i miei pensierini: la franz

Thursday, December 24th, 2009

la franz è diventata mia vicina di casa. la vedo quanto prima, forse un po’ di più in virtù dei passeggio cani.
per ora mi dico che è colpa del suo lavoro e del freddo. poi quando rientrerà dall’isola ne riparleremo.

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buoni propositi

Friday, December 18th, 2009

oggi in riunione ho contato le teste (non finivano più!), ho guardato le facce e ho pensato che sarà duro, difficile, strano e decisivo, ma anche un meraviglioso 2010.

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573/1826, il giorno di lourdes

Tuesday, November 10th, 2009

oggi il mio mailer mi ha detto che una delle caselle del sito (casella che per lo più fa azioni automatiche) aveva cercato di mandare una mail a lourdes@qualcosa e che non c’era riuscito.
metafora di vita: manco lo spam mi aiuta.

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questione di sanità mentale

Tuesday, May 19th, 2009

ho pedalato stasera con la gonna che le rimbalzava sulle gambe e ho pensato che forse la rejna era curva sui pedali sul po.
ho preso il terzo aperitivo consecutivo con marco e con l’uomo de “li pescetti”.
ho capito che non c’è mai fine alle sorprese: sta per andando là dove disse “mai e poi mai”. capace che finisca su una barca a vela prima o poi.
ho pensato di chiedere all’architetto le piante dell’appartamento e le piante delle piante del giardino. la misura della campata ormai è questione di sanità mentale.
ho visto una cena con ale e ele e mi è piaciuto quello che ho visto.
ho preso tempo, allora. ne prenderò ancora.
ho sognato di fare un altro lavoro, ma poi ho deciso che i solventi industriali mi fanno paura.
ho prenotato una donazione del sangue millantando controlli cardiaci che non ho mai fatto. e adesso non so che cosa fare.

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my own personal vision

Tuesday, January 13th, 2009

facendo questo lavoro ho imparato a essere diplomatica e paziente.
se per caso tutto questo riuscisse a trasportarsi nella mia vita non professionale, ne sarei molto felice.
ci stiamo lavorando. spero non solo per la gloria.

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freeclimbing

Wednesday, September 3rd, 2008

dopo 10 giorni dal ritorno dalle ferie, ho strappato – enfin! – 2 pagine di to do sulle 4 che mi portavo in giro come la coperta di linus.

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è uno sporco mestiere

Sunday, August 17th, 2008

regola numero 1 del community manager: non sottovalutare mai i tuoi utenti.
regola numero 2 del community manager: se fornisci un servizio ad altissimo rischio di critiche, modera i commenti in modalità ex-ante.
regola numero 3 del community manager: non tutti nascono community manager. non tutti lo diventano.
regola numero 4 del community manager: non parlare del community management con chi pensa di aver già capito tutto e di aver già tutte le risposte. è tempo sprecato.
giuro che la prossima volta che qualcuno mi dice che faccio un lavoro che chiunque può fare lo prendo e lo scartavetro contro un muro.
(ne parlavo ieri con luca a cena, ma cristiano è stato più veloce di me)
(ne parla anche alfredo)
(ne parla anche mante)

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27/1826, il giorno del pessimismo cosmico

Tuesday, May 13th, 2008

dopo che berlusconi e prodi han detto per mesi “l’italia vale meno di zero”, mi pare pure il minimo che la generazione under 35 sia un po’ scoglionata.

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il pupo c’ha sonno

Monday, January 28th, 2008

io gli uomini che vedo in giro li noto poco.
rimango difficilmente (sebbene mi capiti) colpita da un uomo incontrato in metropolitana o in fila al banco gastronomia del super. solitamente noto i sandali d’estate e la giacca e cravatta di inverno. eppure sono giorni che fisso gli uomini ovunque.
ieri al bar c’era un ragazzo che parlava del milan con la barista.
poi in metropolitana c’era un 50enne piacente che giocava con il blackberry. era seduto affianco a un ragazzo visibilmente molto tatuato e bucato.
un mio collega indossa da qualche giorno un nuovo anello.
all’edicola, ieri io ho chiesto il manifesto, un altro ha chiesto il giornale. l’edicolante ha salutato me, e pure lui.
qualche tempo fa mauro mi ha offerto la cena, a casa mia. poi l’ho salutato e dopo trequarti d’ora era sul mio gtalk.
il marito di quella del quarto piano mi ha chiesto se posso dargli una mano con fastweb.
quando sono in metropolitana e leggo vecchi vogue, curati da maurizio cattelan, c’è sempre almeno un ragazzo che mi guarda stranito.
conosco medici, ragionieri, bancari, banchieri, assessori, giornalisti, art director, avvocati, copy, analisti, programmatori, autori tv, scrittori, politici, padri di famiglia, musicisti, agenti immobiliari, tecnici, pezzenti, elettricisti, attori, consulenti call center, operai, gioviali mantenuti. e mi piacciono quasi tutti. anche quelli di cui so solo il nome.
io credo che ognuno di loro abbia dei motivi. anche se non lo sa.
sono 34 anni che guardo gli uomini da lontano, in alcuni casi anche più da vicino. nelle ultime settimane sono diventati una fissazione. da oggi sono praticamente una di loro.

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routine, in crescendo

Friday, January 25th, 2008

sveglia presto. ho i capelli in aria.
appuntamento con l’assicuratore sotto l’ago. arriva con venti minuti di ritardo.
quando mi chiede davanti a un caffè – che grazie a dio paga lui – quanto voglio di massimale per l’invalidità permanente, capisco che la giornata marcherà male.
ufficio: mail, twitter, gmail, gtalk, community, community, bloglines. ok, sì anche msn.
arriva mail di d. inaspettata. rispondo, chiedendomi poi perché farlo.
arriva mail di a. la apro temendo che mi proponga un caffé. grazie a dio non lo fa.
arriva mail di l. che mi chiede una roba per il we. “sono al mare, cazzi tuoi”. arriva mail di l. incazzato.
lavoro di routine, poche riunioni, un sacco di cazzi buffi tecnici che non so come controllare.
caffé alla macchinetta. acqua naturale, prima bottiglia.
vale e fra ordinano da mangiare alle 11 e un quarto. io sto per vomitare.
lavoro di routine. poi qualche cosa un po’ creativa, tipo delle risposte a degli utenti un po’ gnucchi.
pausa pranzo, si mangia a ric.
rientro, lavoro di routine.
marghe mi inoltra una mail che mi fa allargare il sorriso.
vale mi dice che domani aspetta il televisore. io dico che domani deve aspettare me. note to self: ricordarsi di mettere in valigia il biglietto.
con fede mi accordo per chiamare sua mamma per le bomboniere.
inizia il dibattito al senato. radio in streaming.
sono al secondo caffé alla macchinetta e alla quarta bottiglietta d’acqua naturale.
continua il dibattito, io e brodo ci divertiamo con twitter, poi arriva anche nik. ognuno parla in tempo reale con il suo streaming radio che è ovviamente diverso per ciascuno: una volta che questo aspetto verrà risolto twitter sarà un media politico di rispetto.
alle cinque e mezzo noto che il cielo si sta scurendo, ma non è già buio come una settimana fa.
finisco la routine. aspetto la risposta di prodi.
poi esco. metropolitana, merciaio che ho bisogno del cotone rosso. palestra. con cinque meravigliosi giorni di ritardo mi è venuto il ciclo.
ma per fortuna c’è giacomo giacomo giacomo: sono di pessimo umore e se ne accorge. quel ragazzo si merita tutto il suo stipendio perché coccola noi carampane come nessun o riuscirebbe mai, e non deve nemmeno cercare il punto g.
sono nella sala tv quando finisce il quiz di gerry scotti. la sala si svuota. sigla e titoli del tg5: stanno votando. è chiaro come va a finire. non gliene frega a nessuno, a nessuno. sono tutti lì con i loro ipod, le loro magliette rosa, i manubri e gli step. non gliene frega un cazzo. dopo una giornata passata a dire cose con gente che seguiva la seduta del senato minuto per minuto mi accorgo che a questi qui non gliene frega un cazzo. la vita di domani non è là fuori, è qui dentro. e con qui intendo la rete. il resto prendetevelo voi. io arranco fino alla fine. poi casa.
piscio isotta, telefonata mamma: aggiornamento cani e gatto, medici e dentisti. le dico di fare in modo che mia sorella a giugno non voti mastella, le dico di andare su a parigi e di controllare.
poi cena veloce, attacco il mac: mail, twitter, gmail, adium, community, community, bloglines. msn col cazzo.
poi vlc: studio60 s01e21. trovo vanz online: gli dico che se mi muoiono tutti faccio una strage. prendo coraggio: studio60 s01e22. a voi non spoilero nulla.
adesso valigia e doccia.
finirà prima o poi.

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