573/1826, il giorno di lourdes

Tuesday, November 10th, 2009

oggi il mio mailer mi ha detto che una delle caselle del sito (casella che per lo più fa azioni automatiche) aveva cercato di mandare una mail a lourdes@qualcosa e che non c’era riuscito.
metafora di vita: manco lo spam mi aiuta.

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ne abbiamo già parlato qui:

qual è il tuo target? non io, forse.

Monday, February 23rd, 2009

in questi ultimi mesi sono stata bersagliata da mail che mi invitavano a eventi, prove d’acquisto, esperienze mirabolanti.
si sappia quindi che (la faccio un po’ veloce, scremando molto): io non amo le verdure (quindi niente prodotti a base vegetale), io non amo le multinazionali che non diano segni chiari delle loro attività (quindi per la maggior parte dei casi, niente jogurt, niente acque minerali, niente merendine, niente caffè solubile), io non amo nuotare, non amo il mare aperto, non amo i velisti. io non amo essere equiparata a persone che copiano e incollano cartelle stampa senza avere il minimo senso critico e creativo rispetto al prodotto che viene loro regalato (è successo, perché sono stata ingenua, ho restituito praticamente subito il prodotto a chi me lo aveva fornito).
non amo le marchette, anche perché vivo in un ambiente lavorativo che non ama le marchette (strano a dirsi) e dove ho imparato (più o meno, ma faccio ancora degli errori) a distinguere opportunità da prese in giro.
quando su questo blog (o sugli altri) parlo bene (o male) di un prodotto (ultimamente sempre di meno, in passato di più) è perché l’ho scelto io e l’ho provato io, anche in questo caso è l’altro pezzo di vita lavorativa che me lo ha insegnato (i maestrini non si chiamano così mica per niente). io non sono una persona a cui potete vendere qualsiasi cosa e che intende diventare fra gli amici “quella che prova tutto”.
partecipo da molto tempo a una specie di focus group di una multinazionale della cosmetica (non è una cosa nascosta, perché è una cosa molto trasparente, che trovate tranquillamente su google) e lo faccio con curiosità e impegno (non che ne serva molto, non stiamo parlando di fisica quantistica), non tanto perché sono vicino a casa quindi comodi da raggiungere, ma perché le persone che ci lavorano sono oneste e le persone che incontro ai gruppi sono esattamente come me. non tutte, a dire la verità (alcune mi paiono cyborg, ma poi penso che quando io attacco a parlare delle bici un po’ cyborg sembro anche io). ma buona parte di loro sì, sono aperte al dialogo, al confronto e all’ascolto, non sono mere latrici di cartelle stampa (che peraltro non abbiamo mai ricevuto). in molti casi si parla bene (molto bene) di prodotti concorrenti.
quello che mi piacerebbe che funzionasse nel marketing basato sugli utenti è che il marketing si prendesse la briga di leggere i blog degli utenti a cui sta proponendo un prodotto, di conoscere le persone e non solo la loro mail. è il motivo per cui preferisco che sia un amico che ci lavora in quel marketing a dirmi, ciao stiamo per fare una campagna su una nuova giacca tecnica per i ciclisti, ti va di provarla? o che siano prodotti davvero simili alle mie abitudini (signor pinarello, le provo tutte le sue bici, che crede?) quelli proposti seppur da emeriti sconosciuti, piuttosto che qualsiasi nome e cognome a propormi di provare un nuovo cellulare iper tecnico, visto che io mando 200 sms al giorno, non faccio praticamente mai una chiamata e ho disdetto la flat internet dati dopo un mese che l’avevo attivata.
si chiama analisi del target, ecco: che ce vo’?

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ne abbiamo già parlato qui:

caina nella culla

Wednesday, January 7th, 2009

oggi mi scrive un’amica via mail (mettendomi in BCC con il mondo tutto, ma non è che me ne dispiaccia, lo faccio spesso anche io, non sono una che se la mena su ste cose) che in azienda le hanno bloccato facebook e che quindi si spiace di non potermi più tenere aggiornata con le foto di suo figlio che cresce.
son contenta che tuo figlio cresca, e che lo faccia bene. spero che lo faccia sempre e che tu sia una mamma felice, e che lui sia un figlio felice. lo spero davvero. cross my heart. davvero. sono così contenta che vi do massima fiducia: anche se non vedrò una sua foto, lo saprò forte e coraggioso sulla strada della vita. del resto gli ho sempre dato fiducia, non avendone mai aperta una delle 134 foto (non sto scherzando) che hai cercato di propinarmi, ho sempre pensato che sì, stava proprio crescendo bene.

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[post secret] i nodi al pettine

Monday, November 17th, 2008

un giorno in un giro di mail, hai scritto quella frase. sono sicura che ai tempi fosse una cosa vera, una di quelle cose che mi hanno fatto innamorare di te, concederti fiducia cieca e solidale. e adesso io non riesco a perdonarti. e mi di/struggo.

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capricci e limone piemonte

Saturday, October 11th, 2008

quando qualcuno razionalizza prima di me (questione anche di pochi secondi) una situazione, io faccio i capricci. poi razionalizzo che sto facendo i capricci e la smetto.
questione di minuti. siate pazienti, passa (quasi) subito.
peraltro tornare a casa in bici alle due di notte mi permette di leggere una mail (oh dear! you didn’t sent it from the usual email address, but from another fucking gmail one! such a gentleman!) che mi spezza il cuore in un ciock di saltelli e gongolo, e mi allarga il sorriso. gra-zie. notte..

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canoa 11

Tuesday, October 7th, 2008

ci piace la canoa quando si inizia parlando di vil denaro e si finisce per parlare di diversi tipi di orgasmo.
ci piace ancora di più quando ci si saluta di corsa dicendosi “ci sentiamo via mail”. e ti viene da ridere perché tutto l’equipaggio si stava appassionando ai tuoi racconti da vecchia lupa di mare.
ci piace un po’ di meno quando si arriva lunghe a un appuntamento e non puoi nemmeno dare la colpa a chi ce l’ha, il vogatore.
hint: mai andare in canoa senza aver fatto colazione.

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scusami che

Thursday, May 1st, 2008

scusami che io sono fatta così: mi lasci la mail aperta sul pc di casa tua e io non la leggo nemmeno.
scusami che io sono fatta così: non lascerò mai la mail aperta sul mac di casa mia, perché tu magari sei fatto diverso da me.
(residui/1)

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routine, in crescendo

Friday, January 25th, 2008

sveglia presto. ho i capelli in aria.
appuntamento con l’assicuratore sotto l’ago. arriva con venti minuti di ritardo.
quando mi chiede davanti a un caffè – che grazie a dio paga lui – quanto voglio di massimale per l’invalidità permanente, capisco che la giornata marcherà male.
ufficio: mail, twitter, gmail, gtalk, community, community, bloglines. ok, sì anche msn.
arriva mail di d. inaspettata. rispondo, chiedendomi poi perché farlo.
arriva mail di a. la apro temendo che mi proponga un caffé. grazie a dio non lo fa.
arriva mail di l. che mi chiede una roba per il we. “sono al mare, cazzi tuoi”. arriva mail di l. incazzato.
lavoro di routine, poche riunioni, un sacco di cazzi buffi tecnici che non so come controllare.
caffé alla macchinetta. acqua naturale, prima bottiglia.
vale e fra ordinano da mangiare alle 11 e un quarto. io sto per vomitare.
lavoro di routine. poi qualche cosa un po’ creativa, tipo delle risposte a degli utenti un po’ gnucchi.
pausa pranzo, si mangia a ric.
rientro, lavoro di routine.
marghe mi inoltra una mail che mi fa allargare il sorriso.
vale mi dice che domani aspetta il televisore. io dico che domani deve aspettare me. note to self: ricordarsi di mettere in valigia il biglietto.
con fede mi accordo per chiamare sua mamma per le bomboniere.
inizia il dibattito al senato. radio in streaming.
sono al secondo caffé alla macchinetta e alla quarta bottiglietta d’acqua naturale.
continua il dibattito, io e brodo ci divertiamo con twitter, poi arriva anche nik. ognuno parla in tempo reale con il suo streaming radio che è ovviamente diverso per ciascuno: una volta che questo aspetto verrà risolto twitter sarà un media politico di rispetto.
alle cinque e mezzo noto che il cielo si sta scurendo, ma non è già buio come una settimana fa.
finisco la routine. aspetto la risposta di prodi.
poi esco. metropolitana, merciaio che ho bisogno del cotone rosso. palestra. con cinque meravigliosi giorni di ritardo mi è venuto il ciclo.
ma per fortuna c’è giacomo giacomo giacomo: sono di pessimo umore e se ne accorge. quel ragazzo si merita tutto il suo stipendio perché coccola noi carampane come nessun o riuscirebbe mai, e non deve nemmeno cercare il punto g.
sono nella sala tv quando finisce il quiz di gerry scotti. la sala si svuota. sigla e titoli del tg5: stanno votando. è chiaro come va a finire. non gliene frega a nessuno, a nessuno. sono tutti lì con i loro ipod, le loro magliette rosa, i manubri e gli step. non gliene frega un cazzo. dopo una giornata passata a dire cose con gente che seguiva la seduta del senato minuto per minuto mi accorgo che a questi qui non gliene frega un cazzo. la vita di domani non è là fuori, è qui dentro. e con qui intendo la rete. il resto prendetevelo voi. io arranco fino alla fine. poi casa.
piscio isotta, telefonata mamma: aggiornamento cani e gatto, medici e dentisti. le dico di fare in modo che mia sorella a giugno non voti mastella, le dico di andare su a parigi e di controllare.
poi cena veloce, attacco il mac: mail, twitter, gmail, adium, community, community, bloglines. msn col cazzo.
poi vlc: studio60 s01e21. trovo vanz online: gli dico che se mi muoiono tutti faccio una strage. prendo coraggio: studio60 s01e22. a voi non spoilero nulla.
adesso valigia e doccia.
finirà prima o poi.

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doveva succedere prima o poi

Wednesday, January 23rd, 2008

I work for a stock photo company, and wondered if you were
interested in listing some of your shots to our collection.
(mail appena ricevuta)

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