un tram chiamato okkupazione

Saturday, February 13th, 2010

quello che sai è che fa freddo mentre aspetti il tram una sera di febbraio.
quello che non sai è che dopo un bel po’ il tram arriverà e il cocchiere dirà “si scende”. e nessuno invece scenderà perché la gente deciderà di opporsi, di fare, di dire, di smetterla di lamentarsi, ma di agire. e mentre stai leggendo un libro sui mali e i malanni di milano (che è un po’ come leggere le lettere d’amore di un amore perduto), scoprirai che milano è bella, ed è bella la gente, rumena, italiana, senegalese, marocchina, musulmaa, bresciana, impellicciata, con il piercing al labbro, che okkupa un tram direzione greco e nel cigolare del ferro arancione ti nanna e ti porta che pare quasi un sogno. fatto di freddo, di luci della strada, di fari e di saracinesche che si abbassano.
e poi, casa.
milano sei una stronza, adesso vivo in viale monza.

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teaser

Wednesday, September 23rd, 2009

mfisk è un mio ex vicino di casa e non me lo ha mai detto (e mi spiace). a me quello che ha scritto piace moltissimo. se avessi più tempo e testa sveglia potrei raccontarvi cosa si prova a spostarsi di 15 fermate di metropolitana. lo farò, promesso.
(grazie, che troppo spesso non lo so dire)

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lungo viale monza

Sunday, July 5th, 2009

ieri mentre tornavo da sola a casa di luca a piedi dopo aver fatto con lui la spesa al mercato di gorla, ho incontrato una signora che parlava da sola. non borbottava, non mugugnava. parlava. esattamente come facciamo tutti mentre siamo al telefono per strada. se avesse avuto un auricolare nell’orecchio avrei potuto pensare che appunto fosse una normalissima donna di mezza età, che tornava a casa dopo aver fatto la spesa, un po’ come me, e che stava parlando con un’amica al cellulare. e invece era solo una normalissima donna di mezza età, che nei sacchetti della spesa portava la sua casa e parlava da sola ad alta voce. forse recriminando sul passato, su sgarbi ricevuti, fatti, ferite, abbandoni, felicità immense, tristezze di un minuto che si portano un’eco lunga una vita. probabilmente si stava raccontando per l’ennesima volta la sua personalissima versione di come sono andate le cose, così da non dimenticare, così da ripetersi l’errore ripetuto, probabilmente era solo l’ennesima replica di un autartico telefono senza fili, durante le quali vengono dimenticati particolari, amplificati refusi, scartavetrate spigolature, inseriti camei e cambiate le battute.
lei parlava da sola e per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati: ci siamo sorrise e io ho allungato il passo. per qualche secondo ho sentito ancora la sua voce sentenziare e elencare fatti e misfatti. e poi lui ha detto che, e io ho specificato che. per alcune cose provo un’estrema paura, che credo sia più frutto dell’ignoranza che della reale consistenza delle cose: una di queste è la solitudine, quella che non dura quanto vogliamo, ma quella che dura per sempre. un’altra di queste è lo sguardo della gente, quello che anche quando distolto, dura per sempre.

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my worst nightmare

Wednesday, June 10th, 2009

il mio peggior incubo prevede due parole in una stessa frase, formate da due sole parole: “cercare” e “casa”.
dopo tanti tentativi, e tante noiosità sulle vostre spalle, questa volta probabilmente è la volta buona, nel senso che dovrò davvero cercarla. la conferma arriverà nei prossimi giorni, ma diciamo che ho già riempito la borsa di free press “sul genere”, e che evidenzio in arancione e in verde gli annunci, prendendo appunti sulla moleskine sulle caratteristiche e sulla loro priorità (bagno con finestra molto più indispensabile di balcone, cucina assai abitabile meglio di cantina, tutti gli spazi abitabili separati da porte – aggiunto post publish, metro vicina molto più di qualsiasi altra cosa). domani cercherò una mappa di milano per stabilire le zone.
l’ultimo trasloco vero che ho fatto corrisponde al 2002, qualche mese prima di aprire il primo blog. quello sfigato che c’è stato nel frattempo non lo posso neanche considerare tale: è entrato tutto nel bagagliaio della 106, compresa la bicicletta.
ci sono un’infinità di cose belle che vedo nel futuro legate al concetto che prevede le due parole malefiche, davvero tantissime. altre che mi fanno davvero molta paura. altre ancora che non lo so perché ma non mi spaventano poi più di tanto (che sei diventata pazza ma io so che sei normale).
cerco da qualche giorno di focalizzarmi sulle cose belle: la festa di chiusura della casa, l’ultima notte a dormire sul parquet (si potrà portare via?), lo svuota tutto party, la prima cena, la targhetta sulla porta, la prima cosa fuori posto. uff.

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dire fare baciare

Friday, May 22nd, 2009

stasera c’erano sulla metropolitana che mi portava a casa due coppie.
una di queste era una coppia mista, come nella pubblicità. lui somigliava tanto al mio vicino di casa, lei era come quelle di “the milionaire” ma più brutta. mica tanto, un po’. lei aveva le mani truccate e i sonagli argentati ai polsi e alle dita. lui la baciava con gli occhi e lei con il kajal gli rimandava la rima. da mi basia mille, deinde centum, dein mille altera, dein secunda centum, deinde usque altera mille, deinde centum. si baciavano appoggiati al candore, al pudore, al sudore delle loro mani abbracciate.
l’altra coppia era di due ricci ricci ricci, lei aveva un maglione giallo limone, lui una polo a righe da rugby. e si baciavano sotto lo sguardo invidioso e sdegnato di tutti gli altri passeggeri. si baciavano scambiandosi endecasillabi e giambi. aut ne quis malus inuidere possit, cum tantum sciat esse basiorum. si baciavano appoggiati all’apposito sostegno.

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milano di notte nel giorno del giro e dello scudetto

Monday, May 18th, 2009

pedalo contromano e controvoglia. passo la fiumana di gente in piazza del duomo per festeggiare lo scudetto. poco prima sono passata per corso venezia ed ero da sola, l’unica: io e gli spazzini che rimettevano i puntini sulle i dopo che è passato il giro.
mentre nelle mie orecchie urlano i bassi dei subsonica. vado contromano rispetto alla folla. guardo ma non registro nulla, sento suoni in lontananza ma mi concentro sui bassi.
e ho finalmente chiaro il momento in cui la mia vita ha preso un binario diverso da quello degli altri, da quello previsto, da quelle segnato nelle stelle: credo sia stato quando ho smesso di ascoltare vasco.

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per la west wing di milano

Thursday, April 23rd, 2009

vediamola in maniera positiva: con sta storia dei gelati da mangiare solo all’interno dei locali, via marghera smette di avere la seconda fila perenne e la terza fila estiva.

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molte idee e poca chiarezza

Thursday, March 12th, 2009

iniziamo a dire che da oggi (ieri) a una settimana vedrò qualcosa tipo 7 o 8 case, e questo è perché ho degli amici e dei conoscenti meravigliosi. poi c’è la questione che una di queste case è nel luogo di milano che io amo di più in assoluto, nonostante i brutti ricordi, e cavolo… sarebbe bellissimo, davvero… ma poche illusioni e tanto concretezza. andremo a vederla, ok. ma “non me ne innamorerò” (cit.), lo dissi anche di quello per cui il bene è parecchio ma non moltissimo (cit.).
poi c’è la questione che mi vengono in mente idee brillanti di comunicazione per qualsiasi cosa (la piada dei porci l’ho regalata alla Rete, ma le altre me le tengo per me) e non ho alcun investitore. peccato. che la mia mente genera idee un po’ come le ovaie fan con gli ovuli: son contati. e vanno facilmente sprecati.
poi oggi ho visto il posto ideale per fare delle fotografie. ideale, bellissimo, una location splendida. prima di giugno, prima. di. giugno.
e poi c’è che mi stanco, che dormo, che mi sveglio, che mangio svogliata, che cammino coi piedi storti, che mi si smagliano le calze, che non ho voglia id fare progetti per il weekend (che non significa che sia molto contenta di tutto ciò che accadrà, solo che faccio fatica a pensarci), che mi scoccio probabilmente per nulla e che, uffa, ho voglia di caldo, di sole, di bici e di baci.

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302/1826, il giorno della mensa vista madonnina

Monday, February 16th, 2009

se pago 30 euro (ok, non dovevo ma ho guardato) per un pranzo in tre (per un totale di un primo, un secondo con contorno, e un contorno, due bottigliette d’acqua), puoi anche essere savini ma non hai nessun buon motivo per cacciarci dopo venti minuti dicendoci “ci serve il tavolo”.

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274/1826, il giorno della navetta notturna

Monday, January 19th, 2009

dato che non ci facciamo mancare nulla, l’atm si mette a fare dei lavori di ammodernamento della linea: alcune tratte saranno chiuse di notte per permettere i lavori. in cambio ti regalano una navetta. lo chiamano esercizio misto, e durerà circa un anno, forse di più.
quindi le mie corse all’ultima metropolitana delle 0022 verranno un po’ diradate (perchè prendere metropolitana e navetta all’una di notte, non è proprio quello che desidero fare in questa vita). questo vale anche per le cene, per west wing, per le coccole a penelope. insomma, se un giorno mi chiederete “e luca?” e io risponderò “luca chi?” sapete già perché.
(nel frattempo avrò visto tutto fringe, però)

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