proviamo a spiegarci. a me le dichiarazioni di kossiga fanno paura, ma non mi stupiscono: è kossiga, non è madre teresa di calcutta. se vi aspettavate una dichiarazione non belligerante, cazzi vostri. le aspettative – se sono aspettative – sono un problema di chi se le fa, non di chi le disattende.
dovremmo tutti svegliarci dal torpore generato dalla televisione, dai kebab iperproteici che ci fanno sentire tanto sazi e tanto multietnici, dalla sconfitta della sinistra che ci permette di sentirci martiri di un sistema che abbiamo corrotto noi, dovremmo tutti svegliarci e riprenderci il nostro ruolo: quelli di cittadini.
dovremmo riprenderci le strade e le piazze, dovremmo dare la fiducia a chi se la merita, a chi ha proposte concrete, degli slogan che urlino da soli senza bisogno che ci siano gli amplificatori, che ha delle speranze e dei sogni e delle verità palesi da raccontare. che ha delle posizioni da tenere, su cui scommettere e delle trasparenti cosa da fare.
ovviamente scuotete la testa: lo farei anche io. nelle piazze manganellano e probabilmente spareranno, i vostri figli vanno al liceo e da oggi cercherete su ebay qualcuno che vende giubbotti anti proiettili, i figli dei vostri fratelli vanno all’università e sono più interessati a capire come guadagnare crediti che a cosa succede a 5 centimetri da loro (e indovinate chi gliele ha insegnate le priorità della loro vita, nel bene e nel male).
nessuno ci sa proporre un’alternativa che non sia mandarli a fanculo o addirittura urlare nell’opulente centro di milano “basta” (questa è stata un’idea di larghe basi concrete e propositive di quel genio del mio ex fidanzato, che sperava pure che io l’ascoltassi) o scendere in piazza il 25 ottobre non si sa nemmeno bene per quale motivo.
scuotete la testa e dite “e allora proponi tu qualcosa”. e no, mi spiace. io modero commenti, scrivo messaggi di aiuto, sterili mail in cui riassumo fatti dati e storici, edito testi, contratto stupidi trafiletti per riviste fashion: questo è il mio lavoro. io non ho mai chiesto di stare seduta sui seggi del governo o del parlamento, io posso dare la mia fiducia, il mio voto, la mia faccia, la mia partecipazione a chi se li merita.
scuotete pure la testa e dite pure che non si può andare avanti così, che qualcuno prima o poi li fermerà, che stanno superando il limite. fatelo pure, ma tanto lo sapete come me: non li fermerà nessuno, se non li fermiamo noi, in qualche fottutissimo modo.
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