578/1826, il giorno della riscoperta
Monday, November 16th, 2009flickr è una cosa meravigliosa. lo potete scoprire tutti i giorni.
Tags: flickr, interestingness, scopertane abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
flickr è una cosa meravigliosa. lo potete scoprire tutti i giorni.
Tags: flickr, interestingness, scopertal’unico motivo, l’unico, per cui vorrei davvero avere una televisione in casa potrebbe essere che potremmo guardare west wing sul divano a righe bianche e blu: sto sferruzzando cuscini a forma di erba in mezzo alla quale nascondere margherite appena nate e galline in festa.
per chi trovasse quest’ammissione un po’ troppo melensa, c’è la seconda scelta: quando scelgo le foto dall’interestingness del giorno, mi prende il delirio di onnipotenza.
ora non che stia qui a fare fishing foir compliments, ma ieri sono successe due cose che mi hanno fatto pensare: innanzitutto palmasco mi ha fatto dei complimenti per degli auroscatti che non so dove li ha visti, ma visto che aveva appena finito di bere un litro di weiss magari li aveva visti nel luppolo. poi koolinus sponsorizza ipernity, come aveva già fatto la stea qualche tempo fa.
stanotte ho aperto ipernity e grazie a greasemonkey ho agevolmente importato 300 foto (più una manciata di inediti) delle 1500 (o qualcosa del genere) che ho su flickr: è stato come rivedere gli ultimi 4 anni al rallentatore e nello stesso tempo al fast forward.
aurora è quella roba lì. con l’unico criterio scelto che è quello di quanto quella foto mi ha colpito per una roba o per l’altra. perchè è un ricordo o perchè non l’avete mai vista, perché ci ho smadonnato una notte intera o perché quelle scarpe sono il mio unico bene.
e no, non passerò a ipernity, ma continuerò ad aggiornarlo, credo. non continuativamente credo.
e nel frattempo smetterò di (proverò a) pensare a me come un mocio vileda intriso di acido muriatico in ogni mia foto che vedo.
fabbio mi segnala che se si googla la canzone di pinelli, io sono il primo risultato della ricerca. sono passati tre anni da quell’estate.
Tags: che caldo faceva, fabbio, flickr, fotografia, googleè che mi ero un po’ rotta di essere color seppia. ecco.
Tags: avatar, flickr, internet, look, seppiaio da mc non ci mettevo piede da 15 anni. oggi a pausa ci sono andata con la sbri, che io avevo mangiato l’insalata in ufficio e lei invece no. quindi ci accordiamo che lei possa mangiare un menu non so come e io mi posso lamentare a voce alta del posto che puzza, del fatto che sia poco educativo portarci i figli, che il cibo sia una merda.
insomma ci mettiamo lì e fede mangia delle patatine geneticamente modificate a forma di bigodino. e facciamo questa sessione taglia e cuci assolutamente impellente.
davanti a noi c’è un rosso che mangia anche lui patatine a forma di spermatozoo: finisce, alza lo sguardo e dice “scusa, ma tu sei auro?”. e io penso, minchia la digos. e poi penso, minchia è il marito della tipa di cui ho sparlato finora. e poi penso anche, minchia porco cazzo. e poi penso, ma chi cazzo è? mica che è uno che mi vuole aggiungere a facebook, vero? e invece no. è uno di flickr (che non è che mi metta meno in ansia come cosa… anche perché adesso che vedo il suo profilo scopro che è stato pure lui a lisbona poco tempo fa… cerchi concentrici le coincidenze, eh?), romano a milano per un giorno solo, che fra tutta la popolazione di milano e hinterland riconosce me perché ha visto le mie fotografie online. voglio farmi del male spiaccicandomi la faccia contro una colonna di cemento armato.
vaffanculo, sbri, da mc donald mai più. ok?
quando andavo al liceo c’erano cose su cui scrivere (i quadernoni per le versioni, i quablock per gli appunti, i margini delle pagine per le parafrasi di dante, i banchi per le formule chimiche e le declinazioni, le smemo per tutto il resto, cioè per le cose importanti) e l’oggetto che le conteneva: lo zaino invicta.
fino a poco tempo fa sul web c’erano cose su cui scrivere (i blog per i post, twitter per i messaggi in bacheca stilosi, flickr per i commenti alle foto, anobii per i libri, delicious per i siti, tumblr per le citazioni di altri blog) e l’oggetto che raggruppava tutto questo era friendfeed.
non ricordo più chi iniziò a scrivere anche sugli invicta, ma so che prima o poi smettemmo tutti un po’ perché la maturità (ai miei tempi) non era solo un esame, ma anche perché le nostre mamme si incazzarono tutte come delle bestie, che andare in giro con scritto sullo zaino “axl rose TVTB” oppure “luisella troia” non era cosa buona e giusta.
da una parte ho un caro amico che si lamenta perché abitiamo tutti troppo lontani per poterci vedere più spesso.
dall’altra ho una delle più belle esperienze di community che io abbia mai fatto che si sta sgretolando, esattamente come avevano fatte tutte le altre.
ad andrea ho detto che i matrimoni più belli son quelli a distanza: case diverse, momenti insieme da godere a lungo. e poi crogiolarsi nel dolore dell’attesa di rivedersi ancora.
per quanto riguarda l’altra parte la prima cosa che ho pensato è stata: tanto ho scopato pure lì, che m’importa. ovvio si fa per ridere. ma solo fino a un certo punto.
(grazie andrea – il filmato lo potete vedere meglio e commentare qui – e grazie al signor flickr e agli sponsor della ggdi per avermi fatto così sbronza)
giusto per dire.
nel ritorno in treno quasi quasi ci lasciavo le penne e vi dico solo che un medico per poco non ne chiamava un altro di urgenza perché “maaaa lei ha solo 42 battiti cardiaci”. “certo, sono bradicardica”. scandiamolo meglio “ma-lei-ha-so-lo-4-2-bat-ti-ti-car-dia-ci!!!”. “so-no-bra-di-car-di-ca, e in calo di zuccheri!”. scandiamolo meglio che non ho capito! “maaaaaa-lei-haaaaaaa-so-lo-4-2-baaaaat-ti-ti-caaaaaaaaar-dia-ci!!!”. “soooo-nooo-braaaaa-di-car-di-caaaaaaaa, brutto minchione, dammi dello zucchero e vedi che mi passa tutto”. e così, ho 42 battiti cardiaci, una bustina di zucchero in corpo, una brioche, e per il restante tempo del viaggio divento il polo d’attrazione di tutto l’eurostar. le mamme passano portando i bambini in pellegrinaggio: “la signora ha soooo-looooo-4-2-bum-bum-di-cuo-re al minuto”. e tu hai solo un so-lo-neuro-bum-bum-ne, stronza.
poi, torno in ufficio e riprendere il ritmo è un po’ difficile. ad esempio, dov’è il fastfood kasher? tiratelo fuori. la pioggia mi sconvolge di meno. molto di meno. tanto anche oggi ho le scarpe aperte, ma stavolta con la zeppa.
poi, domani devo fare la dichiarazione dei redditi e ho tutti i documenti, almeno, credo. ma non so a chi dare il 5 per mille. e non lo so proprio, ma proprio non lo so. davvero. voi a chi lo avete dato?
poi, domani sera ci sarebbe l’inaugurazione di una mostra in cui viene esposta una mia foto, e ci farò un salto.
poi, domani sera ci sono tutte ste donne che fanno una cosa tipo aperitivo cena all’impiedi (come i cavalli): io so solo che devo evitare tre o quattro persone, succhiare conoscenza da un certo cervello, fare amicizie nuove, e portare i biglietti da visita. nonché presentarmi al mio cavaliere. che non ho mai visto. e poi so anche che c’è un dress code, si dovrebbero avere i capelli a posto, essere truccate bene. io mi dico: ma se siete (quasi) tutte donne, che me frega? mi faccio una doccia e va bene così. tanto io sarò, con il bello o con il brutto tempo, comunque in bicicletta. voi davvero vi depilerete? tranquille, lo dico solo per invidia. del vostro tempo. e della vostra capacità d’organizzazione del tempo.
poi, sabato: piega che per favore duri almeno tre giorni, grazie. sempre sabato cena sociale con gente nuova. note to self: a mezzogiorno chiama mamma. assicurarsi che non sia affogata nella pioggia romana (thru vic).
poi, domenica: forse pranzo con mio padre. sistemare casa, e se riesco andare ikea.
poi, lunedì, matrimonio lella. e se riesco aperitivo di grazia.
poi, martedì, cena con c* e magari prima riunione al vertice per il mio nuovo passatempo cazzaro dell’estate.
poi, poi chiedo ancora una settimana di ferie.