in questa ultima settimana ho accumulato un sacco di ottimi insegnamenti in svariatissimi campi della scienza e della tecnica. in particolare, ho decisamente alzato il mio indice di tollerabilità nei confronti delle madri, facendole passare dalla categoria povere criste a quella di pericolo per la società. per contro, ho rivisto e risommato fattori e addendi e il risultato è cambiato: mia madre, e alcune altre madri, che pensavo essere pure scriteriate, degeneri e fottutamente idiote, sono diventate esperte di equilibrismi e di miracoli. ma questo non esime loro da essere (insieme a tutte le altre, come già detto), pericoli per la società (teoria che ha una dimostrazione, lunga e dolorosa, che non so se voglio partagiare con voi)
inoltre, ho capito una cosa: le madri di bambini piccoli (diciamo fino agli otto/nove anni, cioé le madri che conosco perché sono mie coetanee) non hanno davvero la minima idea di cosa significhi avere a che fare con gli adolescenti (nel bene e nel male). che per inciso, non ce l’ho nemmeno io. è questo il problema. ma c’è anche da dire che gli adolescenti italiani sono davvero dei principianti. e questo fa di me ancora mano certa del fatto che io ne abbia la minima idea.
ma non solo. adesso so chi è charlie, che non è proprio una cazzata (soprattutto da capire), so cosa significa preoccuparsi della corsia dei surf, ho discusso sulla lunghezza delle tende per la cucina, ho insistito perché antinfiammatorio sì, ho remato contro, ho fatto il bagno nella broda, ho desiderato fortemente dei tacchi 12, ho corso per quasi 100 bagni e non tornavo più.
e poi, e poi che palle, non lo so. però c’è un post che prima o poi pubblicherò fra i miei draft. non saprete mai che l’ho scritto oggi e perché, perché certe cose non si dicono.
e poi, e poi mi sono anche un po’ scottata. e cosa fondamentale: mi manca casa. ecco, soprattutto mi manca casa.
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ne abbiamo già parlato qui: