107/1826, il giorno della gita fuoriporta
Saturday, August 2nd, 2008grazie. davvero.
Tags: andrea beggi, diana, gita, grazie, mario, massimo, ninna, nives, ovada, relax, remyna, suzukimarutiNe abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
grazie. davvero.
Tags: andrea beggi, diana, gita, grazie, mario, massimo, ninna, nives, ovada, relax, remyna, suzukimarutistamattina esco presto, caracollo fino a un hotel di lusso, mi infilo in una stanza e ascolto ascolto ascolto. poi mi danno un passaggio in macchina fino all’ago, e si riparte.
esco di corsa, una fermata di metro in meno, incontro i miei genitori, abbiamo una roba medica da fare, tutto va bene.
mentre siamo lì che parliamo mi ritrovo in piedi affianco a mio padre seduto e io gli metto la mano sulla spalle, un abbraccio non stretto.
gli sento il batticuore. se non fosse mio padre potrei dire di averlo fatto innamorare.
poi a piedi fino a casa, pasticceria e poi subito fuori, metropolitana, intanto leggo, ascolto musica, mi preoccupo dei conti, della metratura, delle pratiche burocratiche, delle omonimie, penso penso penso.
mentre sono lì appesa a un apposito sostegno mi dico che non ho preso il numero della prenotazione del radiobus.
scendo dalla metropolitana, citofono, salgo: prendo una gomitata contro uno spigolo, mi infervoro per una cazzata (che lo so che è una cazzata, ma io sono una cagacazzo), e poi incredibilmente c’è un istante preciso in cui mi appoggio allo stipite della porta e mi rilasso.
io mi rilasso. forse se fossi a casa potrei anche collassare sul divano, qui mi rilasso e basta. però sento la schiena cedere e potrei accoccolarmi ovunque, serena. mi rilasso come non succedeva da tempo.
poi si mangia. non ricordo altra occasione in cui io abbia mangiato a tavola con due uomini senza aver cucinato. si chiacchiera e scopro lavori impensabili, scoprono che io non bevo vino e ovviamente questo presta il fianco a numerose considerazioni, si chiacchiera. e la torta ai frutti di bosco non è per niente male.
si fa una certa, io ho il radiobus, saluto di fretta. scendo, mando un sms a franz, aspetto, è in ritardo. in fondo l’orologio di loreto segna le 00.05. ho 3 minuti per prendere l’ultima metropolitana, chiamo il radiobus e mi chiedono il numero della prenotazione, non lo so, se non lo so, non mi possono aiutare.
corro in metropolitana, la prendo al volo, a pagano per caso mi accorgo che è diretta a molino dorino e non a bisceglie. scendo. aspetto, cambio, prendo, faccio.
nel frattempo finisco un libro. ascolto fango fino a scoppiare pensando a chi è andato alla festa stasera.
torno a casa, piscio isotta, scrivo due mail di lavoro: una la mando, l’altra la rileggo domani mattina.
mi lavo i denti e mi accorgo che non ho nemmeno lavato i piatti a casa dei miei gentili ospiti. io sogno una poltrona in cucina, io lavo i piatti e qualcuno mi fa compagnia raccontandomi cose, ridendo, ascoltando musica, stando bene.
lo sogno, forse sta per diventare realtà.
stop. mi fermo. buona notte.
oggi 4 giri di montagnetta con d. e f.
oggi stanca, ma più rilassata di ieri (ci vuole poco).
oggi massi è venuto a prendere velma: c’è più spazio in sala e un buco nel cuore. davvero. per un lungo periodo quella bici è stata molto, quasi tutto.
oggi mi han dato l’ok per un trafiletto sul mensile e forse una bella collaborazione per natale.
oggi mi hanno chiamato dal vecchio lavoro perché hanno bisogno di me.
oggi mi ha chiamato elena: sono tornati da capoverde. domenica si va in bici.
oggi ho deciso che regalo farò per natale agli amici e che regalo possono farmi loro.
oggi la pancia di ilaria era bassa bassa bassa. la mia sempre più grassa.