di ritorno dal cocoricò, 2

Sunday, January 4th, 2009

ho smesso di pensare che una cosa sia pericolosa quando una cosa davvero pericolosa l’ho vista in faccia e mi ha fatto paura. così paura che non ho mai saputo lallarci sopra, nemmeno quando istigata e minacciata di. ho un sistema di ansie che a spiegarlo ci vorrebbe un mago, ma lo controllo abbastanza bene, o meglio faccio finta di, ma ho anche smesso di dire che non ne ho di ansie. ne ho, cavolo se ne ho. posso dormire così tanto da starci male e da svegliarmi con il mal di stomaco. so di avere fatto errori e di farne ogni giorno a bizzeffe, forse un giorno dovrò davvero renderne conto e chiederne scusa, ma se mi sono perdonata io, se ogni errore fatto cerco di rimediarlo, di non rifarlo, di dimenticarlo, di ridimensionarlo, anche quando impossibile, perché non dovreste farlo voi? ogni notte di queste notti mi sono svegliata perché faccio sogni troppo vividi e stanotte non so se riuscirò ad arrendermi a morfeo, perché se stanotte mi sveglio non ci sarà nessuno affianco. però, però il mio materasso, mioddio, il mio materasso fa miracoli: hai visto mai. per quanto io faccia errori e impari da essi (cfr. sopra), talvolta il learning by doing saltella e rimbalza e così mi trovo a dire cose di cui mi pento dopo due minuti. stark è altissimo. non comprerei un vestito blu notte manco se lui mi dicesse “ti sta da dio”. tanto mi faceva sacco e non mi stava bene. di notte si dicono cose che altre notti non diresti mai.

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

ottozampe, 2

Monday, November 10th, 2008

dio salvi i tagliatori di unghie dei gatti.
soprattutto di quelli che alle 4 di notte si buttano giù dal soppalco e si incastrano fra le ruote sottili parcheggiate lì’ sotto. che poi sei tu - fra un meow, un cristo e una madonna - che li devi sbrogliare.

Tags: , , , , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

contare le pecore

Thursday, May 29th, 2008

l’insonnia mi ucciderà.

Tags: , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

metropolitana di notte

Friday, March 28th, 2008

lei urla come un’ossessa. batte i piedi, lo chiama bastardo, lo urla bastardo. cammina avanti e indietro, strappa fogli di giornale. “devi andartene, vai via, scendi” gli urla.
lui la guarda, piange perché non ha alcuna voglia di andarsene.
io, io li guardo dall’altra parte della carrozza, piango perché… perché non lo so.

Tags: , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

dimenticanze. inavvertitamente.

Thursday, March 20th, 2008

pedalo come una forsennata in mezzo al traffico. pedalo come un’indemoniata, alterno i ritmi sui pedali. che nasti non ha le marce e quindi posso pure alternare ma senza molto risultato. mi alzo sui pedali lungo il pavé, evito le buche, le rotaie del tram, batto le mani mentre ascolto i scissor sisters.
torno a casa, isso la bici fino a camera mia, poi mi ricordo che tanto devo uscire ancora. iniziano le dimenticanze, perché stasera ho dimenticato di dire a marco una cosa importante, ho dimenticato il cellulare a casa, ho dimenticato i mezzi guanti e fa fresco.
e mentre faccio per la quarta volta di seguito (uno dei miei giochi ciclici preferiti) la rotonda di via canonica mi accorgo che non so dove portarti e così ci penso e mi dimentico poi di girare a destra e proseguo dritta per un chilometro. quando me ne accorgo, faccio inversione e ritorno verso casa di ale e ele. pavé binari pavé buca buca binari. tutta dritta, tutta dritta, tutta sui pedali. e penso che sia un po’ una penitenza perché non sono molto presente, molto presente a me stessa, molto. sono inavvertita.
poi mangio troppo e mi dimentico della dieta. e alla fine, riprendo la bici e torno a casa con molti pezzi in contromano e sento il peso della dinamo sulla ruota anteriore, che sta perdendo tono, il peso del cibo, dei pensieri e faccio una lista delle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto: quando esaurisco le dita delle mani e dei piedi per contarle, e inizio a tenere il loro ritmo con il ritmo dei pedali, smetto di farlo.
e arrivo a casa, stanca, confusa, sudata, sporca, felice, sazia, piena di sorrisi negli occhi, candele profumate, una casa bellissima, tante botte di pavé, tutti i semafori rossi, e mi accorgo di aver dimenticato da ale e da ele l’agenda.
ok, sono un disastro: che ce vò? un po’ di pazienza, ce vò.

i can’t explain, you would not understand.
this is not how i am.
i have become comfortably numb.

Tags: , , , , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

cronache del silenzio, con macchina che sfreccia

Wednesday, February 27th, 2008

stasera c’era rita a casa mia a chiacchierare e adesso è di là nella stanza rossa che dorme, mentre io nicchio che non ho voglia di portare isotta giù per la quarta volta e avendo bevuto coca light a cena mi scappa una pipì perenne e un’insonnia lunga una notte intera.

Tags: , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

dopo averci dormito sopra

Tuesday, February 26th, 2008

sono un punto di domanda ambulante: tipo, meglio una timbuktù o una freitag?

Tags: , , , ,

Ne abbiamo già parlato qui:

se mi basto che non mi basto

Tuesday, February 12th, 2008

regalami un’altra notte di pace e di braccia.
almeno la smetterò di pensare in loop al nulla.
ma penserò in loop che sei uno stronzo.
non dico che sia meglio, ma almeno consola un po’ di più.

Tags: , , ,

Ne abbiamo già parlato qui: