le cavallette (ad esempio, se devono cambiare gli infissi, mi entrano in casa mentre io ci vivo ancora? anche per le tubature? è loro diritto farlo?), per la serie oltre il danno la beffa? perché mi devono sempre prendere per sfinimento che poi alla fine ci smeno sempre io?
esistono delle norme, delle leggi, dei regolamenti? suggerimenti?
(fine. che tanto fra un po’ si va in ferie.)

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ne abbiamo già parlato qui:

come la fabbrica del duomo

Monday, January 19th, 2009

sta cosa del divano sta diventando una storia infinita: anche stasera il trasporto è saltato, che poi vista sta pioggia, meglio così.
inizio a pensare che ci sia del sottinteso nel cielo, e che debba iniziare a vedere oltre, a cercare di capire ciò che non riesco a capire.
tipo che appena (e soprattutto se) quel dannato divano entrerà dalla porta di questa casa, io troverò una casa nuova. certo, se la cercassi, forse il divano entrerebbe da quella porta prima di natale.

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