cose che avrei dovuto fare

Saturday, June 12th, 2010

la casa sui binari inizia a manifestare i suoi inghippi: d’estate al piano di sotto per fare corrente bisogna tenere aperte la finestra sui binari, appunto. un disastro di rumore. d’inverno o a finestre chiuse non te ne accorgi nemmeno. d’estate ogni frecciarossa è una bestemmia.
quindi oggi da h+m quegli shortini da 4,95 li avrei dovuti comprare, uno per ogni colore. tipo una dozzina.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] La Rejna
    quali erano?
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] z... zzz... Zoe
    uno dei pregi dei tuoi post è che sono della misura giusta per dire abbatanza senza annoiare. si leggono bene. :) (non capita mica spesso, eh)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    r. quelli base base, proprio da corsa, o da casa. zoe, grazie ;-)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    comunque appena partono gli irrigatori del giardino diventa subito più fresco...
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] z... zzz... Zoe
    :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] alepapp
    concordo con @zoe

fuorimoda

Tuesday, December 2nd, 2008

in saldo stracciato ovunque c’erano qualsiasi tipo di maglione a losanghe e qualsiasi tipo di marsina.
per dire, da banana republic c’erano maglioncini di cachemire (made in china) con le losanghe a 44 dollari, che era un po’ come se te li tirassero dietro. per dire, da h+m c’era un’offerta “buy one, get one free” che comprendeva praticamente solo esclusivamente i pull a losanghe che tanto invadono gli scaffali dei negozi di corso vittorio emanuele e buenos aires e assurde giacceh fucsia e verde prato.
questa la dice (o la potrebbe dire) lunga su cosa va e cosa non va: il fatto che oggi in metropolitana io abbia visto una marsina di lana a losanghe mi ha fatto pensare che io non posso prendere troppo spesso la metro in orario di punta perchè se no rischio un colpo apoplettico.

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ne abbiamo già parlato qui:

69/1826, il giorno del dance floor

Wednesday, June 25th, 2008

c’era una in tutù, vittima di carrie bradshaw. un’altra aveva i calzari. una abbracciava una braccialini che per poco non gliela scippavo. uno aveva le scarpe dorate, ma la cintura e la borsa argento (ahi-ahi-ahi, mi è caduto sugli accessori). uno aveva un papillon nero e la camicia a quadretti. c’era una che aveva un pastrano fatto con gli interni delle roller anni ’80 (qualcuno le dica che marimekko ha fatto una linea da h+m per questa stagione, vi prego).
e poi c’ero io, distrutta da una giornata iperattiva, che ho ballato come una pazza scatenata, perché i misshapes sono degli dei e perché la loro icona dance è la mia stessa icona dance. e anche la nouvelle vague loro, è la stessa mia. e vorresti con te gli amici idioti (e ne linko solo due ma voi siete tutti invitati e invitate) con cui fare la cretina, più di quanto stai già facendo. forse perché è tutto un déjà vu delle prime sere in discoteca con lei, quando valeva la regola del “ti guardo, vado a prendere da bere, torno, mi guardi, ti dico due parole, ci imboschiamo”.
ora, lungi dall’essere passata di moda la regola, però sono cambiate altre cose e fuori c’è una carrozza con le ruote sottili che ti porta a casa.
a mezzanotte in punto. e non hai nemmeno baciato il brutto ranocchio. ma nemmeno il principe azzurro caruccio.

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ne abbiamo già parlato qui:

51/1826, il giorno delle gonne ampie e dei top senza maniche

Saturday, June 7th, 2008

nono, non mi sto drogando, nono.
figurati se mi drogo, io.
ho ben altre cose da fare, io.
nono. figurati. nono.
(dove cazzo sono stata io fino ad oggi? eh?)

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ne abbiamo già parlato qui: