Paura di diventare grandi

Friday, November 20th, 2009

La paura di diventare grandi è quella csa che ti viene quando razionalizzi che è tempo di diventare più grande dei grandi perchè è arrivato il tuo turno di esserlo.

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ne abbiamo già parlato qui:

348/1826, il giorno del (non) passa la paura

Sunday, April 5th, 2009

oggi pedalavo e sono caduta. in pieno viale monza.
ho fatto tutto da sola, mi sono spaventata perché una macchina da un parcheggio ha messo la retro, ho rallentato, ho forse messo mano al cambio, la catena è caduta, il sacchettino che portavo attaccato al manubrio si è infilato nella forcella, pedale fisso (altro che movimento fisso), impiantata, stock, ho frenato, luce bianca della retro della macchina ancora accesa, a meno di un metro da me. lui non può vedermi, perché è in una spina di pesce in mezzo ad altre auto.
sono caduta. mani avanti, la bici era completamente ferma, io no. cosce sbattute all’unisono sul manubrio, testa protetta (ma – in modo idiota – non da un caschetto). luca era più avanti e non si è accorto, si sono fermate due ragazze, io ero un po’ stordita, tutto bene? sì, tutto bene, dico io.
ho tolto la ruota davanti in un clank, ho tolto il sacchetto rimasto incastrato nella forcella e fra le ganasce dei freni, ho rimesso la ruota, clank per bloccarla, ho visto che la catena era scesa, ho iniziato a camminare verso casa di luca, lui è tornato indietro, mi ha dato una mano con la catena per rimetterla su.
va tutto bene. mi sono spaventata, dico io. ma stai bene? sì, sto bene.
pedaliamo lenti fino a casa, non mi ricordo nulla, la bici va in cantina, io sono ancora un po’ stordita. inizia a farmi male la botta sulla cosce, ho dei segni sulle mani, il grasso della catena non va via da sotto le unghie. dopo qualche ora adesso ho la spalla indolenzita.
mi sono spaventata, (mi) dico io. spero che mi passi. lo spero, davvero.

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ne abbiamo già parlato qui:

milioni

Tuesday, October 28th, 2008

io ho il terrore di tre(mila) cose nella vita: le api, i tuoni. e l’alopecia.
ieri sera mi sono addormentata con l’ansia di soffrire di alopecia. ho provato a dormire, in realtà, perché l’ansia di svelgiarmi con il cuscino coperto da miei capelli, mi faceva ammattire.
alla fine mi sono addormentata. ho sognato una tempesta di tuoni e api. la mia vita è davvero difficilotta.

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ne abbiamo già parlato qui:

bambina a ore

Monday, October 6th, 2008

potrei raccontarvi che oggi mi sono piantata sciocca e tranquilla a fissare in una vetrina una sciocchezza di giocattolo per bambine impertinenti, e per due minuti son rimasta lì a fissarlo, pensando che le bambine impertinenti ne hanno un sacco di fortune, ed ero lì sciocca e tranquilla.
poi potrei dirvi che oggi un medico mi ha detto che io sono inutile e mi ha fatto pesare il fatto che io mi preoccupi, come se io stessi rubando tempo a un ambulatorio vuoto e sporco, con i nidi di polvere come quelli che ci sono dietro le mie porte di casa. potrei dirvi che io l’ho guardato di sottecchi e mi sono imbarazzata e mi sono sentita in colpa, così in colpa che tutta la pletora di bugie che avevo messo in piedi è crollata, ed ero lì nuda dentro e fuori, davanti a un medico ostile in camice bianco che mi faceva sentire in colpa perché non sono mai stata una bambina, stupida. e volevo dirgli “brutto stronzo adesso mi tratti come tratti tutti, con rispetto, con benevolenza, perché io sono qui e tu mi devi rispetto e benevolenza, anche e soprattutto perché sono una ragazzina inutile che non è mai stata bambina e che adesso pretende di essere adulta e felice. ok, stronzo?”. e invece no, ero nuda. e imbarazzata.
potrei dirvi che domani si torna in canoa.
potrei dirvi che oggi ho davvero avuto paura. il terrore. l’ansia. e che no, non sono tranquilla. davvero, non sono per nulla tranquilla.
potrei dirvi tutto questo. certo, ma invece preferisco dirvi che il lunedì c’è una piccola kappler che per un’ora e un quarto mi fa sudare come una disperata e mi riempie di adrenalina, di sorriso, di imbratanataggine riflessa nello specchio. e che un po’ mi guarda, pure. e mi sorride, pure. e che per quell’ora e un quarto io braso il cervello, non penso a niente, né a cose belle, né a cosa brutte. mi guardo nello specchio, asincrona, senza bisogno di pensare, di dire, di fare, di essere diplomatica, di essere sul pezzo, di fare questo in tempo, di fare meglio, più meglio, più meglio ancora. senza il torpore delle coperte, l’elastico lento delle spalline, il sorriso per tenere su lei, il fiato per correre in tempo al binario 15, senza bisogni, senza obblighi. un’ora e un quarto in cui gioco con le bambole, facendo trecce e poi disfacendole.ed è subito sera.

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reazioni conosciute, purtroppo

Tuesday, March 18th, 2008

ho paura delle api e dei tuoni. e davanti alla paura io reagisco nello stesso identico modo: mi blocco.
se mi accorgo di avere un’ape che mi ronza intorno, mi fermo. immobile, incurante di qualsiasi cosa. se inizia a tuonare, prendo la torcia, il cellulare, mi siedo per terra e aspetto che passino. immobile, incurante di qualsiasi altra cosa.
se davanti a una situazione mantengo la mia andatura diretta e “di sfondamento”, se sono senza schemi e senza strategie come al mio solito, se non mantengo il controllo degli occhi e dei muscoli facciali, vuol dire che non mi fa paura.
se inizio a cincischiare e a mettere in moto un potere di controllo e di occultamento, vuol dire che sto vivendo qualcosa che mi fa molta paura.
io sto cincischiando, e lo so. me lo rimprovero tutte le volte che mi incontro davanti allo specchio. sto cincischiando, e mi odio per questo. e chi mi conosceva ai tempi pre-Matteo I (primavera 2003) mi potrebbe dire che sono identica a quel periodo, quando avevo un migliore amico straordinario e c’era un uomo nel quadro (e nella mia vita). e solo io so quanto mi sono odiata per aver cincischiato allora. e quanto ho odiato chi mi ha permesso di farlo.
io sto cincischiando. e ho bisogno di un calcio in culo. forte.

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spire

Monday, January 7th, 2008

dopo anni senza, uno dei miei elementi genetici mi si sta stringendo. e forse un po’ mi fa paura.
ma forse anche no.

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il dicembre del nostro discontento

Thursday, December 6th, 2007

ho temuto questo dicembre come la peste.
ma siamo già al 6 e me la sto cavando alla grande.

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ombre cinesi

Thursday, April 27th, 2006

perché quando la guardo ho sempre il terrore che dietro ci sia lui?

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