bambina a ore

Monday, October 6th, 2008

potrei raccontarvi che oggi mi sono piantata sciocca e tranquilla a fissare in una vetrina una sciocchezza di giocattolo per bambine impertinenti, e per due minuti son rimasta lì a fissarlo, pensando che le bambine impertinenti ne hanno un sacco di fortune, ed ero lì sciocca e tranquilla.
poi potrei dirvi che oggi un medico mi ha detto che io sono inutile e mi ha fatto pesare il fatto che io mi preoccupi, come se io stessi rubando tempo a un ambulatorio vuoto e sporco, con i nidi di polvere come quelli che ci sono dietro le mie porte di casa. potrei dirvi che io l’ho guardato di sottecchi e mi sono imbarazzata e mi sono sentita in colpa, così in colpa che tutta la pletora di bugie che avevo messo in piedi è crollata, ed ero lì nuda dentro e fuori, davanti a un medico ostile in camice bianco che mi faceva sentire in colpa perché non sono mai stata una bambina, stupida. e volevo dirgli “brutto stronzo adesso mi tratti come tratti tutti, con rispetto, con benevolenza, perché io sono qui e tu mi devi rispetto e benevolenza, anche e soprattutto perché sono una ragazzina inutile che non è mai stata bambina e che adesso pretende di essere adulta e felice. ok, stronzo?”. e invece no, ero nuda. e imbarazzata.
potrei dirvi che domani si torna in canoa.
potrei dirvi che oggi ho davvero avuto paura. il terrore. l’ansia. e che no, non sono tranquilla. davvero, non sono per nulla tranquilla.
potrei dirvi tutto questo. certo, ma invece preferisco dirvi che il lunedì c’è una piccola kappler che per un’ora e un quarto mi fa sudare come una disperata e mi riempie di adrenalina, di sorriso, di imbratanataggine riflessa nello specchio. e che un po’ mi guarda, pure. e mi sorride, pure. e che per quell’ora e un quarto io braso il cervello, non penso a niente, né a cose belle, né a cosa brutte. mi guardo nello specchio, asincrona, senza bisogno di pensare, di dire, di fare, di essere diplomatica, di essere sul pezzo, di fare questo in tempo, di fare meglio, più meglio, più meglio ancora. senza il torpore delle coperte, l’elastico lento delle spalline, il sorriso per tenere su lei, il fiato per correre in tempo al binario 15, senza bisogni, senza obblighi. un’ora e un quarto in cui gioco con le bambole, facendo trecce e poi disfacendole.ed è subito sera.

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meno dodici

Friday, August 29th, 2008

voi state pensando a che regalo farmi, no? cioé mica che fate finta di niente, no?
che io la wishlist la aggiorno quotidianamente.
rispettate il mio impegno, datevi da fare anche voi.

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esiste ancora il combat folk?

Saturday, May 3rd, 2008

è da un po’ che io e claudia commentiamo un po’ incredule su alcune cose. alcune brutte, altre straordinarie: ad esempio, quanto sono gentili e degni di rispetto alcuni gruppi di nicchia. fra questi - per tanti motivi musicali e no - i ned ludd che hanno suonato a duemilaresistenze. ne parla bene - per motivi musicali e forse anche no - anche assante.

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il vago senso di vomito

Friday, October 12th, 2007

che ti coglie quando non hanno rispetto per te. perché io lo so che si può essere cretini, scemi e pure idioti. molto spesso si può essere ignoranti. oppure solo molto distratti. ma c’è modo e modo.
e il modo maleducato, non rispettoso, violento nei tuoi confronti io questo non so proprio accettarlo, e mi fa paura. mi fa paura perché io mi faccio paura.
e so di non poterlo gestire, quel momento in cui io desidero prendere la testa di qualcuno e sbatterla ripetutamente contro un piano di marmo non lavorato di un macellaio con il sottofondo la musica della marcia di topolino e poi sussurrare nell’orecchio: “i tell you what now between me and you. there is no me and you. not no more”.
solitamente invece me la cavo con un sms, che va dalle 6 alle 120 lettere, e che non si rivela mai risolutivo: a differenza di una bella e sanguinosa azione alla american psycho, infatti l’sms non risolve. anzi.

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