fuorimoda

Tuesday, December 2nd, 2008

in saldo stracciato ovunque c’erano qualsiasi tipo di maglione a losanghe e qualsiasi tipo di marsina.
per dire, da banana republic c’erano maglioncini di cachemire (made in china) con le losanghe a 44 dollari, che era un po’ come se te li tirassero dietro. per dire, da h+m c’era un’offerta “buy one, get one free” che comprendeva praticamente solo esclusivamente i pull a losanghe che tanto invadono gli scaffali dei negozi di corso vittorio emanuele e buenos aires e assurde giacceh fucsia e verde prato.
questa la dice (o la potrebbe dire) lunga su cosa va e cosa non va: il fatto che oggi in metropolitana io abbia visto una marsina di lana a losanghe mi ha fatto pensare che io non posso prendere troppo spesso la metro in orario di punta perchè se no rischio un colpo apoplettico.

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ne abbiamo già parlato qui:

137/1826, il giorno degli indispensabili

Monday, September 1st, 2008

qualche giorno fa mi si sono rotti gli occhiali da sole.
non avendo ancora avuto modo di ricomprarli nuovi, quando sono in bicicletta uso questi che arrivano direttamente da pechino.
mi pare chiaro che sia fondamentale che in giro di 24 ore io trovi il tempo di passare dall’ottico.
(nel frattempo h+m non ha nulla di mettibile, zara non ne parliamo, subway ce ne scampi e liberi, quindi urge davvero andare dall’ottico… il perché mi pare chiaro: fra tre mesi saranno già passati di moda…)
la foto l’ha fatta mauro. e forse è pure peggio di quella che mi sono fatta da sola come i pozerz di maispeis. poi dici che mi manca l’autoironia…

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ne abbiamo già parlato qui:

133/1826, il giorno del lancio del camp

Thursday, August 28th, 2008

e allora diciamolo, si va alla blogfest. e fin qui tutto bene. il 12 forse si festeggerà il mio compleanno (in ritardo di un giorno) nel bar della piazza oppure no, non lo so, ma non è questo quello che conta. quello che conta è che sabato 13 settembre ci sarà un camp chic/cosissimo a cui tengo molto (non fosse che l’idea l’abbiamo avuta io e mafe in un momento di massima apoteosi creativa): il FashionCamp.
di cosa si parlerà? di fashion, di moda e di stile.
chi ne parlerà? chiunque ne abbia voglia, chi lavora nel campo, ma anche no. in questi ultimi anni ho capito che chiunque può davvero parlare di moda e di stile. pure io.
ma tu quando lo hai pensato a cosa hai pensato? ah, ragazzini…
ho pensato che mi piacerebbe sentire silvia di come si fanno le calze a maglia e susan parlare di come si fanno le trecce con il terzo ferro, mentre tutta la platea sferruzza e crocicchia.
mi piacerebbe rifare un angolo per le crocettiste (quelle storiche, ma anche nuove affiliate).
mi piacerebbe che uno ci spiegasse come camminare sui tacchi senza sembrare delle giraffe con una scopa nel culo.
mi piacerebbe che alcuni fotografi ci raccontassero come si fa uno shooting di moda.
mi piacerebbe che mafe raccontasse come è possibile pedalare in “audrey style”, che brodo illustrasse i mille modi per allacciarsi le cravatte, che sergio raccontasse come fa una valigia un viaggiatore, che justine ci raccontasse cosa bolle in pentola, che il vanz ci parlasse dell’eleganza declinata al maschile (il ragazzo sta studiando), che sasaki ci insegnasse a indossare (non a mettere) le calze, che enrico e michele raccontassero quanto è figo lavorare nella comunicazione per un’azienda che si occupa di moda (e vi assicuro: è figo).
mi piacerebbe che marina trovasse un autore per un testo su coco o sullo stile delle ragazze di periferia, che i fincipit trovassero nuovi spunti a tema.
mi piacerebbe che venissero le ragazze del burlesque o del vouging e che le ragazze del naba portassero il family dress.
mi piacerebbe sentire parlare qualcuno di moda ecosostenibile e che la ragazze di myspace facessero le pulci al nostro stile da carampane, ma che noi si potesse dire loro che non se può più dei perizomi che spuntano dai jeans.
e queste sono solo alcune delle prima idee che mi sono venute in mente… ma soprattutto, mi piacerebbe che la gente si divertisse (e che mi divertissi anche io) e che iniziasse a capire che non è fashion tutto quel che luccica, e che ovvio no, il diavolo non veste prada: il diavolo veste un po’ come cazzo gli pare, ma in modo chic.
a voi no? e cosa aspettate a iscrivervi? e cosa aspettate a preparare uno slideshow per il vostro intervento? iscrivetevi!
update: se brodo racconta come allacciarsi le cravatte, dania potrebbe raccontare come slacciarle.

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brufolazzi, tapparella giù e poltiglia più ascella purificata

Friday, February 22nd, 2008

sono andata all’ultima mia festa della fashion week. ok, quella di sabato scorso doveva essere l’ultima. ma poi c’è stata questa occasione e l’ho presa al volo.
cioè nulla di diverso dal solito. un po’ di foto, in un luogo buio, quindi un po’ di foto scure e mosse, alcool gratis, finger food, le solite cose. anche le solite facce, forse: vestiti che non hai visto mai, scarpe bellissime, molto senso di auto ironia.
io e maria siamo andate via presto, abbiamo fatto l’uscita vip, in mezzo a due ali di persone senza invito che aspettavano di entrare, mentre i bodyguard via auricolare si dicevano “su c’è troppa gente”.
ogni tanto vorrei proprio dire a chi pensa che il mondo dove lavoro sia tutto solo sesso droga e rock’n'roll, che le feste di questo mondo spesso (non sempre ma talvolta sì) sono esattamente come le feste delle medie: ma io mi scolpisco gli occhi coi pigmenti viola e ne faccio fanali.

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