la memoria delle piccole cose

Tuesday, June 8th, 2010

che poi io so perfettamente quando ho smesso di avere memoria per le piccole cose, ed é stato un giorno d’estate che il vento correva forte, ma mai quanto quel treno, e in un giorno d’estate io ho fatto piazza pulita di tutte quelle piccole cose, i colori, gli odori, i sapori, le parole, le occhiate, i gesti che avevano riempito la mia vita e la mia bocca, per fare spazio al macigno più grosso che potessi trovare.
ed è stato un lento svuotare mentre scivolavo sui binari della linea livorno milano, poi mentre sostavo sul predellino inutile e goffo di un intercity che era passato financo da genova, poi ancora mentre vivevo la mia stupidità su una scala mobile fatta metà a scendere, metà a salire contromano.
su quei binari io ho costruito un calvario che é stato per me peso e traccia, silenzio e rabbia. e che solo ora sta finendo.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] auro
    che poi io so perfettamente quando ho smesso di avere memoria per le piccole cose, ed é stato un giorno d’estate che il vento correva forte, ma mai quanto quel treno, e in un

forza che è giunta l’ora

Friday, April 24th, 2009

da mezz’ora per me è festa d’aprile. diversa da quelle degli ultimi anni, purtroppo, ma io quest’anno di più non riuscivo a fare.
domani mi sveglierò la mattina e vorrei la colazione a letto. poi andremo in manifestazione e dicono che non pioverà. non so bene quanta gente aspettarmi, chi vedrò, quali sorrisi: non sono a milano per la festa d’aprile da anni. chissà che succede. ci sarà formigoni, non ci sarà la moratti: insomma sarà tutto a sorpresa.
per me il 25 aprile è così: amici, manifestazione, liberazione, memoria.
che volete farci: sono una della razza rossa reggiana. scendendo giù dai monti a colpi di fucile, evviva i partigiani, è festa d’aprile.

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ne abbiamo già parlato qui:
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] La Rejna
    siamo i ribelli delle montagne :)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    Domani mattina, un fiore rosso e due passi al Martinetto, nel mio quartiere, dove i nazifascisti hanno fucilato tutti: dissidenti, preti, bambini, militari, anziani, donne, politici, operai, nobili. E ogni volta mi obbligo a leggere tutto l'elenco delle vittime e dei loro mestieri, dei loro ruoli. Perché il male assoluto non dà garanzie per nessuno, neanche a chi crede di salvarsi perché è ricco o perché è potente.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sba
    Suz, mi ricordo qualcosa dei tempi delle elementari, si intitolava "Fiori rossi al Martinetto".
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    sì, era un libro scritto da Valdo Fusi, partigiano bianco, poi politico democristiano torinese (di quelli animati da spirito costituente: una persona e una penna straordinaria).
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Sba
    Avevamo fatto il recital in piazza della liberazione, io avevo impersonato il generale Perotti. Peccato che a quell'età non capivamo bene di cosa si trattasse.
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] FedericaB.iecailluminista
    ci troviamo alle 14.30 dalla parte del planetario
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Enrico Sola /suzukimaruti
    (ovviamente vi penserò, con solidarietà "resistente". Mai. Come. Ora.)
  • Thursday, 01 January 1970 at 01:33 [AM] Daniele Muscetta
    sto per postare qualche foto della manifestazione di Roma...

è saltato uno stipendio al mese

Friday, December 12th, 2008

sono le 9 e mezza del 12 dicembre e su radio popolare non c’è stato ancora un minimo accenno né nei titoli né nel gr (né tanto meno nella rassegna stampa, non che dalla miorelli ci si potesse aspettare molto) a piazza fontana. se ne saranno scordati.
salteranno i nostri rid e tutti i contributi familiari alla radio a partire dal gennaio 2009. ce ne saremo scordati.

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ne abbiamo già parlato qui:

bisogna piangere i sogni per capire

Wednesday, December 10th, 2008

se per caso venerdì durante lo sciopero nazionale indetto solo dalla cgil (non capisco bene com’è che uno sciopero indetto da solo una firma sindacale possa essere generale, se qualcuno può me lo spieghi…) a qualcuno venisse in mente che saranno 39 anni dalla strage di piazza fontana… boh, così. per dire. non che me lo aspetti. è una specie di speranza. o una vaga illusione.

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45 anni

Thursday, October 9th, 2008

di fango, melma e merda.

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ricordare

Monday, July 21st, 2008

il clima di vago senso di incompetenza e di sonno in cui vive questo paese lo si vede chiaro in almeno due cose: ieri a genova potenzialmente ci potevano essere il doppio delle persone che c’erano a novembre – spinte dalla memoria (che lui ricorda sempre essere un ingranaggio collettivo) e dall’indignazione delle ultime sentenze. e invece c’era un corteo di qualche centinaio di persone (fonte gr radiopop) che ascoltava un concerto di musica rom. perché se nessuno te lo olia quell’ingranaggio, se nessuno ti dice “vieni a genova”, tu pensi che sarai l’unico a esserci e quindi che cazzo di ingranaggio sei?
e poi, e poi ieri erano tutti lì a guardare valentino scendere giù nel cavatappi di laguna seca (oh, dear!), invece che guardare lo speciale (mmm, per quanto l’ho visto era un po’ lento) su paolo borsellino. io non ho più la tv, e vi dirò: grazie a dio.

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verso la perdita della memoria

Wednesday, July 2nd, 2008

caro lettore, tu hai presente ascanio celestini, no? ecco. bene.
tu hai presente “scemo di guerra”, no? il libro? il dvd? ecco. bene.
il dvd si svolge nel museo della liberazione di via tasso a roma.
lo hai visto il dvd? allora lo sai. non lo hai visto? sapevatelo. e vedi di recuperare il tempo perso.
il centro culturale che gestisce il museo della memoria di via tasso sta per perdere – grazie a un meraviglioso decreto legge – il suo status di ente e quindi il museo perderà molto del suo valore (“ehi, Auro sta usando un eufemismo!”) storico e politico rispetto alla lotta per la liberazione e per la memoria.
cosa fare? non lo so. ma mandarli a quel paese non sarebbe male.
caro lettore, tu non sai chi sia ascanio celestini? non sai cosa è “scemo di guerra”? non sai cos’è il museo della memoria? davvero? eccheccazzo ci fai qui? sciò sciò, circolare… circolare…

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42/1826, il giorno di chi aspetta la pioggia per non piangere da solo

Wednesday, May 28th, 2008

una sera di inverno io e liviana siamo state per due minuti in mezzo a una piazza con il pugno chiuso alzato.
avevo 20 anni e spiccioli, saremmo andate al concerto dei templebeat quella sera, io avrei abbracciato michele, ne sarebbe passata di acqua sotto i ponti, avrei fatto mille tentativi, avrei provato a mettere la testa a posto, avrebbero cercato di farmi desistere, avrebbero.
per poco non ce l’hanno fatta, ma quando penso a liviana penso sempre a quei due pugni alzati in un sabato di inverno.
ci credevamo dio. e lo eravamo pure, e lo siamo ancora adesso.

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