niente promozione
Friday, December 12th, 2008oggi hanno scoperto che non è il caso di darmi per scontata.
neanche in tempi di saldi. o di recessione.
Ne abbiamo già parlato qui:
e allora riflettete, ragionate con la vostra testa, e continuate la vostra lotta… (il comandante diavolo)
oggi hanno scoperto che non è il caso di darmi per scontata.
neanche in tempi di saldi. o di recessione.
in saldo stracciato ovunque c’erano qualsiasi tipo di maglione a losanghe e qualsiasi tipo di marsina.
per dire, da banana republic c’erano maglioncini di cachemire (made in china) con le losanghe a 44 dollari, che era un po’ come se te li tirassero dietro. per dire, da h+m c’era un’offerta “buy one, get one free” che comprendeva praticamente solo esclusivamente i pull a losanghe che tanto invadono gli scaffali dei negozi di corso vittorio emanuele e buenos aires e assurde giacceh fucsia e verde prato.
questa la dice (o la potrebbe dire) lunga su cosa va e cosa non va: il fatto che oggi in metropolitana io abbia visto una marsina di lana a losanghe mi ha fatto pensare che io non posso prendere troppo spesso la metro in orario di punta perchè se no rischio un colpo apoplettico.
un’altra volta poi, mi è successo di pensare, “vado a new york”. io e luca stavamo insieme da più di un anno. progettavamo un altro inter rail insieme: londra, scozia, le orcadi, irlanda, amsterdam, parigi, costa azzurra. quando ci penso mi chiedo sempre com’è che io possa aver viaggiato così tanto, per periodi così brevi, in modo così disagiato e così dannatamente divertente.
beh, insomma si stava lì, sul suo soppalco, orari dei treni fotocopiati, lui coi capelli lunghi, io coi capelli lunghi a annodarci a vicenda pensieri e progetti, ed ecco che io penso: andiamo a nyc! forse gliel’ho anche detto. ero pazza, non avevamo una lira, non avevamo niente, niente di niente. eravamo pazzi, ma eravamo giovani, bellissimi, forti, saldi. come i saldi di fine stagione.
lui mi ha guardato come si guarda la nonna che fa una puzzetta durante il pranzo della domenica, e io ho rinunciato. e ho rollato un’altra canna.
saremmo partiti per il nostro solito inter rail dopo qualche settimana: io tenevo in tasca lo spazzolino da denti che ci dividevamo sui treni, nei campeggi, nei cessi pubblici. lui teneva in tasca i travel cheques.
i nostri capelli avevano nodi indistricabili che ci tenevano insieme, dicevo. io e te come una monade.
(continua)