forse ci voleva

Thursday, February 18th, 2010

mi sono tagliata i capelli, stavolta per davvero. magari torno a farmi foto. magari.

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chissà poi se

Tuesday, June 23rd, 2009

se i traumi poi a un certo punto finiscono di essere noiosi come i capelli che rimangono appiccicati fra la schiena e la maglietta, che ti vergogni un po’ dire “scusa, non è che mi togli il capello dalla schiena”, perché nel frattempo sei lì con due vassoi di tazzine in mano, i libri sottobraccio, stai camminando su un meraviglioso tacco 12, il cellulare squilla in tasca, l’im che squilleggia nel chip che nel frattempo ti hanno innestato nel cervello… ecco in quel momento a te di togliere quel dannato capello non viene proprio, eppure, dà così tanto fastidio che non puoi che chiedere.
e poi quando hai chiesto, l’altro ti chiede “quale capello”? ecco, quei traumi lì. chissà poi se a un certo punto se ne vanno da soli o tocca proprio raparsi a zero. che tanto poi ricrescono, eh quei traumi lì.

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289/1826, il giorno del pettine

Tuesday, February 3rd, 2009

mi spazzolo i capelli e per oggi li lascio lisci. venti minuti di balsamo, pettine, fon, pettine, fon, dita, venti minuti e ci penso.
mi spazzolo i capelli e per oggi li lascio lisci. li legherò per andare a mangiare perché mia madre odia che mi entrino i capelli nel piatto. non che lo abbiano mai fatto, ma diciamo che preventivamente preferisco una piccola costrizione a una grande rottura di maroni.

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disallineati

Monday, February 2nd, 2009

oggi in metropolitana una aveva i capelli frisé fatti con la piastra e un altro ha salutato un altro dicendogli “beh, comunque buon anno”.

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vado a new york, 2

Wednesday, November 12th, 2008

un’altra volta poi, mi è successo di pensare, “vado a new york”. io e luca stavamo insieme da più di un anno. progettavamo un altro inter rail insieme: londra, scozia, le orcadi, irlanda, amsterdam, parigi, costa azzurra. quando ci penso mi chiedo sempre com’è che io possa aver viaggiato così tanto, per periodi così brevi, in modo così disagiato e così dannatamente divertente.
beh, insomma si stava lì, sul suo soppalco, orari dei treni fotocopiati, lui coi capelli lunghi, io coi capelli lunghi a annodarci a vicenda pensieri e progetti, ed ecco che io penso: andiamo a nyc! forse gliel’ho anche detto. ero pazza, non avevamo una lira, non avevamo niente, niente di niente. eravamo pazzi, ma eravamo giovani, bellissimi, forti, saldi. come i saldi di fine stagione.
lui mi ha guardato come si guarda la nonna che fa una puzzetta durante il pranzo della domenica, e io ho rinunciato. e ho rollato un’altra canna.
saremmo partiti per il nostro solito inter rail dopo qualche settimana: io tenevo in tasca lo spazzolino da denti che ci dividevamo sui treni, nei campeggi, nei cessi pubblici. lui teneva in tasca i travel cheques.
i nostri capelli avevano nodi indistricabili che ci tenevano insieme, dicevo. io e te come una monade.
(continua)

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milioni

Tuesday, October 28th, 2008

io ho il terrore di tre(mila) cose nella vita: le api, i tuoni. e l’alopecia.
ieri sera mi sono addormentata con l’ansia di soffrire di alopecia. ho provato a dormire, in realtà, perché l’ansia di svelgiarmi con il cuscino coperto da miei capelli, mi faceva ammattire.
alla fine mi sono addormentata. ho sognato una tempesta di tuoni e api. la mia vita è davvero difficilotta.

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146/1826, il giorno del secchiello e della paletta

Wednesday, September 10th, 2008

non so più quant’è che non dormo almeno 7 o 8 ore filate. non me lo ricordo più.
eppure dormire è uno dei piaceri della vita, insieme al sesso, al cibo, al leggere, alla musica. ne ho un perfetto ricordo che ha anche il ruvido della sabbia fra i capelli.
il saldo in breve è che il tonno mi piace ben cotto, ci prendo con il primo, ma sbaglio a ordinare il dolce. mi sembra già un successo.
sono giorni interi che mi si chiudono gli occhi, la testa dondola, ho bisogno di dormire: il resto non conta.
scuoto i miei capelli e scende sabbia. ancora sabbia. porta il secchiello, la paletta e il rastrello: ne riempirò le lenzuola. sabbia, ancora sabbia.

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142/1826, il giorno dell’afasia

Saturday, September 6th, 2008

dopo aver passato tre ore dal parrucchiere, di cui un buon 75% inutilmente intrattenendo conversazioni surreali, bevendo decine di caffè, incontrando gente abitué del posto, ma che non voglio nella mia vita, ho capito che sti cazzo di boccoli sono davvero una pena: mi taglierò i capelli.

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non te lo dirò mai

Sunday, June 1st, 2008

ma c’eri tu. e mi prendevi i capelli e me li prendevi come in quel film che avrei voluto vedere con te. e io tiravo secchiate di colore sui muri e sporcavo di vernice verde prato i vetri delle finestre. io non te lo dirò mai, ma ho sognato te. mica tutto il resto.

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facci e il mio cilicio

Monday, April 7th, 2008

toccare i miei capelli zozzi implica grandi libertà: filippo facci prima cerca di uccidermi, poi mi dà della suora.

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