(questo post è per chi ieri mi ha chiamato o mi ha mandato un sms, grazie ma non era come pensavate voi ;-) )
come chi mi conosce e mi frequenta sa, il mio rapporto con isotta (la cana) non è dei migliori, ultimamente. sui perchè e sui percome direi che una buona metà sono fatti miei, l’altra metà sono considerazioni generali che chiunque stia per prendere un cane (o qualsiasi altro animale domestico) con sé, deve (o dovrebbe) valutare. e quindi le condivido con voi, in modo che magari qualcuno si può salvare in tempo.
dopo 10 anni di convivenza, la vita diventa un inferno. lo diventa fra esseri umani parlanti, ragionanti, con capacità intellettive più o meno sviluppate, figuratevi cosa diventa quando il rapporto con “l’altro” è a senso unico.
isotta mi guarda, mi capisce, mi consola, mi coccola, mi ha tenuto a galla in un momento terribile della mia vita, ha abbaiato quando ce n’era bisogno, ma non parla, non cresce, non impara, abbaia un sacco di volte quando non ce n’è bisogno. l’errore sia chiaro è stato mio su tutti i fronti: isotta è stata presa da me che ero sola, che vivevo in una casa con ampio giardino, che uscivo da una storia importante e lunga e che non sopportavo l’idea di tornare a casa e non avere nessuno ad aspettarmi. la deficiente sono io. sia chiaro.
non ho saputo educarla a tempo debito, non ho saputo in quel momento giudicare bene i pro e i contro della cosa. sulla moleskine di quell’anno ho ritrovato l’appunto: “mi devo prendere cura di qualcuno”. avevo per due anni cucinato, pulito, lavato panni e mutande, rifatto letti, sistemato casini economici, familiari, di relazione di e con una persona che pensavo sarebbe rimasta con me molto più a lungo. ai tempi dicevo per sempre, ma avevo poco più di 20 anni, capitemi.
isotta si è rivelata 3 anni fa una cana epilettica. non continuativamente, ma con attacchi discontinui, non eccezionalmente traumatici, ma comunque dolorosi per lei – ovvio – e per me – meno ovvio. questo significa che nessuna pensione la tiene con sé. questo significa per quasi tutti basta dire “dalle dei medicinali”. beh, no. non sono attacchi continui, i valori epatici di isotta sono normali, ha degli estemporanei eventi epilettici, darle medicine di controllo significa schiavizzarla a una terapia inutile peraltro compromettendo la sua salute, per altre vie.
con gli anni i miei mi hanno dato una mano enorme: a partire dai mesi di agosto che ho sempre potuto prendere di ferie, un weekend al mese che mi hanno sempre tenuto la iso per concedermi un po’ di relax, ma soprattutto si sono affezionati anche loro a quelle 4 zampe di pelo. pure troppo.
ieri sono arrivati belli belli a casa mia e hanno sentenziato: “dopo 10 anni che stai da sola con isotta è tempo che vi separiate, come si fa nelle coppie sane: te la teniamo noi per un po’…”. cioé io e isotta ci separiamo come tutte le coppie così come hanno sentenziato gli unici due che avrebbero dovuto separarsi e non lo hanno mai fatto.
da pasqua la terranno loro per un po’, probabilmente ci alterneremo coi ritmi, faremo un po’ per ciascuno, ma loro si organizzeranno per avere la iso in modo più continuativo, più leggero per me, senza che io mi abitui troppo alla sua mancanza (come potrei abituarmi a vivere senza di lei?), senza che loro ne diventino schiavi.
quando ho realizzato per bene questa cosa, e che è tempo di farlo, perché per me sta diventando davvero sfinente, mi sono sentita una merda.
insomma, se mai a voi dovesse venire in mente una cosa del genere, di sopperire a una mancanza (che non significa per forza che non avete un fidanzato o una fidanzata) o di consolidare un rapporto, prendendo un cane o un gatto e siete soli e/o non avete un giardino, uno spazio, il tempo giusto da dedicare loro, datemi retta: compratevi un vibratore.
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ne abbiamo già parlato qui: