i miei pensierini: l’anno delle scelte
Tuesday, December 22nd, 2009quando teiluj ha chiesto una parola per riassumere il nostro 2009, io ho scritto “scelte”.
la scelta di non ascoltare la vocina che notte e giorno mi tempesta di domande e di dubbi dentro la testa, come se fosse una pallapazzachestrumpallazza e rimbalza dall’emisfero destro (quando dico faccio bacio) a quello sinistro (quando faccio i conti, le to do list da piccola fiammiferaia e i programmi). la scelta di prendere posizione e correre ai ripari, quando quella vocina è diventata un tenore.
la scelta di cambiare casa, di dividere bagno, frigo e divano con lui, tutti i giorni, tutte le notti, e la scelta di rifarlo, se mi capitasse di dover scegliere di nuovo. la scelta di accettare i miei limiti e le mie contraddizioni, la scelta di provarci, ad accettarle. la scelta di non cercare di cambiarlo e di cambiare. la scelta di provarci, almeno.
la scelta di cambiare, un poco, il giro di amicizie, includendo una truppa di donne che mi ha dato la possibilità di tornare a pensare che le donne non sono solo mestruazioni e ansia da prestazione, controllo (non solo dell’olio del motore) e capricci. la scelta di capire che il giro di amicizie (quell’altro) ha avuto (e ha ancora) altre priorità e necessità, che non sono auro. e non che sia una colpa, né mia, né loro, è solo una constatazione dei fatti. e io ho già scelto molto tempo fa di lasciar fare alle constatazioni dei fatti, che a loro niente si può contestare.
la scelta di non scegliere. di non sprecare un attimo su un palcoscenico su cui mi si sospingeva e che non mi apparteneva.
la scelta di non volere più ascoltare chi non sapeva più parlare di me con me, ma sapeva solo parlare di me ad altri. la scelta di stare zitta, ma non essere complice. non più di quanto fossi già stata. la scelta di ammettere di essere stanchissima, stremata, strinata.
la scelta di passare delle vacanze che mai e poi mai avrei pensato di passare, e che non state malaccio.
la scelta di vestirmi diversa. di tagliarmi i capelli. di non fotografarmi più.
la scelta di ottenere quello che mi sono saputa guadagnare, io.
poi le scelte sono di ciascuno, alcune più forti, altre più lasche, ma chi sono io per decidere delle scelte altrui.
(e viceversa).
ne abbiamo già parlato qui: