beh, grazie.
grazie a chi c’era, perché è stato bellissimo.
è stata la prima vera manifestazione in cui non ci sia stato nemmeno un pulotto a vista (a un certo punto sì, ma erano in dieci e molto distanti). e non è successo nulla di nulla, non una vetrina spaccata, non una macchina urtata, che io abbia visto, nemmeno una tag (almeno io non ho visto nessuno farne).
ce n’era bisogno. c’era bisogno di calma e di silenzio. non è stata una manifestazione urlata, anzi. è stata una manifestazione onesta. fino alle quattro c’era poco e nessuno che i treni da milano non sono arrivati in orario (noi eravamo con i pullman di rifo che sono una macchina perfetta di organizzazione, grazie rifo), poi mentre il corteo avanzava lento lungo il porto vecchio, c’è stata l’invasione dei milanesi e all’uscita del sottopasso era tutto dannatamente enorme, vivo e bellissimo.
grazie a chi è venuto con me perché mi ci ha trascinato.
grazie a chi mi ha regalato il suo panino mortazza e formaggino (la maionese sarà per la prossima volta) e ha allisciato il mio picco mensile di sociopatia.
grazie a chi mi ha invitato sotto il palco, a chi mi ha scritto messaggi per sapere come andava (tutto bene, tutto calmo, c’è il sole, si sta da dio).
grazie a genova che è bellissima, grazie al bellini. grazie a don gallo che ha ripetuto 7 volte le stesse cose (comprese i vaffanculo, gli stronzi e gli improperi).
grazie al trentenne dell’autogrill, che manco poco gli lasciavo il mio numero di cellulare.
grazie ai romani che ci hanno insegnato un nuovo coro: rispettiamo solo i pompieri. e mi hanno fatto parecchio ridere.
grazie ai porchettari di pavia in trasferta.
e grazie alla mia mamma (che mi ha fatto così funky).
(forse una ferita oggi non dico che si è rimarginata ma almeno ha smesso di sanguinare)
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17 novembre 2007,
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ne abbiamo già parlato qui: